Roma: il Messico di Alfonso Cuaròn

Article by · 15 Dicembre 2018 ·

Roma è un film scritto e diretto da Alfonso Cuaròn, vincitore del Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia 2018. Tra autobiografia e romanzo storico, l’autore racconta uno dei periodi più difficili per una famiglia medio-borghese a Città del Messico. È disponibile su Netflix dal 14 dicembre.

Roma, Città del Messico

Sebbene il titolo possa far pensare ad una presunta italianità dell’ambientazione, non è affatto così. Roma, infatti, si riferisce al nome del quartiere di Città del Messico dove vive tra il 1970 e l’anno successivo la famiglia di Sofia, comprensiva delle domestiche di origine mixteca Cleo e Adela. Girato in un luminoso bianco e nero, la storia vede al centro le due donne – Sofia e Cleo per l’appunto – alle prese con la crudeltà degli uomini nelle loro vite e alla tenacia con cui scelgono di andare avanti nonostante le difficoltà.

Dal micro al macro

La totalità della macchina da presa del regista si incontra in maniera quasi oppositiva con il microcosmo che vuole rappresentare. Si tratta, infatti, di una storia relativamente circoscritta, come anche il titolo del film suggerisce: il nome di un quartiere, la parte più piccola di una grande città come può essere la capitale messicana. Un ambiente che, tuttavia, viene esplorato in ogni suo anfratto e in ogni suo angolo – come dimostrano le riprese totali degli interni delle abitazioni. Lo sguardo dello spettatore si sposta da destra a sinistra mentre osserva la vitalità espressa dalla quotidianità della famiglia in tutte le sue abitudini: dalla sveglia al mattino, ai giochi all’aperto dei bambini, alle faccende domestiche di Cleo. Il tutto restituisce una storia che, nella sua limitatezza geografica e narrativa, è in realtà uno spaccato realistico e onesto di un intero periodo storico.

Sì, perché per Alfonso Cuaròn non è solo una questione cinematografica. In Roma c’è gran parte della sua storia. Il film è non ufficialmente autobiografico, nel senso che, sebbene non venga specificato, la storia di Sofia è in realtà quella di sua madre. Lui stesso ha vissuto l’esperienza della separazione dei genitori e ha assistito alla determinazione di queste donne, delle quali ha ritenuto necessario portare al cinema le storie. E sono storie dolorose, senz’altro, che però dimostrano proprio per questo l’esigenza che c’era nel raccontarle.

Un successo più che meritato

Non è un caso che un film come Roma sia stato acclamato dalla critica internazionale. La pellicola è capace di unire in sé tantissime tematiche che parlano direttamente alla nostra attualità. In primis, l’idea di famiglia che non si riduce alla mera elencazione dei suoi componenti. Non è famiglia solo quella che viene identificata con un padre, una madre e un figlio: il concetto poggia le basi su un’unione che trascende queste antiche catalogazioni. La scena, nel finale, sulla spiaggia è esemplare ed emozionante in tal senso. L’abbraccio liberatorio del nucleo familiare è un colpo al cuore e la summa dell’intera opera.

Per raccontare Roma non bastano poche parole. Il film è intriso di realismo e simbolismo in egual misura. Si incontrano uomini mostruosi e bambini tenerissimi, cani agitati e macchine enormi, manifestazioni violente per le strade e guru del karate. Il tutto nella cornice della narrazione di un’epoca storica attraverso lo sguardo disilluso ma determinato di due donne eroiche che scelgono di andare avanti, nonostante tutto e tutti.

Alfonso Cuaròn dipinge il suo Messico con un film capolavoro che non può lasciare indifferenti.


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