Misfits e il rinnovo dell’antieroismo

Article by · 24 Maggio 2018 ·

Quando la Marvel non si era ancora buttata sulla serialità televisiva, prima di far scoprire gli antieroi al grande pubblico, c’erano i Misfits: gli antieroi inglesi senza moralità né senso civico, dotati di poteri per ragioni arcane e certamente non indicati per avere una qualunque responsabilità.

Essere un antieroe quando non era figo esserlo

Misfits approdò in Italia nel lontano 2011 (anche se già era iniziato in Inghilterra nell’ancor più lontano 2009) e già dalla sua prima puntata deluse molte aspettative. Non che sia un male, quelle aspettative meritavano di essere deluse: una storia di delinquentelli che con i poteri si redimono? Un’epopea su giovani alla scoperta di se stessi? Un quadro di speranza per la teppa suburbana? Nah.

Misfits è la storia di giovani disadattati che ricevono poteri sovrumani e che rimangono comunque dei disadattati. I cinque protagonisti (Nathan, Simon, Alisha, Kelly e Curtis) sono adolescenti affidati ai servizi sociali per reati di vario tipo (dall’aggressione, alla droga, al furto) e che sottostanno a un severissimo supervisore. Il programma che seguono dovrebbe riabilitarli, renderli socialmente utili, ma è chiaro fin da subito che si tratta di un programma sbagliato pensato per giovani a cui non interessa nulla.

E mentre i cinque svolgono le loro mansioni sperando solo di venire esonerati il prima possibile, ecco che una misteriosa tempesta si abbatte su Londra e tutti loro vengono colpiti da un fulmine.
E quando si svegliano hanno i super poteri.
Sì, la premessa non è delle migliori, ma vabbè…

Il punto non è la premessa!

Il punto è: ora che i cinque ragazzi bistrattati dalla società hanno dei poteri, cosa sarà di loro? Diventeranno persone migliori? Oppure dei perfidi supercattivi? Che impatto può avere un evento del genere sulla vita di una persona? La risposta è: nessun sostanziale cambiamento.

Una regola dei supereroi, o almeno di quelli fatti bene, è che il loro potere deve in qualche modo rispecchiare la loro personalità. Partendo da questo assunto, Misfits comincia a mostrarci la sua genialità: se i protagonisti sono dei ragazzetti disagiati, e il loro potere deve rispecchiare la loro vita, allora il loro potere non cambia nulla di loro.

Kelly è stata arrestata per aggressione: è una ragazza permalosa, si incazza subito e odia che si parli male di lei; il suo potere ovviamente è la capacità di leggere il pensiero degli altri – e nessuno pensa bene di lei. O Curtis, arrestato per possesso di droga, che con questa accusa si rovina pure una promettente carriera sportiva: a lui il potere di tornare indietro nel tempo e rimediare ai suoi errori.

Il migliore dei poteri non cambia il peggiore dei disagiati

Poteri perfettamente calzanti, pensati per tirare fuori i peggiori difetti dei personaggi, che siano l’aggressività, il rimorso o la frivolezza. Eppure, questi Misfits non cambiano di una virgola. Anzi, la prima cosa che fanno è ammazzare il loro supervisore.

Oh, il supervisore prova a uccidere loro, quindi è legittima difesa. Però poi nascondere il cadavere e mentire con un rimorso pari a zero alla fidanzata disperata non è proprio una cosa tranquilla. E ai Misfits non gli frega proprio un cazzo: loro hanno altri problemi. Tipo vivere con i loro peggiori difetti.

Quell’amore tutto inglese per i propri figli

Misfits ha sovvertito la narrazione supereroistica coniugandola con una tendenza già affermata nel cinema inglese: la fascinazione, a tratti morbosa, con i suoi hooligans/phats/hoodies/chavs/skinheads/raver- sì, insomma, quella galassia di disagio che costella il Regno Unito. Quell’interesse british nel fare un cinema sociale che comunque non dà risposte facili, ma cerca di mostrare le realtà che compongono il suo panorama culturale.

Misfits fa esattamente questo: che succederebbe se la nostra gioventù bruciata ottenesse i superpoteri? La risposta è: non cambierebbe nulla, i nostri giovani sono cresciuti così come reazione a un sistema inefficiente e così possono sopravvivere. Superpoteri o no.
Sfruttando il topos supereroistico, Misfits ha rinnovato una narrazione vecchia di decenni e, allo stesso tempo, rivoluzionato il genere che oggi va per la maggiore.

Anche se…

Poi sì, è arrivata la stagione tre, che schifo.

Ma per le prime due stagioni ne valeva davvero la pena.


    Leave a comment