La ballata di Buster Scruggs: il film dei Coen sul senso della vita… forse

Article by · 20 Nov 2018 ·

La ballata di Buster Scruggs è un film a episodi del 2018 scritto e diretto dai fratelli Coen, distribuito in Italia da Netflix.

I racconti

Di cosa parla il film? Della vita, sicuramente della morte, di tutto e di niente, c’è del senso che però sembra sparire tra un’inquadratura (lunga e lenta) e l’altra. Ecco le trame, in una riga, dei sei racconti (scollegati tra loro) presenti nel film:

  1. The Ballad of Buster Scruggs: Nonostante dia il titolo al film, non sembra avere nessun valore in più degli altri. Sicuramente è il racconto più divertente e assurdo, a proposito di un eccentrico pistolero estremamente veloce.
  2. Near Algodones: la storia di quello che è uno dei rapinatori più sfigati del Far West.
  3. Meal Ticket: la storia di un contastorie senza braccia e senza gambe e dell’uomo che lo trasporta (e gli permette di sopravvivere).
  4. All Gold Canyon: la più classica ricerca dell’oro. Un uomo, una pala e il tanto agognato metallo.
  5. The Gal Who Got Rattled: una donna deve attraversare il deserto con una carovana e capire come sopravvivere.
  6. The Mortal Remains: una carovana con cinque persone che parlano e (forse) spiegano il film.

Il west di tutti i giorni

Non si parla di eroi o di grande avventure, ma di persone semplici, che devono sopravvivere alla quotidianità in un mondo che non fa prigionieri. Se una cosa è certa è che la vita sorride agli audaci, perché se non sei pronto, nel west, non sopravvivi. Questo è probabilmente il primo elemento che accumuna tutte le storie. Sì, perché non ci sono gli eroi, sono morti: questo verrà messo subito in chiaro, adesso c’è solo una vera e propria lotta per sopravvivenza, dalle lotte più classiche, con le pistole, alle scelte difficili che ti consentono di andare avanti.

Ma ha davvero senso tirare avanti e basta? Forse non è questo il punto principale, ma è uno dei tanti spunti che il film mette sul banco. Probabilmente potremmo tirare fuori mille teorie – tutte giuste o tutte sbagliate – ma il punto al centro di tutto il film è la riflessione. Insomma, non è bello e divertente, anzi, alcune storie sono parecchio noiose (tipo la terza), però lascia quel senso allo stomaco un po’ strano. Si sente che c’è qualcosa di più rispetto a quello mostrato, anche se è solo una sensazione non facile da catturare. Sinceramente stiamo dando una risposta un po’ paraculo perché anche noi abbiamo quella sensazione che non riusciamo del tutto a decifrare e quindi ci poniamo delle domande, nella speranza di arrivare a una possibile risposta. Non per forza giusta, ma che possa aprire una riflessione o un dialogo.

Quello lì potresti essere tu, ma per fortuna non lo sei

Ebbene, nel racconto finale viene detta questa frase, che probabilmente spiega un po’ il film. Ognuno dei personaggi potremmo essere noi, sperduti in un’epoca ostile in cui la vita non contava niente. Questo perché nonostante accadano cose significative per i personaggi, nulla, ma proprio nulla, influisce sul mondo. Fate caso a come comincia e finisce la quarta storia, mostra meglio di tutti gli altri questa teoria. Il mondo va avanti senza di noi e tutto ciò che facciamo e solo a scopo personale.

Nel quinto racconto si parla di figli e uno dei personaggi dice che li vuole perché così qualcuno baderà a lui quando sarà vecchio. Non è un atto dettato da amore o desiderio, ma da semplice egoismo.

La ballata di Buster Scruggs vuole dire qualcosa a ognuno di noi, mostrarci come viviamo le nostre vite tra errori e scelte, che in realtà non contano un ca**o.

Ma se volessimo abbandonare le teorie e fare una critica più concreta, potremmo dire che è un film un po’ sbilanciato. Parte a razzo con la prima storia (che è davvero fantastica), con un ritmo ottimo e un tono degno dei migliori Coen. Il secondo è sempre strano, ma meno stravagante e poi, da lì, la normalità più assoluta, fino ad arrivare a un semplice viaggio in cui tutti i personaggi stanno sempre seduti. Ovviamente non è un caso l’ordine in cui sono messi, però in più di due ore di film lo spettatore deve fare una discreta fatica per rimanere sempre sul pezzo.

Infine c’è da dire che esteticamente è tutto stupendo, le inquadrature, i colori e i paesaggi… insomma, quello che sembra un paradiso, abitato da demoni. Anzi, da stronzi.

Sono il direttore del sito e mi occupo anche del profilo Facebook di WSS?. Quando Mr. Z me lo concede posso uscire dalla mia stanzetta, ma è molto raro.