Ghost Wars: un horror per Netflix

Article by · 5 marzo 2018 ·

In una piccola città tutti conoscono tutti

Soprattutto se la città si trova in Alaska, dove non è che sia proprio pieno di gente. È proprio in un luogo del genere che è ambientata Ghost Wars, serie tv made in USA da SyFy ora disponibile su Netflix.

Probabilmente è per questo che Roman (Avan Jogia) vuole andarsene dal luogo in cui è vissuto per tutta la vita. Lì, dove esistono solo due posti interessanti, la chiesa e il bar, tutti lo considerano uno strambo. Strano. Inquietante. Pazzo. Figlio di una strega che anni prima di lui ha lasciato quello stesso luogo. Di suo padre nel pilota non si parla. Roman non dà neanche torto ai suoi concittadini: dopo tutto lui vede i fantasmi, quindi ci sta che le persone non si fidino di lui. Non ne ha mai fatto un gran mistero, probabilmente perché è sempre stata la sua normalità. E per quanto non si veda nulla della sua infanzia ci mette in chiaro che per Roman i non morti hanno fatto parte della sua vita per molto tempo. Così come non si fa mistero dell’odio della gente verso di lui o del fatto che lui sia sempre andato più d’accordo con gli spettri.

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Ovviamente, per chi conosce il genere, ci vuole poco per capire come si svolgerà la storia. Roman prova ad andarsene dal paese, fallisce, il fantasmi sono irrequieti e vogliono vendetta sui vivi. Ora l’unico che può aiutare gli abitanti di questa cittadina senza nome è la stessa persona che è sempre stata disprezzata. Un po’ come in Outcast di Kirkman.

Due tipi di fantasmi, due tipi di persone

Ci sono i fantasmi amici e quelli nemici, ci sono le persone che accettano di credere a Roman e quelle che non lo fanno. Ed è giusto così. Vero, siamo in una città presa in ostaggio dagli spettri, ma se casa vostra si trovasse d’un tratto tagliata fuori dal mondo cerchereste una spiegazione logica prima di cedere alle opzioni paranormali, no?

Non si tratta di nulla di originale, questo è vero. Ghost Wars è sempre l’outcast di turno che si scopre con dei poteri utili contro le forze del male. In più, si vede come gli effetti speciali non siano nulla di spettacolare (noi, abituati bene da Game of Thrones, ormai non ci accontentiamo più di niente, no?) e forse non tutti gli attori non sono neanche i migliori sulla piazza. Insomma, per farla breve, Ghost Wars non sembra essere nulla di innovativo, ma la realtà è che non vuole neanche esserlo.
Dipende che tipo di spettatori si è, perché ha anche lati positivi. Roman, anche se non risulta innovativo come personaggio, è interessante, più per la questione della madre-strega di cui non si sa niente che altro, ma pur sempre interessante. La cittadina dell’Alaska è stupenda, vuota e fredda come i suoi abitanti, perfetta per un horror. Il cielo color ferro, le strade fangose e le case di legno scricchiolante sembrano gridare è ovvio che da questo posto non possa uscire niente di buono.

In Ghost Wars tutto dipende da chi guarda

E da chi ci si fida. Così come i fantasmi riescono a creare illusioni contro gli umani, allo stesso modo questa serie può mostrarsi sotto due diversi aspetti. Agli spettatori che si fideranno di Roman e dei suoi compagni di disavventura sembra voler promettere una storia in grado di dare soddisfazioni, una volta che si accettano i difetti di questa serie.

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D’altronde se il protagonista non sembra essere il personaggio più interessante di sempre, ci sono anche altri a cui affidarsi. Il prete del paese, interpretato da Vicent D’Onofrio, si mostra come qualcuno in grado di aiutare il protagonista così da dargli un po’ di quel carattere che gli manca. O Maggie, Elise Gatien, la migliore amica di Roman, una fantasma, presenza volatile ma affascinante, anche perché ci si trova davanti a uno spettro “moderno”, non di qualcuno morto nel 1800.

Insomma, a ben guardare Ghost Wars sembra una serie in grado di dare grandi sorprese, promette molto, ma lo fa sottovoce. Inoltre, non si presenta nel migliore dei modi, soprattutto vista la spietata concorrenza delle altre serie in giro. Il lato positivo è che, essendo di Netflix, non si deve aspettare una settimana per guardare la seconda puntata e decidere se valga la pena andare avanti. Quello negativo è che, essendo su Netflix, ci vuole veramente poco per qualunque spettatore cambiare prodotto.

Visto che Mr Z e io apprezziamo entrambi la frase Sapere è potere ho il compito di gestire le news, nel tempo libero scrivo anche qualche articolo.