Cloak and Dagger: infanzie perdute e superpoteri

Article by · 11 giugno 2018 ·

Il titolo completo è Marvel’s Cloak and Dagger, e non c’è bisogno di dire a chi appartengano i personaggi principali, no? La serie è parte dell’MCU ed è stata ideata, partendo dagli omonimi personaggi dei fumetti, da Joe Pokanski per Freeform. La serie è stata presentata come un teen, ma partiamo subito dicendo che non siamo davanti a un OC con superpoteri. È pur sempre la Marvel.

Cloak and Dagger, Tyrone e Tandy

I protagonisti sono due adolescenti, fascia di età già esplorata in un’altra serie Marvel, Runaways… chissà se si incontreranno visto che fanno parte dello stesso universo. Uno è Tyrone (Aubrey Joseph), un ragazzo afroamericano di New Orleans, mezzo ladruncolo, mezzo studente modello con una madre che fa di tutto per tenerlo al sicuro. L’altra è Tandy (Olivia Holt), adolescente amante della danza, figlia di una famiglia ricca ormai caduta in disgrazia che passa il tempo a rubacchiare e a stare lontana dalla madre alcolizzata. In comune i due hanno la città, New Orleans, e la tragedia del passato che ha dato loro i poteri.

All’inizio neanche si conoscono e, come in molte storie di superpoteri, non sanno delle loro capacità. Sono solo due adolescenti che, un po’ per l’età, un po’ per via della vita che hanno vissuto, faticano a trovare un posto nel mondo. Tandy è cinica e sembra aver già deciso che al mondo non esista speranza. Quello che voleva fare era ballare, ma dopo la morte del padre e l’aggravarsi delle dipendenze della madre, ha perso tutto. Passa poco tempo a casa, poco tempo a scuola e molto a fregare il prossimo. Tanto a nessuno sembra importare. Tyrone, al contrario, ha una famiglia che gli sta fin troppo addosso. Dopo la morte del fratello maggiore sia lui, sia i suoi genitori, hanno vissuto con la paura che anche lui possa fare la stessa fine. Certo, questa paura non gli impedisce di fare cose stupide e mettersi nei guai. 

Superpoteri e non supereroi

Non è Misfits, ma neanche Smallville, iniziamo con questo. Come nei casi più classici, i poteri dei due ragazzi sono legati alle loro personalità. Tyrone è capace di creare varchi nella dimensione oscura, per sparire e spostarsi, adatto a qualcuno che per tutta la vita si è mosso quasi di nascosto. Tandy può plasmare delle daghe di luce, che accecano e feriscono il prossimo, per lei che è forte, ma disarmata contro il mondo. Entrambi hanno la capacità di avere delle visioni legate alle persone a cui sono vicini. Ed entrambi scoprono i loro poteri quando si trovano in pericolo, ovviamente.

Cloak and Dagger ha dieci puntate, quindi si può intuire come la storia passerà da come i due protagonisti dovranno accettare i loro poteri, imparare a usarli e risolvere, almeno in parte, i problemi del loro passato, prima di poter riuscire ad avvicinarsi al mondo degli eroi. Si è visto spesso come, ormai, l’idea del supereroe che appena acquisite le sue capacità si mette a combattere il crimine non sia una formula del tutto vincente. Si parla di persone, prima di ideali. E se le persone si dimostrano, in linea di massima, buone, questo non significa che siano pronte fin da subito a mettersi in prima linea contro il male. In fondo sono solo ragazzi, no?

Paura e speranza

Sono i due elementi che guidano le azioni di Tyrone e Tendy, ma anche delle loro famiglie e, un po’, di tutti al mondo. Dove la speranza fa andare avanti, la paura di fare casino, farsi male o fare del male, ferma chiunque. Questi due elementi, poi, negli anni dei due protagonisti, dove tutto è in continuo cambiamento e non si è più bambini, ma neanche ancora adulti, diventano imponenti. Perché la speranza di quando si era bambini, di un futuro fatto di sogni, diventa più flebile. Mentre è la paura del futuro, dell’incostanza del mondo in cui ci si trova, a prendere spesso il sopravvento.

Le due famiglie dei ragazzi accompagnano queste emozioni. La madre e il padre di Tyrone, anche se si vedono poco, hanno ben chiara la realtà delle cose. Fanno del loro meglio per tenere quell’unico figlio al sicuro, quasi in modo soffocante, con l’ossessione che faccia tutto al meglio. E che questo possa non essere sufficiente. La madre di Tendy, al contrario, vive di speranza e superalcolici, anche se il mondo le crolla addosso. Sembra quasi ignorare i problemi della figlia, lasciandola in balia di se stessa.

È sì una storia di ragazzi, ma si presenta come un racconto ragionato che non segue il trend che tende a sottovalutare questo tipo di pubblico e i suoi problemi. Il tutto abbinato al desiderio di esplorare il mondo dei superpoteri e sviscerarlo in modalità diverse.

Visto che Mr Z e io apprezziamo entrambi la frase Sapere è potere ho il compito di gestire le news, nel tempo libero scrivo anche qualche articolo.