Mayans è finito: non puoi scrivere La Bibbia 2

Article by · 8 novembre 2018 ·

La prima stagione di Mayans MC è giunta alla sua conclusione. Dopo aver parlato dell’inizio della serie di Kurt Sutter, spin-off di Sons of Anarchy, tiriamo le somme del suo finale.

Una stagione altalenante

Per tutte le dieci puntate della prima stagione si seguono EZ, il fratello Angel, il boss della droga Galindo, sua moglie Emily e la boss dei ribelli Adelita. Anche se questi ingredienti in teoria avrebbero dovuto dar vita a scontri, tensioni, giochi di potere, soprattutto dopo l’entrata in campo dell’agente speciale Potter, in questa prima stagione la situazione è meno movimentata del previsto.

Anche la prima stagione di SOA a un primo sguardo non faceva innamorare, ma per ragioni diverse. Se uno dei suoi problemi era il fatto di chiedere agli spettatori un grandissimo sforzo per star dietro alla storia, buttandoli in un mondo già in movimento, questa serie funziona in modo opposto. Le puntate passano lentamente, i conflitti tra le varie fazioni sono blandi, i flashback di EZ rallentano ancora di più il ritmo e, in generale, sembra di essere presi per mano e trattati da stupidi, con troppe spiegazioni.

Linee narrative potenzialmente tese (come scoprire chi fosse l’assassino della madre di EZ o il rischio che scoprano il suo triplo gioco all’interno del Club) non riescono a far stare sulle spine. Il pericolo, i rischi che corrono i personaggi non si percepiscono e la verità è che non li vediamo mai seriamente in pericolo. Tutto viene diluito più del necessario. Non è una brutta stagione, ma non si arriva al finale con la giusta tensione. E alla fine tutto è abbastanza scontato, atteso, previsto. Non come SOA, dove l’inaspettato è sempre dietro l’angolo. Le ultime tre puntate, scritte da Sutter, migliorano la situazione, ma non bastano.

Mayans ed EZ o la storia di Galindo?

Si può dividere questa serie in due parti: da un lato c’è EZ, dall’altra il boss della droga Galindo. Sono uniti da due elementi: i motociclisti lavorano con Galindo ed EZ era il ragazzo di Emily, la moglie di Galindo. Malgrado ciò, questi mondi sono comunque distanti tra loro. E i problemi della famiglia Galindo trovano soluzione quasi sempre senza l’intervento dei Mayans.

Non c’è niente di male nell’avere più linee narrative, come GOT dimostra, ma in una serie che si chiama Mayans MC ci si aspetta che siano loro la parte centrale. Dopo aver conosciuto Galindo, spesso diventa più interessante di EZ e gli altri. È lui che muove la storia ed è attorno a lui che gira tutto. La polizia vuole incastrare Galindo, suo figlio viene rapito dai ribelli, il Club lavora per lui e l’accordo fatto da EZ ruota attorno alle informazioni che può dare alla polizia riguardanti Galindo. Se non ci fosse il boss della droga questa serie non esisterebbe.

Un club passivo come il suo protagonista?

Se non ci fossero i Mayans si andrebbe avanti ugualmente. Questa è probabilmente la pecca principale. La presenza del Club non si sente, mancano le riunioni e quel senso di comunità che dovrebbe dare. Non c’è differenza tra loro e un qualsiasi altro gruppo malavitoso al soldo di Galindo.

Se il club non sembra fondamentale alla storia lo stesso si può dire di EZ. Abbiamo davanti un protagonista passivo che si lascia trasportare dagli eventi. Andrebbe anche bene, non fosse che a ogni battuta qualcuno ci ricorda quanto il piccolo EZ sia speciale, intelligente, capace e abile. Fatecelo vedere, invece di continuare a dirlo.
L’unica scelta che prende è quella di rimanere nei Mayans a fine stagione. Un bel ribaltamento quando pensiamo a Jax che non voleva far altro che andarsene dai SOA. Purtroppo il suo desiderio di far parte del Club e il fatto che si senta un Mayans, di nuovo, non viene mostrato, ma solo detto.

Una serie senza Gemme

Gemma Teller è la madre del protagonista Sons, la moglie del capo del Club, ma era ben più di questo. Lei, come tutti i personaggi di quella serie, era complessa, con qualità e imperfezioni.
Nessuno dei personaggi di Mayans riesce a vedere neanche con un binocolo un livello di tridimensionalità pari a quello di Gemma, ma se quelli maschili hanno un po’ più di complessità, quelli femminili sono insignificanti. 

Abbiamo 3 donne e mezzo.

  • La mamma morta, esempio di fridging da manuale. Di lei non si sa niente, è una figura angelica e perfetta, capace di guarire le ferite di tutti e tenere unita la famiglia. Praticamente Superman.
  • Emily, il vecchio amore di EZ, ora “donna del boss”. Lei è LA madre, punto. In questo non ci sarebbe niente di male, anche Gemma era la madre di Jax. E del club. E della città. Gemma era la regina, Emily fa la parte della concubina. Quello che la muove non è il desiderio di far carriera, avere una sua vita o altro, ma solo il voler proteggere il figlio. Tutto qui, è la classica “mamma leonessa”. È la “donna femminile che vuole essere importante” e quindi non deve essere troppo simpatica. Perché se una donna è femminile allora non va bene che sia forte in senso classico (vedi Sansa e tutti i suoi haters).
  • L’adolescente problematica con la cotta per il protagonista, Leticia. Tutto qui. Famiglia problematica, parente di quello problematico del Club, fine.
  • La ribelle dai sani principi, Adelita. Diametralmente opposta a Emily. Lei il suo ruolo lo ha acquisito senza appoggiarsi a un uomo. Non è mai in abiti femminili classici (a contrario di Emily) e non solo si occupa della ribellione, ma protegge tutti i bimbi orfani. Anche se fa del male, comunque, è per un bene superiore contro i cattivi. Piccola perla, l’unica volta in cui lei ed Emily si parlano viene subito mostrato dell’astio tra le due. Perché non sia mai che due donne in posizioni importanti vadano d’accordo.

Infine ci sono prostitute a caso in reggiseno e mutande che non servono a niente. Il problema di tutto questo non è solo il fatto che ci sia questa situazione, ma che sia presente nello stesso mondo di SOA, dove ogni singolo personaggio aveva una sua vita. Mayans non osa, resta al sicuro seguendo regole classiche e situazioni già viste, dando vita a un mondo piccolo, chiuso, con tantissime casualità e comodamente costruito per far andare avanti tutto come pianificato. E questo è noioso.

Visto che Mr Z e io apprezziamo entrambi la frase Sapere è potere ho il compito di gestire le news, nel tempo libero scrivo anche qualche articolo.