La Fine: male-bonding mentre il mondo finisce

Article by · 14 luglio 2018 ·

La Fine è un film rilasciato da Netflix il 13 luglio, diretto da David Rosenthal e con Theo James e Forest Whitaker nei panni dei protagonisti.

Lo scontro generazionale on the road… di nuovo

La storia comincia con la giovane coppietta Will e Sam, che ha appena scoperto di aspettare un bambino. Lo step successivo è chiedere ai genitori, e soprattutto al padre, il permesso di sposarsi – perché il padre di Sam è un severo ex-militare, mentre il giovane Will è troooooppo mollaccione.

Ovviamente, le differenze generazionali portano a un aspro litigio e Will lascia la casa amareggiato per mettersi in viaggio verso Seattle e tornare da Sam. Che per qualche motivo non è venuta insieme a Will ad annunciare il matrimonio ai genitori, probabilmente per lasciare spazio ai due uomini della sua vita durante l’Apocalisse.

Eh sì, perché a un certo punto parte l’Apocalisse: gli aerei si fermano, i cellulari impazziscono e la città piomba nel caos. Will non ha altra scelta se non partire in macchina con l’arcigno suocero, mentre l’accomodante suocera viene mandata a casa dello sconosciuto cognato. Sì, serviva una scusa per lasciare i due soli in macchina.

Il disastro invisibile

Durante questa lunga Odissea attraverso gli Stati Uniti, Will e Tom affrontano la follia e il panico della gente, la mancanza di elettricità e di provviste e ovviamente affronterebbero il disastro, se si capisse qual è.

La Fine è un disaster movie dove il disaster non si capisce mai bene cos’è e si ha continuamente l’impressione che i personaggi stiano scappando dal nulla e che la scia di omicidi e rapine sia scatenata da un improvviso crollo di Whatsapp.

Certo, la catastrofe è un pretesto per raccontare le vicende personali di un gruppo di personaggi che devono affrontare terremoti/vulcani/uragani/squali/uraganiconsquali per superare le loro difficoltà interiori; ma il valore spettacolare rimane una parte fondamentale della storia, punto.

La Fine ha preferito tenere l’Apocalisse vera e propria sullo sfondo e concentrarsi sulle persone, come un evento distruttivo cambia i loro rapporti, come la società reagisce alla paura, etc. Ma almeno lo fa bene?

Il disaster movie che “ci vorrebbi di nuovo la leva obbligatoria per i ggiovani

Il rapporto tra i due protagonisti è un rapporto visto e rivisto di giovane-buono-ma-rammollito contro suocero-stronzo-e-severo. Il suocero ha ovviamente ricoperto cariche autoritarie ai suoi tempi (in questo caso è un ex-militare), mentre il giovane protagonista svolge un lavoro intellettuale e delicato, in questo caso l’avvocato.

Senza discuterne troppo, il suocero soldato prende in mano la situazione e guida il duo alla ricerca della donzella in difficoltà. Durante il viaggio incappano in situazioni spinose, tutte con il solito interrogativo dietro: aiuto il prossimo o mi faccio i cazzi miei?

Senza entrare troppo nel dettaglio, il suocero Tom insegna al genero Will che è sempre bene avere la pistola a portata di mano e che non bisogna mai fidarsi degli altri, perché gli altri sono cattivi. Un po’ come lui non si è fidato per sei anni del suo genero smidollato perché non sapeva che tipo fosse. Meno male che è arrivata l’Apocalisse a risolvere tutto, oh.

Volevo essere “La strada”, sono diventato “Ti presento i miei”

Per concludere, La Fine è un film carico di stereotipi, che cerca di prendere la strada meno convenzionale del disaster-movie più classico ma non riesce a concludere con un prodotto forte per la mancanza di personaggi coinvolgenti, oltre che di una fine del mondo convincente.

La direzione in cui andrà l’evoluzione dei personaggi è pressoché ovvia dopo venti minuti e le uniche sorprese che il film riserva sono un paio di momenti WTF qui e là. Si salva solo grazie a Forest Whitaker.

La mia vita è fatta di serie TV e film a livello da tossicodipendenza. Dicono che ho un problema, ma Mr. Z dice che finché faccio le recensioni va tutto benissimo, quindi…