Il gobbo di Notre Dame: I Dis-Adattati!

Article by · 28 agosto 2018 ·

I Dis-adattati, una rubrica d’informazione sugli adattamenti dai libri di cui (non) si sentiva il bisogno. Membro del team “Ma era meglio il libro!”, si snocciolano a tempo perso le motivazioni per cui una serie/film è riuscita o meno, senza offendere (troppo nessuno).

#21 Il gobbo di Notre Dame (Walt Disney Studios)

Oggi, per la rubrica sull’adattamento, parleremo di un simbolo dell’adattamento dei grandi romanzi e di come lo si svolge per farlo arrivare a tutte le età. Parliamo infatti della versione della Disney di “Notre Dame de Paris”, opera uscita nel 1995\1996 col titolo “Il Gobbo di Notre Dame”.

Come si adatta un classico della letteratura mondiale in modo che arrivi anche alle generazioni più giovani? E in che modo lo si può fare senza snaturare del tutto l’opera? Per prima cosa, va detto che tutto sta nel modo in cui si affronta la domanda tematica nella storia e la si illustra nella storia, modificando dove serve ma tenendo in sesto la base originale dei personaggi. Andiamo con ordine nell’analisi della storia.

I Dis di questa storia…

I primi Dis della storia stanno in alcuni personaggi, come Pierre Gringoire, giovane studioso di filosofia che nel libro si ritrova a sposare Esmeralda per aver salva la vita in quella che è la corte dei folli, il leggendario luogo dove tutto può avvenire. Un altro personaggio che sparisce magicamente dalla storia è il fratello di Claude Frollo, Jehan du Moulin Frollo. La scelta della loro sparizione è legata a un problema di coesione con la storia, visto che nel romanzo originale di Hugo le linee narrative sono 4-5 e tutte separate tra di loro fino al momento della fine.

Un altro grande cambiamento è l’abbandono di Quasimodo da parte degli zingari. Se nel cartone della Disney c’era una scena abbastanza cruenta a riguardo, nel romanzo si viene a sapere che Quasimodo è abbandonato dagli zingari in una casa per un’altra bambina, che poi scopriremo essere Esmeralda. Se Frollo nel film è un assassino, nel libro è solo un arcidiacono ossessionato da Esmeralda. Un arcidiacono che ha scelto di crescere un ragazzo storpio e proteggerlo dal mondo rinchiudendolo a Notre Dame.

…E gli Adattati

Chi ha giovato dell’adattamento Disney è sicuramente Febo. Da superficiale guardia di ventura, nel film è alla pari di un classico eroe Disney, pronto ad affrontare qualunque cosa per Esmeralda. Anche la ragazza guadagna di spessore nel film, abbandonando gli ormoni da adolescente che ha quando incontra Febo. L’Esmeralda della Disney è scaltra e bellissima, non più adolescente e capace di badare a sé stessa, come ogni eroina Disney che si rispetti. Frollo invece, come dicevamo poc’anzi, è un diacono che flirta con l’alchimia (proibita, visto che il libro è ambientato nel Medioevo) e che cerca di togliersi dalla testa la zingarella. Anche la scena dell’omicidio della madre di Quasimodo è un’invenzione disneyana per rimarcare il carattere di Frollo e l’integrità morale che deve avere al di fuori dell’aula di tribunale.

Quasimodo ed Esmeralda

Nel libro, Quasimodo è completamente sordo e parla urlando per via del lavoro di campanaro che è costretto a svolgere, interagendo al minimo con Esmeralda che, per un breve periodo, è costretta a vivere nella cattedrale.

Il tema del diverso è reso bene nel film della Disney, dove l’unico davvero diverso sembra essere proprio Frollo. L’uomo infatti è rinchiuso in una torre di “purezza” dove ritiene di essere migliore degli altri.

Lo esplicita anche in una canzone, più chiaro di così. Nel libro il carattere di Frollo è più complesso, dove la scelta ecclesiastica sembra essere un ripiego per sfuggire a una vita di fame e di stenti. Adottando Quasimodo, Frollo pensa di essere il migliore di tutti, come se adottare gli orfanelli rendesse davvero migliore una persona. Ironicamente, nel libro Quasimodo non è il protagonista principale, non tanto quanto Frollo o Esmeralda. Quasimodo è uno dei protagonisti, ma le battute che dice e le azioni che fa sminuiscono il suo valore di personaggio agli occhi dei lettori. Impostando il film su Quasimodo e sul rispetto del diverso si sottolinea l’importanza che la Disney ha dato al romanzo, facendo passare un messaggio di fratellanza universale. Anche quando Febo e Quasimodo si alleano pur sapendo che amano entrambi la stessa donna, là c’è un rispetto dell’altro che nel libro è bypassato.

Tirando le somme

Ergendo Frollo a cattivo, la Disney ci ha regalato una delle canzoni più belle dell’intera produzione dei cosiddetti “musical Disney”, sottolineando su più livelli la follia lussuriosa che l’uomo ha per la zingarella. Ai bambini arriverà il fatto che lui è ossessionato da Esmeralda, agli adulti tutta la natura sessuale del desiderio di Frollo. Un altro punto a favore della resa Disney è la Corte dei Miracoli, un posto magico dove persino gli storpi tornano a camminare sulle loro gambe. Là non c’è legge francese che valga, neanche quelle divine invocate da Frollo. E come la festa dei folli era poco sopportata dall’uomo, ecco che La Corte dei Miracoli vive di vita propria. E a mandarla avanti sono proprio coloro che Frollo schifa, gli zingari contro i quali, nel film d’animazione, manda avanti una guerra serratissima. Perché adottare un gobbo è una buona azione ma solo finché ti guardano gli altri e puoi vantartene col gobbo stesso.

Ho poca pazienza e leggo troppi libri; sono fedele solo a Mr. Z.
La mia rubrica “I Dis-adattati!” è nata per guidare tutti coloro che vogliono vedere serie tv tratte dai libri senza brutte sorprese.