Gli elementi del successo di Captain Marvel

Article by · 10 Marzo 2019 ·

Il 6 marzo è uscito nelle sale italiane Captain Marvel, il film sulla supereroina più forte di tutto l’MCU – che se fosse apparsa nel primo Avengers il film si sarebbe risolto in 5 minuti, forse 7.

Essendo il 21esimo film Marvel, ci siamo chiesti come facciano ad avere ancora successo ed essere dei bei film,  quando sono così simili tra loro. Ci eravamo posti la stessa domanda dopo Ant-Man and The Wasp, ma adesso vogliamo analizzare gli elementi che rendono Captain Marvel un film non solo piacevole, ma anche memorabile. Da qui in poi ci saranno SPOILER sul film.

1. Gestire le emozioni

Un classico (come tutti i punti di questa lista): l’eroe troppo potente che non sa gestire le proprie emozioni e quindi non ha il pieno controllo delle proprie capacità, ma… Qui c’è un ma bello grosso, dato che le emozioni per Carol non sono un limite, anzi. Quando riesce a comprenderle, riesce ad utilizzare il proprio potere al 100%. Tutti gli insegnamenti che ha sempre ricevuto erano sbagliati: deve combattere per qualcosa in cui crede e non solo come un soldato che esegue gli ordini.

2. Gli anni ’90

Questi, per qualche motivo, sono anni nostalgici. Spesso si ambientano film nei decenni passati, tornano le mode e c’è sempre chi dice (più o meno giustamente) che “la musica di allora era migliore”. Quindi gli anni ’90 rendono tutto più piacevole, anche se non sono essenziali alla storia. Probabilmente fosse ambientato nei giorni nostri al film non cambierebbe nulla, ma è stata una scelta presa per non danneggiare la continuity. Il fascino degli anni ’90 lo si percepisce dalla prima scena sulla terra, quando lei precipita in un Blockbuster e la sala ride perché tutto era più bello quando c’era Lui… il Blockbuster, ovviamente.

3. I personaggi noti

Vedere Nick Fury con i capelli, due occhi e uno spiccato senso dell’umorismo è fantastico, ma anche rivedere Culson nei suoi primi giorni di lavoro. Più i collegamenti con i Guardiani della Galassia e Ronan (che se la fa sotto davanti a lei), mentre i Guardiani hanno dovuto sudare sette camicie per sconfiggerlo. È un po’ lo stesso effetto nostalgia del punto 2, ma dà un’idea perfetta di quanto questo universo espanso viva ormai di vita propria.

4. Kalokagathia

I belli sono i buoni e i brutti sono cattivi. Questo è letteralmente un classico (greco), ma qui, una volta tanto, i brutti verdi mutaforma e con le orecchie a punta (ovvero gli skrull)… sono i buoni! Questo non solo ribalta la storia per cui gli skrull sono considerati i villain, ma fa di Carol una vera cattiva. Questo ricorda un po’ il primo Iron Man, quando Tony si domanda “ma non è che forse lo stronzo qui sono io?”. 

5. Carol Danvers

Carol è fantastica, simpatica e così forte che sconfiggerebbe Thor con facilità. È un personaggio con cui si empatizza subito: ha un vuoto di memoria e non ricorda chi sia veramente, ciò che vuole è solo conoscere se stessa.

6. Proprio come Indiana Jones

Verso il finale, il vero cattivo, Yon-Rogg, dice a Carol di sfidarlo senza poteri e di dimostrargli il suo vero valore. Ovviamente lei non deve dimostrare niente a nessuno e gli spara un raggio fotonico. Proprio come Indiana Jones quando si trova di fronte il tizio super esibizionista con la sciabola: bang, Indiana tira fuori la pistola e la risolve in quattro secondi.

Il successo di questo film e dell’MCU sta nel saper rubare gli elementi giusti dalle storie giuste. Potremmo aggiungere un settimo punto a proposito della comicità Marvel che non stanca mai, ma, come dice Tarantino (rubando le parole di Picasso), “i buoni artisti copiano, i grandi artisti rubano”. È questo che fa la Marvel – come tutta Hollywood in realtà – prendendo gli ingredienti già noti e apprezzati dal pubblico e li mescola creando qualcosa di classico, ma sempre un po’ diverso.


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