Kidding: la tragica bellezza dell’esistenza

Article by · 14 Nov 2018 ·

Kidding è stata una delle serie più attese del 2018. Creata da Dave Holstein con la collaborazione del regista Michel Gondry, lo show può vantare un cast stellare. Dal protagonista Jim Carrey ai vari Frank Langella, Catherine Keener e Judi Greer.

Il fantastico mondo di Mr.Pickles

Jeff Pickles (Jim Carrey) è un fenomeno di massa tra i bambini. Il suo programma televisivo “Mr. Pickles’ Puppet Time” è un brand di successo: uno show a metà strada tra i Muppets e i programmi per ragazzi. La vita di Jeff e sua moglie Jill (Judy Greer) viene però sconvolta dalla morte di uno dei due figli gemelli, Phil (Cole Allen), in un tragico incidente d’auto. Da quel momento, il dolore derivante dal lutto, la compromessa situazione matrimoniale e la doppia esistenza come uomo e come personaggio televisivo di Jeff collidono fino a creare gravi fratture nelle relazioni tra lui e le persone che lo circondano. Nel corso dei dieci episodi che compongono la serie assistiamo ai tentativi del protagonista di assimilare ed esprimere questo dolore: scopriamo inesorabilmente tutti i risvolti del carattere atipico di Jeff, le sue contraddizioni e i suoi difetti.

Mal de vivre

Uno dei punti di forza di Kidding è sicuramente il suo saper assimilare al meglio le caratteristiche della black comedy contemporanea (o dramedy). La serie fa buon uso dell’umorismo nero per strappare sorrisi amari e picchi emotivi considerevoli pur rimanendo uno show che non si presenta come incentrato su uno specifico dramma. C’è una morte alla base del plot, questo sì, ma il focus principale di Holstein non è quello di rimanere sulla semplice elaborazione di un lutto; vuole partire da essa per sviluppare un discorso più ampio e complesso. Kidding racconta del dolore di tutti, non solo di quello di Jeff: ecco perché, sebbene Jim Carrey abbia il ruolo preponderante, tutti i personaggi in realtà devono fare i conti con la crudezza delle loro vite. Basti pensare alla tragica fine del matrimonio di Deirdre, ai daddy issues che affliggono William o alle tante storie parallele che in questi dieci episodi vengono presentate. Da quella di Derrel raccontata nell’ottavo episodio “Philliam”, al bellissimo piano sequenza rotante in “Every Pain Needs A Name” che presenta in pochi minuti la vita di Shaina.

Logiche di mercato

Dolore e amore, in fondo, sono due facce della stessa medaglia. Esiste un collegamento diretto tra questi due concetti; l’uno non può esistere senza l’altro e si alimentano continuamente. Se poi questi vengono incanalati nelle logiche produttive di un programma televisivo che sottostà alle fredde leggi dell’economia, il risultato è tutt’altro che piacevole per chi deve farvi fronte. Questo emerge chiaramente da Seb Piccirillo, padre di Jeff, e dai suoi tentativi di tenere in piedi lo show nonostante il crollo psicologico del figlio. Senza tenere minimamente conto delle implicazioni sentimentali che un legame familiare dovrebbe suscitare, le sue preoccupazioni sono orientate al futuro della loro carriera e da come Jeff la stia mandando a rotoli. È per questo che vorrebbe prolungare la “vita” del suo personaggio espandendo il brand in altre direzioni. Dalla possibilità di un cartone animato a quella di uno show di pattinaggio sul ghiaccio. Vorrebbe che il “personaggio” sopravvivesse alla morte creativa dell’attore, non realizzando come questi siano indissolubilmente legati.

Ogni dolore ha un nome

Kidding riesce nella costruzione di un mondo estremamente tragico fatto di colori e pupazzi parlanti, capace di parlare al cuore di tutti noi. È impossibile rimanere impassibili di fronte a una serie che sbatte letteralmente in faccia allo spettatore delle scene fantastiche e ricche di pathos senza risparmiare nessuna emozione. Dall’amore al dolore, dall’eccitazione alla disperazione. La gamma emozionale che riesce a generare è incredibilmente vasta e appassionante, fatta di rallentamenti e accelerazioni nella trama ottimamente calibrate. Senza contare che Jim Carrey regala una delle interpretazioni più sentite della sua già notevole carriera, modellando il personaggio di Jeff intorno alla sua persona.

Kidding non tradisce le aspettative: è una serie capace di colpire direttamente al cuore dello spettatore.

Qualunque cosa abbia una storia la divoro: film, serie TV, fumetti, libri, videogiochi. Mr. Z dice di stare attento alla linea, ma io rispondo che di cultura pop non è mai morto nessuno. Finora.