Absentia – 6 anni di vuoto

Article by · 8 Febbraio 2018 ·

Dopo appena un anno da quando è finito Castle, la co-star della famosa serie poliziesca, Stana Katic, si lancia in un nuovo progetto targato AXN, Absentia, scritto da una nostra connazionale, Gaia Violo, e da Matt Cirulnick.   

(Per chi fosse interessato, qui potete trovare un’intervista a Gaia Violo sulla serie e sul suo lavoro)

La premessa

L’agente dell’FBI Emily Byre scompare misteriosamente mentre caccia uno dei più spietati serial killer di Boston, lasciando la propria famiglia nella disperazione.

A distanza di 6 anni, però, viene ritrovata dalla polizia in una grossa scatola piena d’acqua. Viene salvata appena in tempo. Il suo mondo è cambiato completamente: il marito ha una nuova compagna e il figlio quasi non la riconosce.

Emily dovrà cercare di convivere con questa sua nuova “vecchia vita” e, allo stesso tempo, scoprire chi è che l’ha rapita per tutto questo tempo.

L’attrice protagonista

Da detective della polizia ad agente dell’FBI, la Katic interpreta Emily con grande dimestichezza, dai flash dei sei anni in cui è scomparsa – durante i quali è stata torturata – al grande vuoto che si è venuto a creare nel non avere più ritrovato intatta la propria famiglia.

Le complicate emozioni che coinvolgono una resurrezione (la famiglia l’aveva data per morta) sono un buona prova attoriale per la Katic, che dimostra di sapere muoversi anche attraverso generi diversi.

L’atmosfera

Absentia è un thriller dai toni cupi e drammatici, ma spesso anche disorientanti: se da una parte Emily appare forte e determinata nel catturare il proprio rapitore, dall’altra barcolla tra ricordi nostalgici e risvegli improvvisi.  

Numerose sono le scene scure, girate spesso di notte o in interni, che contribuiscono a rendere la narrazione più dark e misteriosa. Quando sono presenti scene di luce a volte si ha la sensazione che siano sovraesposte, delineando una narrazione quasi irreale al giorno, volendo forse creare un forte contrasto tra la cruda autenticità dell’oscurità e l’effimera illusione della luce.

I primi due episodi (Attenzione: spoiler)

La serie sembra procedere rapida e decisa verso i suoi contenuti. Fin dalla prima puntata scopriamo che Emily sembra implicata in alcuni recenti omicidi: il suo DNA viene infatti trovato sulle vittime. Questo fatto è molto intrigante, dato che per gli scorsi sei anni è stata tenuta prigioniera, torturata e spesso incosciente. Cosa è dunque accaduto veramente? C’è qualcosa sulla prigionia di Emily che è misterioso e inquietante. Nei primi due episodi vengono seminati dettagli e false piste che tengono l’attenzione dello spettatore, incuriosiscono e arricchiscono l’indagine. C’è però un grande rischio: alcune cose sembrano talmente improbabili che la soluzione potrebbe essere molto deludente e non all’altezza delle aspettative.

La premessa è interessante e a suo modo innovativa. Guardate il primo episodio e, con quello, capirete se è la serie che fai per voi. Rispettando la storia molti canoni delle storie thriller, se vi piace il genere, questa serie la troverete senz’altro godibile.

 


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