Jessica Jones: che cosa sei? come lo sei diventata?

Article by · 10 marzo 2018 ·

Jessica!

Il regno Marvel è pieno di persone dotate di superpoteri. Ci sono quelli come Spiderman, che accettano il loro ruolo e scelgono di tenerlo nascosto per proteggere le persone care. Quelli come Iron Man, che si mostrano al mondo. I prescelti come Iron Fist e i vigilanti che hanno lottato per avere determinate capacità, come DareDevil.
Poi c’è Jessica Jones.

Netflix ci fa ripartire più o meno dove eravamo rimasti. Killgrave è morto, Jessica (Krysten Ritter) sta scendendo a patti con tutto quello che è successo. È tornata al suo lavoro di investigatrice, ma la nuova fama che porta clienti all’Alias Investigation alla sua proprietaria non piace. Ora, per chiunque la cerchi, lei è Jessica Jones: la vigilante. La supereroina. L’assassina.

Non basta un Titolo

Una delle critiche che viene mossa più spesso quando si scrive di alcuni personaggi è che vengono definiti solo da stereotipi. Ecco, Jessica Jones, e coloro che l’accompagnano nella serie, è tutto fuorché uno stereotipo e questo è parte del motivo del suo successo.

A New York, però, chiunque la guardi vede solo ciò che ha sentito dire di lei. Pryce Cheng, capo di una grande azienda d’investigazioni che va a bussare alla porta di Jessica, la considera solo un mostro. Oscar Arocho, il nuovo custode del palazzo, dopo un primo sguardo decide che è un pericolo, mentre suo figlio in lei vede qualcuno come Captain America. Ma il punto è: anche se Jessica odia tutto questo, chi è veramente?

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O meglio, cos’è? Bastava il trailer e le prime puntate lo ribadiscono: questa stagione sarà concentrata sullo scoprire cosa sia successo a Jessica dal momento dell’incidente che ha ucciso la sua famiglia al giorno in cui è stata adottata. Soprattutto, cosa l’abbia resa quello che è. E se all’inizio non avrà ragioni per andare alla ricerca della verità, dopo poco non avrà più scelta. Anche se in realtà, a ben guardare, viene da chiedersi se l’abbia mai avuta.
È una cosa che ci insegna anche il Re Leone: il passato può far male, ma insegna.

Chi è il mostro in questa stagione?

Una lamentela che si è vista negli ultimi giorni è proprio riguardo al cattivo di stagione, non all’altezza di Killgrave. Ora, Killgrave è probabilmente il miglior cattivo delle serie Marvel/Netflix, tra i migliori di sempre nel MCU. Difficile trovare qualcuno alla sua altezza. Malgrado questo non è che si senta troppo la sua mancanza nelle prime quattro puntate. La storia è concentrata sull’indagine, i tempi sono più noir e il ritmo è incalzante. E a volte viene da chiedersi se ci sia davvero bisogno di un super cattivo che sia anche super carismatico, ora che Jessica sembra decisa a odiarsi con tutta sé stessa. O bastano i tanti stronzi che si incontrano nella vita di tutti i giorni?

Perché se in realtà ora il male è concentrato nella sigla IGH (la compagnia che ha sperimentato sulla protagonista) anche il mondo attorno sembra aver deciso di distruggerla. Come nella prima stagione, arriva un caso strano alle porte dell’Alias Investigation. Come nella prima stagione questo fa scattare la trama con il cattivo principale, ma questa volta è Jessica a essere diversa, cresciuta, più fragile e più forte allo stesso tempo. Da sembrare sul punto di infrangersi in mille pezzi e, allo stesso tempo, affrontare chiunque. Vuole proteggere le persone che le sono care, evitare che qualcuno le si avvicini, si dice decisa a voler solo sopravvivere, quando in realtà questo non le basta per andare avanti.

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Jessica Jones è Jessica Jones

Per fortuna. Forse ora è più stanca e più cupa, ma è sempre lei. Così come lo è la sua serie, guidata da un’indagine prima che dalla trama supereroistica perché lei, lo ha detto, non è un supereroe. Chi si aspetta di trovare una serie action, memore delle ultime puntate della stagione precedente, sbaglia. È una ricerca, che sia quella degli indizi o dell’identità non importa.

Se pochi giorni fa abbiamo parlato di high concept e low concept, è bene tenere presente come il confine tra queste due definizioni si sia fatto sempre più sottile. Da una parte c’è la storia mossa dalla trama, dall’altra quella guidata dal protagonista. In Jessica Jones la situazione è bilanciata. Ci si trova in genere principalmente concentrato sulla trama, sul salvare il mondo o almeno il quartiere. Qui però al centro non c’è il destino dell’umanità, ma l’esplorazione di un personaggio meravigliosamente complesso. E va bene, potrà anche essere più lento di DareDevil o più introspettivo di The Punisher, ma è questo il punto.

Perché Jessica ha davvero tante cose da dire.

Se volete leggere un secondo parere su questo film passate dai nostri amici di Redcapes.it!

[Recensione] Marvel’s Jessica Jones Stagione 2 – Un personaggio in cerca di una storia

 

Visto che Mr Z e io apprezziamo entrambi la frase Sapere è potere ho il compito di gestire le news, nel tempo libero scrivo anche qualche articolo.