Red Sparrow: spie, pupe e “potere”!

Article by · 3 marzo 2018 ·

La Lawrence non ha paura di nulla, Red Sparrow è la conferma!

Jennifer Lawrence torna in pista più scatenata e controversa che mai! Red Sparrow, il film realizzato dalla Lawrence con il regista Francis Lawrence (nessuna parentela, a quanto pare): ve li ricorderete per la saga di Hunger Games. Stessa roba? Non proprio.

Red Sparrow comincia con la Lawrence nei panni di Dominika, una famosa ballerina russa che dopo un fatale infortunio si ritrova a dover badare alla madre malata. A questo punto, lo zio Ivan la coinvolge in una missione segreta per conto del governo russo: sedurre un importante politico e strappargli informazioni. La Lawrence compie la missione, ma… sorpresa! Zio Ivan la inganna, il politico russo viene ucciso e Dominika deve unirsi al programma Red Sparrow se non vuole venire uccisa. E lei non vuole venire uccisa, quindi via con l’addestramento brutale per diventare una spia donna vecchio stampo – sì, quello stampo.

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Datemi una metafora e vi solleverò il film

L’addestramento della Lawrence la dice lunga su come sarà il resto del film: la giovane dovrà *ahem* copulare con un uomo di fronte a molti altri uomini e capire che cosa vuole quell’uomo da lei. “Potere”, ci dice la consapevole Lawrence. E di “potere” ne vedremo un sacco, davvero tantissimo, “potere” ovunque, “potere” a tre, “potere” tra donne, “potere” non consenziente…
Il “potere” è davvero centrale in Red Sparrow, molto più della trama vera e propria. Che a conti fatti non è un granché originale: a tratti ricorda Atomica Bionda, a tratti i vecchi film di spie più classici, dove fino all’ultimo ci chiediamo che cosa passi per la testa della spia protagonista. Chi tradirà chi, quali menzogne, quali segreti bollono in pentola?

Il problema però è uno: qui si fa davvero fatica a capire le decisioni dei personaggi –e non perché siano imperscrutabili dannati. No, si fa solo fatica.
Non si può dare tutta la colpa alla Lawrence, che sarà antipaticissima ma è un’ottima attrice. Lo stesso vale per gli altri attori.
Il vero problema è una scrittura troppo intricata e una lentezza esasperante che finisce per far perdere l’attenzione.

Un nuovo genere è nato: il film d’azione contemplativa!

Sul serio, Red Sparrow è incredibilmente lungo e lento. Scene che potrebbero risolversi in pochi secondi richiedono diversi minuti, momenti che dovrebbero essere la norma per una spia diventano attimi eterni di contemplazione – tutto quello che non vuoi quando vai a vedere un film di spie. L’intento è apprezzabile, e alcune scene sono davvero forti, con l’intento di trasmetterci quanto sia brutto quel mondo e quanta sporcizia e dolori vi si trovi.
Purtroppo, la noia regna sovrana e nemmeno tutto quel “potere” riesce a rendere le cose interessanti.

Contenuti espliciti, ma ti rompi le palle comunque

Red Sparrow

Red Sparrow è un film che sfrutta la storia classica delle spie e delle femme fatales per raccontare la vicenda di una donna che deve riprendersi la sua vita e la sua sessualità –pardon, il suo “potere”– contro le gerarchie militariste (maschiliste?) che l’hanno ridotta a oggetto.
Tutto bene, tutto bello, ma se il pubblico si addormenta mentre tu gli tiri dietro “potere” a pacchi, allora qualcosa non funziona.
E non incolpiamo laggente o la sua mentalità: Nikita raccontava la stessa cosa e nessuno si è annoiato a guardarlo. Capito, Lawrence(s)?

La mia vita è fatta di serie TV e film a livello da tossicodipendenza. Dicono che ho un problema, ma Mr. Z dice che finché faccio le recensioni va tutto benissimo, quindi…