Alex Strangelove: l’amore confuso al liceo

Article by · 14 giugno 2018 ·

Alex Strangelove è un nuovo teenage movie di Netflix sulla confusione… sessuale al liceo. Basterà questo a renderlo interessante?

C’era una volta l’amicizia tra ragazzo e ragazza

Alex Truelove (Daniel Dohey) è un ragazzo come tanti ed è fidanzato da diversi anni con la sua migliore amica, Claire (Madeline Weinstein). L’avvicinarsi dell’università mette il ragazzo di fronte a una cosa che non aveva mai calcolato e cioè perdere la verginità con la sua ragazza. Ma basterà questa tappa a chiarire le idee al ragazzo?

Se facessimo un bilancio degli ultimi film di Netflix, apparirebbe che, come al solito, i teenage movies sembrano più o meno tutti uguali, fatta eccezione forse per The Kissing Booth, dove un minimo di spessore era accennato nella creazione dei personaggi. Alex è sì impacciato e timido ma, molto spesso, viene trainato dalla folla e risulta un personaggio protagonista molto sciapo, trainato da quella che è la vita. Oltre a questo, la sua confusione sessuale, che viaggia per l’ora e mezza di visione, rende il ragazzo sì credibile ma con poco appeal. L’amicizia tra lui e la sua ragazza poi risulta reggere, finché lui non decide di buttare tutto all’aria. Insomma, la strizzata d’occhio ai temi queer c’è e si sente ma ci sono pochissimi momenti, al contrario di The Kissing Booth dove si sorride perché avviene una cosa davvero divertente.

Uomini vs donne

La confusione di Alex è scandita dall’ora e mezza di film, in cui il ragazzo le tenta tutte per capire da quale lato della barricata stare. E anche il suo cognome (Truelove) non aiuta quando incontra altri ragazzi che ben pensano di prenderlo in giro. La verità è che lui sarebbe anche simpatico, se non fosse sempre in procinto di gettare la sua vita alle ortiche poiché insicuro. E sì che è un film sul coming of age, ma un personaggio con così poco appeal non lo si vedeva da tanto. Se le critiche per The Kissing Booth erano mosse dal fatto che la base fosse una fan fiction, ben vengano le fan fiction piuttosto che storie come questa. Se lui avesse affrontato il nodo gordiano della storia, cioè capire se essere etero o gay, il film sarebbe durato mezz’ora. E gli sketch dei suoi amici sono cose trite e già viste, tipo il vomito o i peti. Anche se, dobbiamo ammetterlo, la rana col veleno da leccare faceva molto Homer Simpson missionario come nella storica puntata della serie.

Se è lei che cerca a lui qualcuno

Non basta però una rana a salvare la situazione e se nei film “al femminile” di Netflix le ragazze alla fine reggono, i maschi no.

Sembrano sempre dei decerebrati ossessionati dal bere, fumare o fare cazzate. Non che bisogna sempre essere seri e pensierosi, ma vedere che, in ogni film, gli adolescenti sembrano dei babbuini impazziti un po’ fa riflettere. Se parte come una commedia rosa, questo film finisce per diventare una commedia queer giustificata solo dall’ultima mezz’ora di film. L’unica davvero che risulta essere con un cervello, come già detto, è Claire, che alla fine si dimostra più matura di Alex e lo accetta per quello che è, senza fronzoli e senza ma.

Necessario?

No, non era necessario come non è necessario vedere questo film. Magari vederlo per concludere il giro dei teenmovies su Netflix ma, a questo punto, vi consigliamo di girare sul sito per cercare film più validi in streaming sulla piattaforma statunitense.

Ho poca pazienza e leggo troppi libri; sono fedele solo a Mr. Z.
La mia rubrica “I Dis-adattati!” è nata per guidare tutti coloro che vogliono vedere serie tv tratte dai libri senza brutte sorprese.