La ballata di Hugo Sanchez: la serie messicana di Netflix

Article by · 18 giugno 2018 ·

La ballata di Hugo Sanchez è uno spin-off della serie messicana Club de Cuervos che racconta le vicende dell’omonimo club di calcio (immaginario).

Da Russia 2018 al centro America

Dimenticatevi gli stadi da milioni di spettatori, i calciatori più forti del mondo e il lusso, perché qui non c’è nulla di tutto questo. Hugo Sanchez è una sorta di stagista/tutto fare della società calcistica messicana, una squadra che non se la passa bene, anzi, è sull’orlo del fallimento e fatica a trovare uno sponsor.

Così volano a fare un torneo in Nicaragua poiché al primo classificato vengono dati l’equivalente di 5 milioni di euro. A partecipare al torneo ci sono tutte le squadre del centro America; tutte, tra l’altro, hanno nel loro nome o stemma un volatile poiché lo scopo della competizione è evitare che venga “costruito” un canale a Nicaragua simile a quello di Panama.

La società, che ha un piede nella fossa, non può farsi scappare questi 5 milioni e dunque si reca a Nicaragua per il torneo. Il problema è che Hugo è un ragazzo insicuro a cui persino un bambino potrebbe mettere i piedi in testa e tutto ciò che fa è un disastro dietro l’altro. In più, ad aggravare la situazione c’è la madre che, dopo anni che non gli rivolgeva la parola, gli affida il compito di aprire una filiale del loro negozio di bare in un altro stato (con un grosso tasso di criminalità).

Lui dice alla madre che farà quello che le ha chiesto, ma in realtà segue la squadra e il negozio lo affida a un suo amico. Insomma è tutto un casino che lui non sa minimamente gestire.

L’immancabile gusto per il trash

Definire questa serie è molto difficile… È comica, anche se vuole essere profonda, eppure è stupida (non sempre in senso buono). È proprio un altro modo di concepire le storie, un po’ come le serie o i film giapponesi. Insomma, fa ridere e le puntate che durano poco più di 30 minuti per 6 episodi sono divertenti da vedere, ma niente di più. Probabilmente con una dose massiccia di alcool in circolo la serie migliora del 200%, perché ha un tono particolare.

Avete presente le telenovelas? Ecco questa serie è come se lo fosse, ma anziché parlare di intrighi e tradimenti d’amore parla di un cretino e del calcio. È uno stile completamente diverso da quello americano o da quello italiano. È come se fosse una parodia che non sempre è consapevole di esserlo. Forse è la lingua spagnola a confondere, eppure con La Casa di Carta nessuno ha mai avuto problemi o nemmeno con 3% (anche se quella è in portoghese). Fatto sta che non si può che definire diversa.

Il punto è che è assurda, ma non come lo potrebbe essere Scrubs o Una pallottola spuntata perché quello è volutamente assurdo, gli autori ti dicono fin dall’inizio che nella narrazione ci saranno elementi quasi casuali e nonsense. Questo invece è assurdo in maniera diversa, perché la loro comicità è simpatica senza far ridere e probabilmente perché i momenti di serietà e assurdità non sono bilanciati o inseriti nei momenti giusti.

Come avrete capito è difficile da definire: forse l’unica cosa da fare è vederla per capire cosa intendiamo con la parola diversa.

Vederla o non vederla?

Se avete una domenica vuota e volete altre storie sul calcio oltre ai mondiali, guardate questa serie. Probabilmente non vi piacerà, ma sicuramente vi divertirà. Hugo è il più grande sottomesso della storia e in confronto a lui la vostra vita sembrerà fantastica anche se vi chiederete come hanno fatto ad assumere un tizio del genere quelli del Club de Cuervos.

E in più vi lascerà con una domanda: perché i messicani definiscono il centro America come se loro fossero del Nord? Non è che questa serie vuole anche insegnarci la geografia?

Sono il direttore del sito e mi occupo anche del profilo Facebook di WSS?. Quando Mr. Z me lo concede posso uscire dalla mia stanzetta, ma è molto raro.