Daredevil 3: il diavolo resiste su Netflix

Article by · 23 ottobre 2018 ·

Marvel’s Daredevil è una serie televisiva statunitense sviluppata per Netflix da Drew Goddard e basata sull’omonimo personaggio dei fumetti Marvel Comics. Il 19 ottobre 2018 è uscita la terza stagione, ambientata dopo gli eventi visti in The Defenders.

Devil o Matt?

Una domanda che l’avvocato cieco si è posto più e più volte, un classico di ogni super eroe tormentato: “Chi sono io? Me stesso o il mio alter ego?” Dopo il finale di Defenders con il suo sacrificio, Matt rischia (più del solito) di perdere la vita nell’esplosione. Ciò che perde realmente, però, è l’udito da un orecchio (mentre distruggeva Murdock, che si trovava nuovamente a perdere “la vista”). Non consideratelo uno spoiler, ma i suoi problemi più gravi non si prolungano per più di due puntate, consentendo al diavolo di tornare a Hell’s Kitchen.

In quei due episodi, le domande sulla sua identità fanno da unico trainante (nel bene e nel male) della linea narrativa di Murdock il quale, oltre a dubitare di sé, mette in dubbio la natura di Dio. Non si tratta più giusto e sbagliato, bensì ho visto la vera natura di Dio e non è misericordioso come dovrebbe. Perché a volte fa più male la perdita di un ideale o un credo che di uno dei cinque sensi, dato che vengono a mancare le motivazioni e tutto diventa confuso.

In che senso confuso? Matt smette di essere se stesso e comincia a vedersi come un diavolo che colpisce a testa bassa, inseguendo un unico scopo. Come dicevamo nel sottotitolo, la domanda sprona il protagonista ad andare avanti, permettendoci d seguire la serie.

Il solito, più o meno

Dopo le prime puntate non sembrano esserci cambiamenti radicali in questa serie. Sì, Matt si è allontanato dai suoi amici, ma il nemico è nuovamente Kingpin (e lui si allontana sempre per poi riavvicinarsi e ritornare). Insomma, una solfa già vista in generale e in questa serie, ma che continua a interessare. I motivi sono semplici: è sempre interessante vedere questo suo tira e molla. È sempre bello vederlo distruggersi e poi rialzarsi, perché è giusto così. Inoltre, ogni volta si guarda il problema da un punto di vista diverso; ora il suo conflitto interiore si è evoluto dal bene al male in qualcosa di ancora più interiore e intimo.

Oltre a Matt (e prima Fisk), a muovere i fili della trama sono Foggy e Karen, lui avvocato di successo e lei giornalista rompiballe. Entrambi rifiutano di accettare la (presunta) morte di Matt, in un modo o nell’altro: Foggy si spoglia sempre più dalle vesti dell’impacciato e cicciotello avvocato per trasformarsi in un uomo tutto d’un pezzo che indossa sempre l’abito. Karen in realtà non sembra molto diversa da com’era l’anno scorso, sempre determinata a raccontare ciò che più le interessa.

Un vecchio nemico, un nuovo rivale

Ebbene sì, lo sapevamo ed è tornato: Kingpin is back to town. Il boss del crimine è di nuovo l’antagonista di questa stagione, sebbene non sia in libertà. La sua eleganza e potenza (fisica e non) però non mancano, anzi, Fisk continua a catturare l’attenzione qualunque cosa faccia. A fare il suo ingresso con altrettanta potenza – e tammarraggine – è Bulls Eye, inizialmente noto come Pondexter (che, specifichiamo, è il cognome e non un nome in codice, anche se può sembrarlo) un agente dell’FBI che si deve occupare di Fisk – per motivi che non specifichiamo per evitare spoiler.

Viene presentato, ovviamente, assieme alla sua mira infallibile e come qualcuno che sembra normale, ma ha qualcosa da nascondere. Un agente che crede nella giustizia, ma che gioca sempre al limite delle regole. Insomma, chi lo conosce dai fumetti sa cosa può riservare il personaggio.

Insomma, la serie di Daredevil è un cavallo vincente, che non delude e non stupisce. Continua a divertire mantenendo la complessità e il realismo che l’hanno resa una delle migliori storie di un supereroe mai viste su piccolo schermo.

Sono il direttore del sito e mi occupo anche del profilo Facebook di WSS?. Quando Mr. Z me lo concede posso uscire dalla mia stanzetta, ma è molto raro.