American Woman: la recensione della nuova serie della Paramount

Article by · 12 giugno 2018 ·

American Woman è una sitcom ispirata al reality The Real Housewives of Beverly Hills ed è stata creata da John RiggiLa serie è uscita il 7 giugno su Paramount Television e vede come protagonisti Alicia SilverstoneMena Suvari, e Cheyenne Jackson

Anni ’70 e sessismo

Probabilmente, se volessimo ridurre davvero all’osso il pilota di American Woman, le poche parole del titolo di questo paragrafo basterebbero. Ma, ovviamente, non c’è solo quello. La protagonista si chiama Bonny Nolan è una donna con più di quarant’anni, sposata con due figli e che per la famiglia ha dovuto rinunciare alla propria carriera.

Solita storia di una donna la cui unica aspirazione è rendere felice il marito. O almeno, questo è quello che dovrebbe essere. La nostra Bonny, ovviamente, a essere solo una moglie e una madre non ci sta, vuole essere qualcosa in più anche se non fa effettivamente qualcosa per cambiare il proprio status. Probabilmente perché vive agiata o perché quando era giovane voleva fare l’attrice e ormai quel treno è passato… Quindi cos’altro potrebbe fare?

A spingerla alla ribellione è il suo stesso marito, il quale, come ogni uomo d’affare di quegli anni che si rispetti, ha un’amante. Così, dopo averlo beccato, decide di lasciarlo e cominciare una vita nuova con le sue figlie.

Cosa c’è di nuovo?

Praticamente niente. Non è un brutto episodio, ma neanche bello. Fa sorridere, ma non ridere. Intendiamoci, ormai le sitcom non hanno più le battute/gag serrate in stile Friends (a parte The Big Bang Theory), ma qui ce ne sono davvero troppo poche. La si definisce sitcom (situation comedy) per via della durata dei singoli episodi, ma effettivamente c’è poco da ridere. È più una commedia che una serie comica, che vuol dire che intrattiene lo spettatore senza essere troppo pesante, ma che non deve far per forza ridere.

Però anche il resto è un po’ meh, a partire da Bonny. Ok, è la tipica donna trofeo in un epoca super sessista e lei vuole essere qualcosa in più di una bambolona. Lo mostra più volte, all’inizio tenendo testa a un gioielliere uomo (facendogli capire che anche se è donna è lei a comandare) e poi ad una sua amica, dicendole che deve fare anche ciò che desidera lei, non solo quello che vuole il marito. Ma poi cos’altro è Bonny? Niente.
Attenzione: non stiamo criticando la figura di una donna che più che giustamente vuole essere indipendente, anzi, stiamo criticando il fatto che Bonny sia solo quello e non abbia altro, non sia davvero una persona quanto più un ideale.

È lo stesso discorso che facevamo parlando degli eroi classici che si gettano senza paura nell’azione perché è giusto così.

Il punto è che la protagonista è un po’ sciatta, l’argomento è già visto e rivisto e, per quanto possa comunque essere interessante e giusto affrontarlo, non è narrato in modo avvincente. Ovviamente con questo non si intende che debbano esserci sparatorie e altro, solo che servirebbe più forza nei personaggi (e questo vale anche per le altre). Il punto che parlino così tanto del voler essere indipendenti, alla lunga rischia di depotenziare il messaggio, perché le persone tendono a parlare di più cose diverse e non sempre e solo di un unico argomento. Diventano quindi poco credibili e, dopo un po’ che si parla della stessa cosa, è normale che uno si annoi.

Parliamo di Bonny

C’è da dire, a suo favore, che non è una super-eroina, è una donna normale a cui non piacciono le cose, ma che non lotta per cambiarle e questa è una delle cose più umane che ci possano essere. Pensate a quando ci lamentiamo dei politici, ma poi non facciamo nulla per cambiare effettivamente ciò che non funziona. Ecco, lei incarna questo: dispensa consigli che nemmeno lei è in grado di mettere in atto, probabilmente perché piena di rimpianti. 

Nonostante non abbia ancora una sua unicità non si può dire che le manchi fascino e questo probabilmente è anche merito dell’interpretazione di Alicia Silverstone, però manca qualcosa… diciamo che se un personaggio come Walter White è il nostro migliore amico, uno come Bonny Nolan è quel cugino che vediamo solo alle cerimonie e al quale diciamo sempre dobbiamo uscire una di queste sere ma poi non succede mai.

E quindi, sperando che il resto della serie ci faccia ricredere, non possiamo dir altro su questa serie se non “Anni ’70 e Sessismo”.

Sono il direttore del sito e mi occupo anche del profilo Facebook di WSS?. Quando Mr. Z me lo concede posso uscire dalla mia stanzetta, ma è molto raro.