Qualcuno salvi il Natale: ci penserà Netflix?

Article by · 25 Nov 2018 ·

Qualcuno salvi il Natale, la nuova hit natalizia di Netflix che meno male c’è Kurt Russel. 

Babbo Natale restyling 

Qualcuno salvi il Natale – The Christmas Chronicles ruota attorno alle natalizie vicende della famiglia middle-class Pierce: il padre, la madre, il fratello maggiore Teddy e la minore Kate. Che, ovviamente, è la protagonista.

La famiglia Pierce è effettivamente perfetta e costruita intorno alla figura del padre, che fa di tutto per trasmettere ai piccoli il suo entusiasmo per il Natale. Ma quando papà Pierce muore, lo spirito del Natale 2018 sembra perdersi del tutto. Teddy diventa un piccolo criminale, la mamma deve lavorare per due e quindi essere sempre assente e la piccola Kate continua a credere a Babbo Natale a undici anni.

Sembrerebbe una tragedia, se non fosse che Babbo Natale esiste davvero (duh), è Kurt Russel e ha bisogno che i fratelli Pierce lo aiutino a salvare il Natale dopo che questi hanno accidentalmente distrutto la sua slitta e perso i suoi regali.

La favola natalizia per i millennial

Qualcuno salvi il Natale muove i suoi passi partendo da un’evidente crisi del patriarcato, inscenando una storia in cui giovani privati degli schemi contenitivi che direzionavano le loro vite si ritrovano perduti in un mondo vasto e privo di regole, esteriori e interiori, che possano direzionare la loro percezione della vita e del futuro.

In tutto questo, la prova che li rimette sui binari giusti è una notte passata con un Babbo Natale in versione cool, molto attento alla linea e a come gli altri lo vedono, aggiornato sulle mode dei giovani eppure deliziosamente retrò, ma soprattutto deciso a insegnare ai giovani Pierce a meritarsi il Natale.

E in questo aggiornamento, anche Kurt Russel ce la mette davvero tutta (che interpretare Babbo Natale fosse il suo sogno nel cassetto?), tra numeri musicali rock’n’roll e  momenti di azione vagamente soddisfacente. Ma…

La tradizione numero uno dei film di natale

La tradizione numero uno dei film di Natale è che non sono quasi mai dei grandi film e vengono prodotti più che altro per fare budget – vengono onorabilmente esclusi dall’elenco Una poltrona per due e Babbo Bastardo.

Qualcuno salvi il Natale sfugge a questo filone di mediocre commercialismo? Assolutamente no, ma riesce a strappare qualche sorriso, insieme a qualche momento cringe.

Lato sorrisi: è comunque una storia di buoni sentimenti natalizi dove i “cattivi” imparano cosa vuol dire volersi bene, in cui una festa apparentemente desueta e scontata si dimostra fondante nel tenere unite le famiglie (e nel tenere in movimento l’industria dei giocattoli), in cui la storiella morale del “credi in te stesso” si mischia a scene di divertimento e CGI spinta.

Lato cringe: Kurt Russel che caccia fuori chitarre elettriche dal giubbotto e inscena un concerto rock natalizio nella cella di una prigione. Con tanto di occhiali da sole e pianoforte da Ray Charles.

Qualcuno salvi il natale, che fa sempre fare film

Dai, alla fine è un film di Natale piuttosto carino e coadiuvato dalla presenza di un ottimo attore che, anche in passato, ha saputo dimostrare di non prendersi troppo sul serio.

Tolti alcuni momenti davvero oltre l’immaginabile imbarazzabile e un paio di product placement(s) sfacciatissimi, Qualcuno salvi il Natale si inserisce dignitosamente nel filone dei film di Natale pensati ad hoc per mungere la mucca delle festività sacre. E va bene a tutti così.

La mia vita è fatta di serie TV e film a livello da tossicodipendenza. Dicono che ho un problema, ma Mr. Z dice che finché faccio le recensioni va tutto benissimo, quindi…