Altered Carbon: System and Society

Article by · 20 Febbraio 2018 ·

System and Society: una rubrica che, attraverso l’analisi di film e serie televisive, mette sotto la lente d’ingrandimento come vengono rappresentati e trattati i sistemi (che siano sociali, morali, ma anche semplicemente narrativi) e le società, ovvero quanto l’agire dei personaggi è influenzato dall’ambiente sociale in cui sono inseriti.

—ATTENZIONE SPOILER—- 

Si consiglia la lettura a coloro che hanno già visto le serie tv e i film trattati!


La nuova serie Altered Carbon, creata da Laeta Kalogridis e tratta dal libro Bay City di Richard K. Morgan, è il nuovo successo targato Netflix.

(Questo è un articolo di approfondimento! Se non avete visto la serie vi consigliamo di leggere il nostro altro di Altered Carbon qui!)

ALTERED CARBON: LA MORTE NON È PIÙ UN DESTINO COMUNE

SYSTEM

Nell’anno 2384 l’umanità ha conquistato l’immortalità. La coscienza può essere caricata su un supporto digitale e trasferita da un corpo all’altro, ma solo se sei abbastanza ricco da potertelo permettere.

Bay City è una grande città cyberpunk dai tratti noir, dove le masse vivono fitte nel caos nella perenne penombra. Gli edifici si estendono in ogni direzione, collegati da miriadi di condotti e grigie piattaforme.

In questo scenario la gente comune spende la propria esistenza. Mentre si prosegue oltre il fumo e la nebbia oscura che ricopre i tetti della città, si sbuca nell’Aerium, un luogo incantato immerso nella luce naturale del cielo, dove i ricchi vivono nelle proprie regge come divinità immortali.

Il superamento della morte ha spezzato le catene che legavano insieme ogni singolo individuo alla propria natura umana – non essendo più vincolati “necessariamente” da un destino comune – e ha spalancato le porte a una brutale spaccatura tra ricchi e poveri, non solo come individui sociali, ma anche umani.

Dalle profondità di Bay City non è infatti possibile vedere fisicamente l’Aerium, che appare come irraggiungibile senza i mezzi adeguati.

Inoltre, fin dall’inserimento della propria coscienza in un nuovo corpo, i ricordi possono apparire distorti e le sensazioni estranee. Questo, insieme a un mondo popolato da realtà virtuali, virtualità senzienti e da moltissimi strumenti in grado di simulare e alterare le percezioni, crea un ambiente dove l’identità umana non è più identificabile con certezza. Che cos’è umano? L’umanità è solo un concetto astratto o è qualcosa che ancora ci appartiene?

Su queste alienanti premesse, Takeshi Kovacs (Joel Kinnaman) viene riportato in vita per risolvere l’omicidio di Laurens Bancroft, uno degli uomini più potenti del pianeta. Attraverso Kovacs sperimentiamo come funziona questo “nuovo” mondo e scopriamo la portata totale che questa nuova tecnologia ha sulla società.

SOCIETY

Non è del tutto vero che non è più possibile morire. Se il dispositivo contenente la memoria della propria coscienza e identità viene distrutto, in quel caso si muore “veramente”. È possibile non morire mai di vecchiaia e, se il proprio corpo viene “ucciso”, si muore solo se viene danneggiato il proprio congegno.

Esiste quindi una nuova dimensione nella quale morire o uccidere, in senso lato, ha cominciato ad avere molto a che fare con la scelta di morire o la scelta di uccidere.

No resleeving

Non a tutti, infatti, va a genio il “resleeving”, la pratica di caricare la coscienza su un corpo nuovo, come ad esempio ai cristiani, i quali credono nell’anima e che ad essa fosse destinato un solo corpo da parte di Dio. Se infatti si viene “reincarnati” anche solo per una volta, la propria anima è destinata ad andare all’inferno.

Altri, come i “563”, chiedono che coloro i quali sono stati uccisi abbiano il diritto ad essere portati in vita per poter identificare i propri assassini, qualora fosse possibile.

Ma sono i soldi a fare la vera differenza: mentre i ricchi possono ottenere nuovi corpi quando lo desiderano, i poveri devono affrontare situazioni drammatiche. Nella prima puntata, una bambina di appena sette anni uccisa da un pirata della strada ottiene “gratuitamente” dallo stato un corpo di una signora anziana.

… and the dead have right!

Ma c’è anche gente che decide di morire definitivamente: questo è il caso della nonna di Kristin Ortega (Martha Higareda) che, potendo permettersi la “reincarnazione” solo durante le festività, decide nella sua ultima visita ai vivi di non venire mai più resuscitata.

Anche se non ben definibile, nel mondo di Altered Carbon l’esigenza di relazionarsi con la morte esiste ed è forte tanto quando nel mondo attuale. Perché, se nella realtà noi siamo alla costante ricerca di come comunicare gli uni con gli altri riguardo questo nostro “destino” comune (la morte), di come ci spaventa, o non spaventa, di come -insomma- ci caratterizza in modo essenziale, il mondo di Altered Carbon ha il problema di ri-settare una società in cui questo destino non è più “necessariamente” comune. E questo con la conseguenza di una ricerca di un nuovo e diversificato senso di appartenenza al “genere umano”.

Gli esseri umani sono più che esseri fatti di carbonio e, forse, hanno più in comune che la sola morte.

Scrivo articoli e tengo una rubrica per chi è interessato a sistemi e società. Il mio vero obiettivo è però scoprire chi diavolo sia Mr.Z – se sapete qualcosa, spedite piccioni viaggiatori.