Ocean’s 8 – la recensione del film con Sandra Bullock

Article by · 28 luglio 2018 ·

Ocean’s 8 è un film uscito il 26 luglio 2018 e diretto da Gary Ross. La pellicola è sequel e spin-off della trilogia Ocean’s e ha come protagonista Debbie Ocean (Sandra Bullock), sorella del protagonista della prima trilogia interpretato da George Clooney.

Assemblare la squadra

La prima metà di questo film è tutta incentrata sull’assemblaggio della squadra per la rapina. Debbie Ocean, infatti, dopo essere uscita di galera, decide di formare una squadra di otto donne per riuscire a rubare il Toussaint Necklace, collana di Cartier dal valore di 150 milioni di dollari. Così, assieme all’amica Lou, assembla la squadra.

Già c’è un piccolo problema: come in tutti i film con squadre numerose, ci sono sempre personaggi più o meno utili, quelli che fanno la differenza nelle rapine e quelli che, se non ci fossero, forse non cambierebbe nulla. Oppure chi sarebbe meglio non portare in generale, vero Tokyo/Rio?

Di tutti i personaggi c’è chi rimane impresso perché effettivamente ha delle abilità uniche e chi principalmente perché è un’attrice famosa. In ogni caso, in più o meno un’ora, Debbie e Lou cercano varie donne con abilità diverse, ma con personalità più o meno discutibili. Ad esempio, il personaggio di Rihanna, che viene presentata come una che fuma canne mentre lavora, eppure questa cosa emerge per tre secondi e poi svanisce. Un’informazione praticamente inutile data solo per dare un minimo di personalità al personaggio.

Dopo aver assemblato il team, c’è il momento dello studio, ovvero capire quanto sia fattibile la rapina e a che condizioni. Qui entra in gioco Helena Bonham Carter, che come al solito ha un personaggio dall’aria svampita e stralunata. Anche in questo caso, lo studio della rapina non è particolarmente complesso, cosa che ci fa arrivare a uno dei più grossi difetti del film.

Tutto troppo facile

Non ci sono mai momenti di vera difficoltà – forse due -, ma nulla di trascendentale: nessun personaggio rischia la vita o il carcere, la rapina effettiva dura 15 minuti circa. In tutto il film manca la tensione, cosa che in una rapina dovrebbe essere un elemento costante. Insomma, se uno spettatore cerca un film di rapine vuole rimanere con il fiato sospeso, mentre in questo caso può rimanere seduto tranquillo sulla poltrona.

Questo non vuol dire che sia un brutto film, se lo si guarda solo per rilassarsi va bene, ma di azione ce n’è poca. Il film è tutto basato sui dialoghi e la costruzione del piano. È più una partita a scacchi che una vera e propria rapina. Quindi, visto che tutto è organizzato molto bene, rimane poco spazio per gli errori e, quindi, la tensione.

Un cast tutto femminile

Dopo l’uscita di questo film è stato portato avanti uno studio nel quale si è notato che i recensori uomini tendono a dare voti più bassi ai film con lead femminile o scritti/diretti da donne. Quindi, mentre il sottoscritto (persona di sesso maschile) scrive questa recensione si chiede: sarà davvero così moscio questo film o la sua percezione è alterata dal fatto che siano tutte donne? Tralasciando i discorsi sessisti, è vero che è più difficile immedesimarsi in una persona dell’altro sesso (a parte Xena) e non c’è nemmeno bisogno di spiegare il perché.

Detto questo, i film tutti al femminile in cui molti maschi possono sentirsi discriminati fanno riflettere. Nel senso, perché si è fatta una squadra con LE migliori e non I/LE migliori? E questa domanda vale anche per i primi Ocean’s e tutti i film (con poche eccezioni) in cui ci sono solo maschi o solo femmine.

Per quanto riguarda questa pellicola il fatto che siano tutte donne ha senso perché gli altri erano tutti uomini, diciamo per compensare. In ogni caso, queste pellicole vanno prese come esempio, come dimostrazione di quanto possa dare fastidio un film in cui non è rappresentato il proprio sesso. Spieghiamoci  per evitare incomprensioni. Se io, persona di sesso maschile, mi infastidisco per uno o due film in cui non ci sono maschi, come si sentiranno tutte le donne in tutti i film in cui i personaggi femminili servono solo come trofeo?

Il cinema sta cambiando, probabilmente troppo lentamente. Quello che possiamo fare noi per dargli una spinta è supportare queste scelte e criticare, nel bene o nel male, nel modo più obiettivo possibile.

Sono il direttore del sito e mi occupo anche del profilo Facebook di WSS?. Quando Mr. Z me lo concede posso uscire dalla mia stanzetta, ma è molto raro.