Bad Blood: la serie sulla mafia di Netflix

Article by · 10 Dicembre 2018 ·

Bad Blood è una serie canadese è liberamente ispirata al libro del 2015 Business or Blood: Mafia Boss Vito Rizzuto’s Last War di Antonio Nicaso e Peter Edwards, in cui vengono narrate le vicende della Famiglia Rizzuto, organizzazione criminale di stampo mafioso con base a Montréal.

Una trama semplice

La famiglia Rizzuto è la più importante famiglia mafiosa di tutto il Canada. Da anni ormai godono di una collaborazione con una banda di motociclisti, la polizia e alcuni politici. Ovviamente queste permettono loro di fare una montagna di soldi in diversi modi, dall’edilizia al semplice spaccio.

Come tutte le storie perfette, però, qualcosa va storto, una cosa così ovvia che non può che essere vera. Il capofamiglia, Vito Rizzuto, viene arrestato e condannato a 10 anni per alcuni omicidi commessi quasi vent’anni prima. A subentrare come capofamiglia è il figlio, Junior (sempre grande fantasia gli america- ah no, pure i canadesi) che è sempre rimasto fuori dagli affari di famiglia. Vito desiderava che il figlio avesse una vita “normale” fuori dai suoi traffici e del tutto legale. Il figlio, ovviamente, non era d’accordo e, appena ha l’opportunità, fa di tutto per dimostrare il proprio valore. Quasi inutile dire che lui non è un boss. Comincia così la distruzione dell’impero.

I personaggi

Il più figo di tutti è Declan Gardiner (Kim Coates), il vero e proprio mastino della famiglia – quello che risolve problemi ed è il primo a sporcarsi le mani. Non troppo diverso dal ruolo che aveva in Sons of Anarchy. Lui è il classico personaggio senza nessuno, devoto al boss e la sua unica famiglia è quella per cui lavora. Declan, però non è trattato allo stesso modo da questi ultimi, che lo trattano quasi come un loro pari.

Quando il boss va in carcere sembra che sarà lui a tirare avanti l’attività. Invece subentra Junior – un personaggio stupido, fatto per essere stupido e odiato. Ricorda per certi versi Game of Thrones, con la morte del re Baratheon, il primo cavaliere saggio che rimane inascoltato dallo stupido principino incapace di governare.

Come detto prima, un classico, una storia già vista in mille modi. Però, funziona. Anche il boss, Vito, è il classico mafioso con il suo codice morale, i suoi valori e bla bla bla. Junior è stupido (difficile dargli altri aggettivi) e Declan è il protagonista che ami perché tremendamente bravo nel suo lavoro, ma solo come un cane.

Perchè ci piace?

Bad Blood non presenta nulla di originale, dai personaggi alle situazioni, ma ha dalla sua dei bei dialoghi e un buon ritmo, regalando dell’ottimo intrattenimento. Inoltre è una storia di mafia classica, che parla di eredità, giustizia, ingiustizia e potere: sono questi gli elementi che danno forza alla serie. Tratta temi classici ed evergreen, che ci attraggono e che vedremo ancora negli anni a venire. L’essere priva di originalità non significa che sia scritta male, anzi. I dialoghi funzionano, procedono bene, fanno sentire esattamente quello che vuoi sentire. Ogni personaggio parla in un modo diverso dall’altro: sappiamo che Junior dirà sempre qualcosa di stupido, Vito qualcosa di “saggio” e Declan qualcosa da bastardo. Semplice, pulito, preciso.

Questo però non rende, sorprendentemente, la trama scontata, perché per quanto sappiamo come faranno le cose non sappiamo cosa faranno. C’è da dire che sono solo sei puntate, quindi ha il tempo di essere ripetitiva. È una serie che si fa guardare piacevolmente, violenta il giusto, lenta ma non noiosa, non impegnativa ma nemmeno banale. Non ha nessuna carta in tavola per diventare un cult, ma ha tutto per farsi apprezzare.


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