Hard Sun: una Londra avvolta dalla pre apocalisse

Article by · 9 marzo 2018 ·

Hard Sun, serie della BBC USA/UK, mostra un lato diverso della fantascienza, creando una serie sci-fi crime dai toni apocalittici.

Due agenti di polizia, Elaine Rinko (Agyness Deyn) e Charlie Hicks (Jim Sturgess), si ritrovano a investigare su un misterioso omicidio. Un hacker, saltando di sotto, ha lasciato dietro di sé varie prove che confutano un’apocalisse imminente. Cosa potranno fare i nostri?

Il pilota della serie parte lento, quasi ad abituarci alle ambientazioni: la Londra fumosa e vecchia esce fuori in tutto il suo splendore, quello che Jack The Ripper ha deturpato varie volte.

Nella prima puntata ci sono tutti i semi di una bella serie scritta bene. Entrambi i personaggi infatti hanno vizi e virtù e chi ha creato la serie ci tiene a mostrarceli, che siano un adulterio o serie liti familiari. Il caso di puntata inoltre, ribadisce la doppiezza della serie: c’è sì un caso di puntata, ma i tempi si dilatano, l’incidente prende vita.

Due eroi contro un paranoico

Mentre Elaine e Charlie sono ben posizionati nel loro ruolo sociale, l’altro hacker che trova le prove è sconnesso dal mondo, isolato dalla sua paranoia e sicuro che stia per andare tutto come “previsto”. Anche la difficile maternità di Elaine trova uno spazio fondamentale nella puntata, così come l’infedeltà di Charlie. Nello spazio d’onore delle loro vite si incastra il lavoro, dovendo a volte scendere a patti coi pazzi, o meglio, coi paranoici. Se il paranoico avesse ragione, se tutto si dovesse compiere, i nostri due protagonisti sono con le spalle al muro: l’Hard Sun andrà avanti.

Ma cos’è esattamente l’Hard Sun? Negli appunti dell’hacker non è altro che una summa dei cambiamenti al clima, di geopolitica e di altre cose drammatiche. Non sarebbe la prima volta in una serie sci-fi, come non è la prima volta che i personaggi siano così “standard”. Gli eroi, infatti, più che eroi ci appaiono come “macchiette” scritte bene: lui non è così brillante come crede e lei, con i problemi col figlio maschio, non è più donna nel fare un lavoro come l’ispettore.

La lentezza dell’episodio pilota

Un’altra grossa pecca di questa serie è il pilota stesso: in cinquantacinque minuti, non ci vengono date né indicazioni né informazioni su ciò che accadrà. La spirale di paranoia in cui loro cadono è già altissima, basta solo una piccola minaccia per metterli in allarme.
Ma non erano poliziotti di Londra? Una reazione del genere, infatti, ce la aspetteremmo da una serie nostrana o minoritaria, ma da un prodotto BBC UK/USA no,  non è concepibile. I due, soli e con le spalle al muro, non fanno altro che enfatizzare questa cosa dell’imminente apocalisse, pur avendo capito davvero poco di cosa si stia parlando (anche perché fanno i poliziotti, mica gli hacker come il creatore della pendrive).

Un’altra cosa che non torna è il trattamento uomo-donna che c’è nella coppia: in UK e USA sono almeno trent’anni che le donne sono ispettori, eppure non si risparmiano neanche qua i cliché, a cominciare dal fatto che lei “è una donna in un mondo di maschi” e altre banalità già sentite. Banalità anche dal lato di Charlie, che ci tiene alla sua famiglia ma che non sa come fare con lui. Mettere tutta questa carne al fuoco non rende la puntata di facile visione, tant’è che ci sono punti mortissimi e altri dove si rimane incollati alla sedia.

Insomma, nonostante le pecche, forse andare oltre il pilota è indicato: magari in una di queste giornate di pioggia fitta o di neve, a seconda di dove si è. Se proprio non volete vederla, l’autore è quello di Luther, una serie BBC che si trova già su Netflix Italia.

Ho poca pazienza e leggo troppi libri; sono fedele solo a Mr. Z.
La mia rubrica “I Dis-adattati!” è nata per guidare tutti coloro che vogliono vedere serie tv tratte dai libri senza brutte sorprese.