Il Pacco: la recensione dell’ultima commedia Netflix

Article by · 11 Agosto 2018 ·

Il Pacco (The Package) è una commedia distribuita da Netflix e diretta da Jake Szymanski: tratta di un gruppo di ragazzi che deve trasportare un pacco… speciale.

Una premessa tagliente

È sabato sera e siete rimasti in città mentre i vostri amici sono tutti al mare, non avete nulla da fare e voglia di fare ancora meno. Inutile dirlo che, in questi casi, Netflix è quasi una parola d’ordine. Qui entra in gioco The Package una commedia demenziale, ma non troppo stupida che, come tutti i film che escono d’estate, si fa guardare piacevolmente senza impegnare, anzi.

Cinque ragazzi vanno in vacanza per lo Spring break, tre ragazzi e due ragazze. Tra loro c’è una certa tensione (sessuale), perché due di loro (Sarah e Donnie) sono stati assieme e si sono lasciati in malo modo, mentre altri due (Sean e Becky) si sono sempre girati attorno senza riuscire mai a concludere. In più, il fratello gemello di Becky  (Jeremy) cerca in tutti i modi di convincere Sean a farsi la sorella. Non di mettersi assieme a lei, ma proprio di portarsela a letto (usando termini, ovviamente, più espliciti).

Fin qui, la solita commedia romantica tra adolescenti con un pizzico di stupidità, ma poi arriva il pacco del titolo da trasportare. Jeremy (il gemello) per qualche motivo ha deciso di giocare con un coltellino (anche mentre fa pipì) e, siccome i suoi amici sono intelligenti, decidono di fargli uno scherzo proprio mentre fa pipì parlando da solo. E secondo voi cosa succede a qualcuno che viene spaventato quando in una mano ha un coltellino e nell’altra il proprio pene?

Esatto, zac!

Uno svolgimento lineare e a tratti banale

Così chiamano il 911 e fanno soccorrere il proprio amico, peccato che ai medici danno la borsa frigo con le birre anziché quella con il pene. E qui non possiamo che fare subito due critiche: 1) Elemento super scontato, perché altrimenti il film sarebbe finito dopo 20 minuti, ma va be. 2) Ma i medici per quale ca**o di motivo non hanno controllato? E questa non sarà l’ultima cazzata dei dottori in questo film. O c’è una velata (ma molto improbabile) critica al sistema sanitario superficiale americano oppure a essere superficiale è la scrittura di questo film.

Va bene che è una commedia e che la cosa importante è che faccia ridere (e questo film diverte molto), però un minimo di attenzione da parte degli scrittori, cavolo… Anche gli errori commessi dai ragazzi sono scontati. Se nel film arrivano all’ospedale neanche a metà del film è ovvio che l’ospedale sarà quello sbagliato e possiamo anche non considerarlo uno spoiler perché non c’è modo di pensare che ce l’abbiano fatta.

Superficialità dei personaggi

In questo paragrafo ci saranno un paio di SPOILER quindi, se non vuoi leggerli, salta al paragrafo successivo.

Quando arrivano al primo ospedale dicono loro che a nome Jeremy Abelar non è ricoverato nessuno. E ci sta, lui era registrato con un altro nome per via dei documenti falsi e questo spiega anche il perché nessuno abbia chiamato i suoi genitori. Ma cazzo, perché l’infermiera al bancone non gli ha chiesto per quale motivo lo cercassero? Loro gli avrebbero detto del pene e a quel punto si sarebbe risolto, ma niente: i medici/infermieri sono superficiali. Peggio ancora, nel secondo ospedale in cui vanno, riattaccano il pene di Jeremy alla persona sbagliata.

Adesso, tralasciando il fatto che le possibilità erano davvero basse ma lo accettiamo perché è divertente, per quale motivo i medici non hanno chiesto ai ragazzi chi fosse il loro amico? Capisco che questa non è un’operazione che si vede spesso, però un minimo di professionalità, fare dei controlli, hanno visto che nel pene non c’era veleno, non si sono accorti che magari il sangue del pene non era dello stesso gruppo sanguino dell’altra persona o altro? Ma poi Jeremy aveva una carnagione più scura dell’altro, capisco che il pene potesse essere sporco, ma una domanda non te la fai?

Prima di criticare il finale, però, bisogna fare i complimenti per i personaggi del tizio senza pene e della sua fidanzata, così pazzi da far morire dal ridere. Lei era una ninja-pazza-mozzapene: semplicemente fantastica!

Sul finale… Tralasciando che al posto di fare quella corsa bastava semplicemente dire all’infermiera cosa stavano consegnando e per chi, loro avrebbero consegnato il pene in modo anche più efficace. Inoltre, loro come facevano a sapere in che sala operavano Jeremy? E come facevano a sapere che quella sala operatoria era proprio lì? Voi sapete dov’è la sala operatoria di urologia? O quante sono – ovviamente non vale se lavorate in ospedale–? No! E figuratevi se lo sanno questi quattro rinco-rimba.

Che ci vuoi fare, son ragazzi

Nonostante le critiche dal punto di vista strutturale, Il Pacco è un film piacevole, che si fa guardare, intrattiene e che compensa la sua superficialità con situazioni comiche assurdamente divertenti. 

Vi lasciamo, però, con questo consiflio per i protagonisti (che magari incontreremo in rubrica): capiamo l’importanza delle vostre questioni personali, ma anzichè parlare magari datevi una mossa che quel poveretto senza pene ha i minuti contati!

Sono il direttore del sito e mi occupo anche del profilo Facebook di WSS?. Quando Mr. Z me lo concede posso uscire dalla mia stanzetta, ma è molto raro.