Jonathan Strange & Mr Norrell, un consiglio dal passato

Article by · 8 Maggio 2018 ·

Non è la prima volta che parliamo di Jonathan Strange & Mr Norrell, miniserie uscita ormai nel 2015. Si tratta, purtroppo, di un’opera inedita in Italia e che quindi molti non saranno riusciti a vedere. Ebbene, è il momento di recuperare.

Tra magia, fantasy, dramma e storia

Tutti i maghi sono inglesi, pare. Perfino Doctor Strange della Marvel è interpretato da Benedict Cumberbatch. Tanto per portare avanti questa tradizione, qualche anno fa la BBC ha dato vita a una miniserie di nome Jonathan Strange & Mr Norrell, tratta dal romanzo omonimo. I protagonisti sono due maghi e la storia è ambientata all’inizio dell’800 in un’Europa alternativa dove la magia esiste. Solo che nessuno la usa. Sono centinaia di anni che i maghi sono solo teorici… almeno fino a quando Strange e Norrell non si mostrano al mondo.

Siamo in un’Europa antica, sconvolta dalle guerre napoleoniche, sospesi tra eventi storici reali, profezie e il regno magico di fate, elfi e folletti. Il Signor Norrell di questo mondo sa molto (quasi tutto in teoria), così come sa quasi tutto della magia. La pratica anche, ma senza lasciare che i suoi colleghi lo sappiano. Lui è una persona solitaria, un incantatore esperto che nasconde se stesso e i suoi segreti in un labirinto di libri. Jonathan Strange è l’opposto. Giovane, innamorato, si muove d’istinto, è un mago autodidatta quasi per caso, giusto perché alla continua ricerca della sua strada, ha finito con l’imboccare quella della magia. Ovviamente le vie dei due si incontrano e, malgrado le differenze, il rapporto tra Jonathan Strange & il Signor Norrell è complesso, fatto di sfumature e ombre. Così come tutto in questa serie.

La guerra, il mondo e la magia: una questione di equilibrio

La domanda comunque, davanti a un qualsiasi articolo che parla di una serie vecchia, sorge spontanea: perché dovrebbe importarmi di qualcosa del 2015, quando ho mille puntate da recuperare di cose che già conosco? Semplice, perché Jonathan Strange & Mr Norrell merita, in tutto e per tutto. Ha il fascino del 1800 e il mistero della magia. Ha la guerra tra l’Europa e Napoleone, con sangue e violenza, e il racconto di diversi amanti. C’è l’amore sincero e quello ossessivo e malato, c’è il il nostro mondo e quello da fiaba horror dei faerie e la loro nobiltà, che va a braccetto con la corte vittoriana.

Insomma, c’è di tutto, in un equilibrio perfetto. Tutti questi elementi, che rischierebbero facilmente di crollare su loro stessi, qui sono sostenuti da una trama tanto semplice quanto avvincente: una profezia che lega i due maghi. Una profezia che qui non si può dire, altrimenti si finirebbero per fare spoiler.

Quando si parla di ucronie magiche si rischia sempre di trovarsi davanti a un equilibrio traballante, dove molte cose vanno accettate “perché è magico” o come atto d’amore. Ebbene, Jonathan Strange & Mr Norrell, per quanto breve, non mostra segni di cedimento in nessuna sua parte e ci riesce con un trucco semplice: i maghi sono stati solo teorici per circa tre secoli, prima dell’inizio. Ci si trova così in un mondo consapevole della magia, ma che ne è anche completamente estraneo.

Qui nessuno è maestro o allievo a lungo, in una fluida combinazione di eventi che continua a scombinare le carte in tavola.

Vi va di guardare Jonathan Strange & Mr Norrell, quindi?

Anche solo guardare, senza ascoltare, perché solamente le immagini, i paesaggi mozzafiato dei viaggi nei regni fatati o gli squarci di Londra e Venezia, sono sufficienti per mostrare tutta la meraviglia di questa serie.

Una volta finita viene facile chiedersi perché mai non abbia avuto così tanto successo fuori dal Regno Unito, ma è il destino di molte serie uscite prima (o solo) in lingua. Si tratta di qualcosa a cui si può rimediare, cominciando con questa. Il Regno Unito ha già mostrato più volte la sua abilità nel creare prodotti dall’anima inglese e un respiro internazionale. Se non vi fidate di noi, fidatevi della BBC, che ha anche trasmesso Sherlock. E nessuno si è pentito di averlo visto, malgrado la discussione sull’ultima stagione sia ancora aperta.


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