Prendimi! – La recensione di un’assurda storia vera

Article by · 8 Lug 2018 ·

Prendimi! è un film del 2018 diretto da Jeff Tomsic con protagonisti Ed HelmsJake JohnsonAnnabelle WallisHannibal BuressIsla FisherRashida JonesLeslie BibbJon Hamm e Jeremy Renner. La pellicola è basata sull’articolo It Takes Planning, Caution to Avoid Being It scritto da Russell Adams per il The Wall Street Journal e racconta la storia vera di un gruppo di amici che per oltre trent’anni ha giocato a “Ce l’hai“.

Assurda realtà 

Ovviamente il film ha un po’ romanzato e modificato la storia reale in modo da renderla più avvincente, partendo dai personaggi. Partiamo dal più assurdo, Jerry Pierce (Jeremy Renner), ovvero l’unico che in trent’anni non è mai stato preso perché è il più bravo di tutti. Ma com’è possibile, vi chiederete, che in tre decadi non l’abbiano mai toccato? Per due motivi: il primo è che il gruppo gioca solo durante il mese di maggio e non tutto l’anno. Il secondo è che Jerry è assurdamente bravo, è una sorta di ninja/spia, tipo James Bond. Solo che gioca a Ce l’hai.

Il protagonista è Hoagie (Ed Helms) ed è quello che più di tutti tiene al gioco ed è lui fin da subito a spiegare il perché continuino a farlo negli anni: Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, invecchiamo perché smettiamo di giocare. Il gioco consente loro di sentirsi giovani, di non invecchiare, ma, cosa più importante, permette loro di restare amici nonostante abitino in città differenti.

Tematiche… 

E proprio il fatto di rivedersi è il fulcro del film. Il messaggio che lascia trasparire, il tema, non è quello di Peter Pan, il negare la crescita. Alla fin fine questi amici sono cresciuti e conducono la loro vita, fanno gli scemi solo per un mese. Il fulcro sta nel valorizzare in ogni modo un’amicizia per la quale vale la pena fare dei sacrifici. Non giocano solo per sentirsi giovani, ma per stare assieme.

Questo ovviamente non è uno spoiler, è chiaro fin dall’inizio (tant’è che lo dicono anche loro). Grazie al personaggio di Rebecca (Annabelle Wallis), la giornalista che li segue e che scriverà poi la storia su di loro, infatti, scopriamo tutte le regole del gioco perché a lei devono spiegarle. Questo è un ottimo esempio per dare le informazioni  in un modo sensato e non didascalico.

Noi spettatori non conosciamo le regole e qualcuno deve spiegarcele (non solo le regole del gioco, ma anche del gruppo) e sarebbe strano se uno del gruppo le dicesse a un altro del gruppo che già le conosce, no? Insomma, cosa gliele spiega a fare? Ma a una giornalista che sta scrivendo un articolo su di loro è tutto un altro paio di maniche: a lei devono per forza spiegarle e quindi anche noi ne veniamo a conoscenza.

… e situazioni

Oltre a non essere didascalico, il film è pieno di scene esilaranti, soprattutto quelle di combattimento. Come abbiamo detto prima, Jerry è una sorta di ninja e, quando affronta i suoi amici, ricorda Sherlock Holmes nell’omonimo film di Guy Ritchie – con scene rallenty e lui che dice cosa sta per fare l’avversario e quale sarà la contromossa. Jerry li fa picchiare da soli senza toccare, ovviamente, colui che ce l’ha. Il bello di questo personaggio è che porta nel film diversi generi, come l’action, il thriller e l’horror.

Jerry è un vero fanatico, probabilmente il miglior giocatore al mondo di Ce l’hai, e spinge i suoi amici al limite. Verso l’inizio del film, Jerry fa una telefonata da psicopatico agli amici, minacciandoli di eiaculare sul pupazzo d’infanzia di Hoagie. Poi più avanti li fa perdere nel bosco e li stende con il cloroformio. Ci sono dei momenti in cui viene davvero il dubbio che Jerry possa impazzire e uccidere tutti.  Per fortuna, però, questa è una commedia e il massimo che può succedere è rompersi qualcosa.

Non che accada nel film, ma Jeremy Renner in una scena si è rotto davvero il gomito destro e il polso sinistro mentre era arrampicato su una colonna di sedie.

Purtroppo ci sono dei difetti

Prendimi è probabilmente uno dei film più originali del 2018, una commedia divertente con poco da invidiare a Una notte da leoni. Purtroppo però, nessuno è perfetto e anche qui ci sono dei difetti: Kevin Sable (Hannibal Buress). Il suo personaggio è una spanna sotto gli altri perché privo di carisma. Tutti, bene o male, hanno una love story (c’è chi è sposato, chi si sta sposando e chi combatte con l’amico per la stessa donna), lui non ne ha. In più, la sua natura comica è sì divertente, ma che lascia un po’ indifferenti, con lui non si empatizza.

Dovrebbe far ridere perché è quello che sa un po’ più di cose rispetto agli altri e ogni tanto se ne esce con i commenti più strani, ma è il modo in cui lo fa che non funziona. Magari riguardandolo in lingua originale questo problema non sarà presente, ma, in italiano, Sable è bocciato.

Sono il direttore del sito e mi occupo anche del profilo Facebook di WSS?. Quando Mr. Z me lo concede posso uscire dalla mia stanzetta, ma è molto raro.