1983: l’alt-history polacco targato Netflix

Article by · 7 Dicembre 2018 ·

Netflix lancia la sua prima produzione polacca, ambientata in un presente alternativo dove il regime comunista non è mai crollato e la Polonia continua a vivere dietro la cortina di ferro. 

Un thriller ucronico

Per il suo debutto sullo streaming internazionale, la Polonia ha scelto di buttarsi su un genere ambizioso: l’ucronia, ovvero una storia ambientata in un periodo storico dove gli eventi deviano dal corso reale.

In questo caso, gli eventi sono una serie di attentati dinamitardi in tutta la Polonia del 1983. Gli attentati creano un clima di terrore e diffidenza che spinge la gente a rifuggire i movimenti di protesta che in quegli anni avrebbero dovuto ribaltare il regime e ad affidarsi saldamente al governo comunista in carica.

Questo ci porta direttamente alla Polonia del 2003, dove Al Gore è presidente USA, il Vietnam è il principale partner commerciale della Polonia e la Guerra Fredda sembra non essere mai finita.

Un piccolo mistero, un grande disegno

La storia segue l’ispettore Janow, un poliziotto retrocesso per la sua integrità, che viene coinvolto nella retata in una stamperia clandestina, dove trova un giovane apparentemente morto suicida. Dall’altro lato, troviamo il giovane Kajetan, studente di legge che, sotto l’influenza del suo professore e mentore, comincia a mettere in discussione l’operato del Partito.

Gli eventi si mettono in moto, sullo sfondo di una Varsavia dove la calma è apparente, ma in cui si sentono i tremori di complotti e intrighi. Janow continua la sua indagine, scontrandosi contro la burocrazia e i servizi segreti, mentre Kajetan cerca risposte per l’assassinio del suo mentore, dopo che questi gli aveva affidato un vecchissimo caso, risalente proprio al 1983.

Un mondo intrigante e pieno di tensione

Il debutto dei polacchi non poteva cominciare meglio: 1983 è un ottimo thriller che riesce a tenere il passo senza troppi problemi e a immergere lo spettatore in un mondo ribaltato senza appesantirlo con spiegoni eccessivi.

Da lodare anche le interpretazioni dei personaggi, non solidi quadrati, ma persone ricche di sfumature e con un passato ricco di avvenimenti, tutti presenti nelle loro azioni, seppur in maniera velata.

Con un buon passo narrativo, i misteri che i personaggi indagano si avvicinano sempre di più, portando alla luce complotti e dietrologie, ma soprattutto tenendo alto l’aspetto sociale delle storie ucroniche e la loro capacità di raccontare il mondo reale ribaltandolo.

Con un ritmo stretto e il fascino di un presente sconosciuto, 1983 riesce a intessere una storia che cattura.


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