Condor: il remake che non vola

Article by · 8 giugno 2018 ·

Condor è una nuova serie scritta da Todd Katzberg, tratta dal libro di James Grady “I sei giorni del Condor”, distribuita da Audience.

La storia riporta ai giorni nostri il romanzo e il celebre film thriller che ne fu tratto, riadattando le vicende e le dinamiche agli avvenimenti più recenti. Il protagonista della vicenda è Joe Turner, interpretato da Joe Irons, un giovane analista della CIA.

Nuovo millennio, nuovo eroe

Il protagonista è il primissimo cambiamento che vediamo: nella versione originale, Joe Turner è un lettore impiegato dalla CIA per ispezionare libri controversi e scoprire azioni di propaganda, mentre nella nuova serie si tratta di un informatico geniale, autore di un sistema che permette di identificare i terroristi sul suolo americano.

Fin da subito, Joe si dimostra un giovane idealista, deciso a cambiare la CIA e i suoi metodi dall’interno. Inutile dire che tutto ciò stride con le idee dei suoi superiori, personaggi molto ambigui e misteriosi.
Il contrasto del nuovo Joe con l’ambiente spietato della CIA emerge fin da subito ed è una nota di conflitto in più rispetto all’opera originale.

Più conflitto, ma alla fine…

Alla fine scoppia il casino e Joe si ritrova in fuga da tutto e da tutti. La serie non fa molto per distaccarsi dall’originale se non riadattando le situazioni per renderle plausibili ai giorni nostri. Dopo essersi imbattuto in un complotto a proposito di armi biologiche ed essere finito nel mirino di una frangia deviata della stessa CIA, Joe incappa nella più classica delle storie à la “non fidarti di nessuno”.

L’impegno c’è tutto e per gli amanti dell’action sarà certamente un piacere vedere alcuni scenari che ricordano molto ottimi titoli come James Bond o la saga di Bourne. Ma per quanto la serie si impegni fin dal pilota nel mostrarci un conflitto enorme, nel quale potrebbero morire milioni di persone, non si può sfuggire alla sensazione del dejà-vu.

E non poteva mancare la romance

Già, la romance. Indispensabile per una spy-story ben congegnata, fulcro di colpi di scena e intrighi, baluardo di speranza per l’anima tormentata del protagonista, posta in gioco da difendere da spietati assassini…

Chi ha visto il film originale saprà che la romance nasceva per caso, quando il protagonista rapiva la Dunaway e questa, a furia di essere tenuta in ostaggio, finiva per innamorarsi di lui. Ecco, per rendere più moderna anche questa cosa, hanno deciso di affidare il tutto a Tinder, dando la scusa perfetta al nostro Joe per cercare rifugio dalla bella Kathy dopo che è diventato un bersaglio.

E come nel film originale, ha talmente tanto fascino che la quasi-sconosciuta non si cura minimamente di finire impallinata da spie criminali, perché tanto lui è bono…

Tutto sommato…

…si lascia guardare. Nonostante provi ad alzare l’asticella con complotti assurdi e nonostante le svolte più da action movie che da thriller spionistico, Condor rimane un prodotto di intrattenimento carino, con la giusta dose di sparatorie e intrighi e con tanta voglia di riprodurre un genere che può ancora regalarci delle gioie.

Nonostante alcune forzature vistosamente ignorate e qualche adattamento pacchiano, Condor può ancora guadagnarsi il rispetto degli altri remake di thriller popolari anni ’70.

La mia vita è fatta di serie TV e film a livello da tossicodipendenza. Dicono che ho un problema, ma Mr. Z dice che finché faccio le recensioni va tutto benissimo, quindi…