Mindhunter: System and Society

Article by · 19 dicembre 2017 ·

Serial killer: si nasce o si diventa?

Disponibile su Netflix, la serie Mindhunter, creata da Joe Penhall (e prodotta anche da David Fincher e Charlize Theron) è tratta dal libro Mindhunter: Inside the FBI’s Elite Serial Crime Unit, scritto da John E. Douglas e Mark Olshaker.

La serie, ambientata nei tardi anni ‘70, oltre a raccontarci la storia della nascita della psicologia criminale e del criminal profiling, ci mostra anche (attraverso intense interviste con i più famosi serial killer di quel periodo) come così poco tempo fa la società fosse profondamente diversa.

Questa diversità è radicata nel modo in cui le cose vengono affrontate e nel cambio di prospettiva:

“Where I come from, criminals are always born that way”.

SYSTEM

Gli agenti speciali Holden Ford (Jonathan Groff) e Bill Tench (Holt Mccallany), con la collaborazione di Wendy Carr (Anna Torv), viaggiano per gli Stati Uniti interrogando diversi serial killer, nel tentativo di comprenderne il comportamento.

Il teaser della serie (la scena iniziale) mostra come Holden non sia stato in grado di impedire un suicidio: è frustrato e pensa sia necessario comprendere il comportamento criminale per riuscire a prevenire e fermare futuri crimini. Ma questo richiede un cambio di prospettiva che forse il mondo non è pronto ad affrontare.

Questo è ciò che dice Ford a un poliziotto che ha chiesto loro una mano per risolvere un caso locale. Dato che ancora non esistono strumenti per leggere i comportamenti criminali, afferma:

“I don’t know, I don’t understand it. We can’t help you with this. We are in the dark. We don’t know any more than you do”.

C’è una doppia ragione che spinge Ford e Tench a seguire questa strada: da un lato riuscire a catturare i criminali; dall’altro emerge in modo sottile e confuso la necessità di dare un senso al dolore e all’atrocità di questi delitti.

Tuttavia, per comprendere il male, bisogna immergercisi. E spesso esso ti travolge: nel finale di stagione troviamo Ford che, dopo un intenso incontro con Ed Kemper all’ospedale si accascia a terra, a causa di un attacco di panico. Per quanto abbia fatto progressi immensi nel delineare il profilo di questi criminali, il legame che ha con loro lo sta piano piano cambiando.

Questo atteggiamento però, se da una parte logora Ford, dall’altro riesce a portare alla luce novità significative. Il comportamento criminale è un sistema complesso: non si nasce criminali, anche perché il “crimine” è un concetto sociale. Spesso ciò che porta le persone a diventare dei criminali è un’anomala interazione con la società e l’incapacità di comunicare al meglio. 

SOCIETY

Ciò che non funziona è quindi, come spesso accade, la mancanza di un’efficace comunicazione di fronte a ciò che è difficile da capire. A volte perché non c’è la volontà nemmeno di provarci, più spesso purtroppo perché non si possiedono gli strumenti.

Ad esempio, lo stesso Tench e la moglie hanno adottato un bambino che (probabilmente) è autistico e non sanno come gestire questa situazione, compromettendo la vita del bambino e la serenità della famiglia.

Molti dei serial killer intervistati dai due protagonisti hanno storie e relazioni molto complicate, ed è spesso lì che si cercano risposte. La difficoltà di Ford di distaccarsi completamente dai legami che ha instaurato con i serial killer lo cambierà a tal punto da sgretolare la sua relazione sentimentale con Debbie.

Qual è dunque il ruolo della società in tutto questo? I serial killer sarebbero diventati tali se fossero cresciuti diversamente? Se fossero stati trattati diversamente? Tutti loro?

Naturalmente l’indagine sulla natura umana è sempre in progressione. Ciò che possiamo notare è che, nonostante la serie mostri la necessità di conoscere il comportamento di queste persone per il bene della società e per il loro stesso benessere, il rischio di venire “contaminati” è presente e richiede cautela e prudenza.

Scrivo articoli e tengo una rubrica per chi è interessato a sistemi e società. Il mio vero obiettivo è però scoprire chi diavolo sia Mr.Z – se sapete qualcosa, spedite piccioni viaggiatori.