First Man: il film su Neil Armstrong

Article by · 11 Nov 2018 ·

First Man è un l’ultimo film diretto da Damien Chazelle e scritto da Josh Singercon protagonisti Ryan Gosling e Claire FoyLa pellicola, adattamento cinematografico della biografia ufficiale First Man: The Life of Neil A. Armstrong scritta da James R. Hansen e pubblicata nel 2005, narra la storia di Neil Armstrong, primo uomo a mettere piede sulla Luna, e gli anni precedenti alla missione dell’Apollo 11.

Una vita per il lavoro

La storia di Neil Armstrong non ha bisogno di presentazioni: è il primo uomo ad aver messo piede sulla luna. Ciò che non tutti conoscono, però, sono gli aspetti precedenti a quell’avvenimento: la vita, la famiglia e i fallimenti di Neil. Una parte fondamentale è rappresentata dalla morte della figlia di due anni (a causa di un tumore al cervello), che influenza il pilota per tutta la durata del film. La pellicola è ambientata in tutti gli anni ’60, partendo dalle sue prime missioni e i problemi della figlia, fino ad arrivare all’allunaggio.

Questa scelta è dovuta per due motivi: il primo è legato alla figlia –  Neil è un uomo con evidenti problemi ad affrontare le questioni private, dalle quali spesso scappa gettandosi sul lavoro; il secondo è legato al suo lavoro e al percorso che lo ha portato sull’Apollo 11.

Tutto questo per dire che, nonostante tutta la vita di Armstrong non sia stata rappresentata come un qualcosa di interessante, a volte sembrava di guardare più un documentario che un film. L’intento, a nostro avviso fallito, era di raccontare l’uomo dietro al pilota, eppure sembra che lui non avesse altre peculiarità oltre a essere il primo uomo sulla luna.

Non fraintendete, non vogliamo in alcun modo criticare la persona, ci stiamo limitando a fare una critica sulla pellicola. Quello che intendiamo è che spesso in queste storie biografiche si cerca di scavare dietro il mito e mostrare le debolezze dell’uomo (pensate a J. Edgar o L’ora più buia). Durante i 141 minuti di film non sembra che l’uomo sia interessante quanto la sua impresa.

Ottimo prodotto, ma…

Se volessimo riassumere in una riga secca il paragrafo poco sopra potremmo dire: valeva davvero la pena raccontare la vita di Armstrong? Immaginatevi la domanda da un punto di vista drammaturgico; ci sono diversi avvenimenti che la rendono unica, ma nel mezzo cosa c’è? Dopo la sua morte (parliamo della realtà, non del film, non c’è nessuno spoiler), la famiglia rilasciò un comunicato che iniziava così: era un eroe schivo che servì con onore la sua patria…

E come si fa a rendere un eroe schivo il protagonista di un film? Ottima domanda. In tutto il film è difficile empatizzare con Neil ( stiam criticando il film, non l’uomo), perché se non avessimo saputo come andava a finire la storia ce ne saremmo un po’ fregati. Il film non era sfarzoso come La La Land e nemmeno intenso come Whiplash, ricordava veramente un documentario con uno stile che ricordava i film romantici francesi, con poca musica, molti primi piani, con colori molto naturali che sembrano (quasi) senza filtro.

È un film volutamente lento, al quale devi stare dietro con pazienza, per arrivare a un meraviglioso finale. Non potremo mai dire che questo sia un brutto film, perché ha una qualità eccelsa in tutti i reparti, ma non ha niente del fattore WOWÈ fatto bene, curato, delicato, ma non esaltante.

Bravi tutti

Se dobbiamo essere sinceri, non è un film che va visto o che consiglieremmo a chiunque incontriamo; è un ottimo prodotto, ottimo per chi è interessato all’argomento o chi ama il cinema un po’ più impegnativo.

È geniale l’idea di riprendere le missioni sempre dall’interno delle cabine, far vedere le vibrazioni, il rumore continuo, quanto sia difficile stare dentro un mezzo che per sembra possa esplodere da un momento all’altro. È quasi come essere lì dentro con loro. Sia Ryan Gosling che Claire Foy danno un’ottima interpretazione, fatta principalmente di sguardi duri, tensione e paura. Hanno espressioni molto simili per tutto il film, eppure estremamente diverse.

Insomma, ormai avete capito cosa pensiamo del film… un piccolo passo per il cinema, un grande passo per Chazelle. O forse no.

Sono il direttore del sito e mi occupo anche del profilo Facebook di WSS?. Quando Mr. Z me lo concede posso uscire dalla mia stanzetta, ma è molto raro.


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