Nightflyers: il pilota dell’altra serie di Martin

Article by · 9 Dicembre 2018 ·

Se si pensa a George Martin la prima serie che viene in mente è Game of Thrones, ma in questi giorni ne è cominciata un’altra sempre tratta da uno dei suoi scritti: Nightflyers. Prodotta da SyFy, questa serie si ispira a un racconto di Martin, fantascientifico e horror.

Cos’è Nightflyers?

Anno 2093: la Dottoressa Agatha Matheson si imbarca sulla Nightflyer, nave/base spaziale controllata dal capitano Roy Eris. La missione della Dottoressa e del resto dell’equipaggio è quella di riuscire a stabilire il primo contatto con una razza aliena che da anni, malgradi le centinaia di messaggi mandati loro dalla razza umana, ignora completamente i terrestri. Sulla nave, oltre alla Dottoressa, il Capitano Eris e i vari membri dell’equipaggio senza nome, ci sono anche gli altri Nightflyers, ovvero coloro che in questa missione, in un modo o nell’altro credono. E ne vogliono far parte.

C’è Rowan, uno xenobiologo convinto che il genere umano sia un’infezione e per questo le altre razze ci evitino. Lommie, una tecnica che, con uno spinotto alla Matrix impiantato nel braccio, riesce a comunicare con l’intera nave spaziale e preferisce avere a che fare con le macchine che con le persone. Mel, cadetta del Genetic Space Program, essere umano creata con miglioramenti genetici fatti appositamente per renderla perfetta per viaggiare nello spazio. E Karl D’Branin, carismatico belloccio a capo della spedizione. Infine, di importante, c’è anche Thale, un L-1. Ovvero una persona con poteri psichici, capace di leggere i ricordi delle persone e creare illusioni nella loro testa.

Un piano perfetto

Thale, sulla nave, è il pomo della discordia. Vive tenuto sottochiave in una cella creata appositamente per lui, per proteggere il resto dell’equipaggio dai suoi poteri e, soprattutto, dall’uso che ne fa. Gli L-1 non vengono visti come umani, è chiaro fin dal primo momento. Per gli altri, le persone comuni, sono dei mostri capaci di andare a toccare e violare ciò che c’è di più intimo: la mente. L’unica a provare un po’ di empatia verso Thale è la Dottoressa Matherson, psicologa decisa a far convinvere questi due mondi, per il bene di Thale e della missione. Già, perché è proprio Thale l’arma segreta per riuscire a entrare in contatto questa misteriosa razza aliena. Perché, insomma, quando un intero popolo fa del suo meglio per ignorarti, cosa si può fare per fargli cambiare idea? Ovviamente prendere un tizio instabile con poteri mentali che terrorizzano l’intero genere umano, impacchettarlo su una nave spaziale e viaggiare per mesi nel tentativo di poterlo usare per invadere le menti di suddetti alieni. Cosa potrebbe andare storto?

Ma non è quello il problema

Almeno, non quello principale. La presenza di Thale crea tensioni all’interno della nave e, una volta che ci si pensa un attimo su, non è neanche troppo difficile il perché dei dubbi dei vari membri dell’equipaggio. Ma non è il piano dei Nightflyers il problema della serie. Questo perché, di per sé, questa è una bella serie. Si passa sopra a qualcosa del genere. Così come si passa sopra all’ambientazione non particolarmente innovativa o spettacolare, anche se di navi spaziali perse nel vuoto ne abbiamo viste per così. O si accetta che l’abbinamento horror+fantascienza sia un classico, magari un po’ abusato, ma pur sempre un classico.

No, il problema di questa serie, che è una bella serie, intendiamoci, sono i personaggi. Non sono capaci di creare empatia e, dopo una puntata, si fatica a ricordarne nomi e ruoli. C’è la mamma del gruppo, la tizia nerd, il capo fighetto, quello acido, il supersoldato in crisi di identità e il capitano misterioso. A inizio pilota li vediamo così e, alla fine, non sono cresciuti più di tanto. Non abbastanza perché della loro morte importi veramente, non è sufficiente per creare la tensione necessaria per un horror. Ed è un peccato, perché per tutto il resto, se piace il genere, Nightflyers è una bella serie, con dei buoni effetti speciali considerato che è prodotta da Syfy e non dalla HBO.

Personaggi o storia?

Malgrado i personaggi deboli, la storia si presenta bene, intrigante al punto giusto. Perché, per quanto possa essere inquietante Thale, sembra un po’ scontato pensare che tutti i problemi sulla nave possano essere causa sua. Anche la storia degli alieni misteriosi che non vogliono entrare in contatto con gli esseri umani ha il suo fascino, così come tutto ciò che gira attorno ai poteri psichici di Thale e, in generale, gli L-1. In più, andando avanti, i personaggi avranno il tempo di crescere e, si spera, dare quello che non sono riusciti a dare nel pilota.

Nightflyers si presenta come una serie adatta ai fan del genere o per coloro disposti ad avere un po’ di pazienza per soddisfare la loro curiosità. Anche se, in un mondo pieno di serie, la mancanza di fascino dei personaggi può rivelarsi un problema, soprattutto nell’ennesimo mondo fantascientifico.


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