Romanzo Criminale: I Dis-Adattati!

Article by · 23 ottobre 2018 ·

I Dis-adattati, una rubrica d’informazione sugli adattamenti dai libri di cui (non) si sentiva il bisogno. Membro del team “Ma era meglio il libro!”, si snocciolano a tempo perso le motivazioni per cui una serie/film è riuscita o meno, senza offendere (troppo nessuno).

#23 Romanzo Criminale

Bentornati a un nuovo appuntamento con I Dis-Adattati! Oggi analizzeremo per voi il film (e non la serie) di “Romanzo Criminale”, uscito ormai nel 2005 e che ancora riscuote un discreto successo tra i giovani. La storia, bene o male, la conosciamo tutti: un gruppo di malviventi fonda una banda ancora più grande per prendersi Roma e governarla dall’alto con la ricettazione, il gioco d’azzardo e altre cose poco legali. Tengono in scacco la polizia per anni, finché uno di loro non si costituisce e decide di denunciare gli altri.

I Dis di questa storia…

I Dis di questa storia sono molteplici: innanzitutto non tutti si conoscevano da bambini, ma da adulti. Per non parlare delle date e dell’intera cronistoria della banda, che è stata messa insieme in seguito al rapimento non del Barone Rosellini ma di un duca, mai ritrovato né da morto né da vivo. L’omicidio del Libanese, inoltre, non è avvenuto col coltello, ma con una regolazione di conti tra le bande. Un altro grosso Dis è la morte del Freddo, che in realtà decise di diventare un collaboratore di giustizia e si costituì, iniziando a denunciare tutti i “colleghi” per aver salva la vita e la fedina penale meno sporca di quanto già non fosse.

Anche la sua fuga in Francia non c’è, come l’omicidio del Terribile che non avvenne a piazza di Spagna ma al Testaccio. Le regolazioni dei conti sono state modificate ai fini della trama, come si legge nel messaggio all’inizio.

…E gli Adattati

La fine dei componenti della banda è stata cambiata; secondo il film quasi tutti morirono uccisi, quando, come abbiamo già detto, alcuni di loro si costituirono per collaborare con la polizia e condurre una vita più o meno normale. L’affresco corale che si ha dal film è immenso e articolato in modo contorto, specie se tutti i protagonisti hanno un soprannome come avviene sia nel film che nella serie. La serie, al contrario del film, prende in esame i fatti uno per uno, dando così il via alla narrazione nel modo più “ordinato” possibile ed evitando di confondere lo spettatore che si appresta a vedere la storia. Ma nel film, già dall’inizio, vediamo i futuri ragazzi della banda lottare contro la polizia che gli è alle calcagna per un furtarello compiuto poco prima.

Come i romanzi russi

La quantità di fatti e di personaggi di Romanzo Criminale ricorda vagamente i romanzi russi, dove tutti sono presentati con il patronimico e il mestiere che svolge nella società. Così anche per il Romanzo, scritto da De Cataldo, il giudice che li ha condannati tutti, ognuno di loro ha un suo ruolo e un suo soprannome in questa storia, che risulta abbastanza fantascientifica e che invece è avvenuta davvero, andando a scavare in Roma ferite che ancora oggi non si sono rimarginate.

La coralità del romanzo inoltre è in armonia con la struttura del film, che, man mano che il tempo passa, svela come i ragazzi sono cresciuti e arrivati a quel punto della loro vita. In particolare il Freddo (Kim Rossi Stuart), che nel film viene rappresentato come uno dei pochi che sembra volersi costituire per salvarsi. L’omicidio di tutta la banda, un escamotage usato per chiudere la narrazione, è dunque falso, perché uno dei pochi rimasti in vita per le denunce e la ricostruzione della banda è proprio il Freddo. Il Dandi del film (Claudio Santamaria) risulta meno accattivante e stronzo del Dandi rappresentato dalla serie televisiva. Anche il commissario Scialoja (Stefano Accorsi) risulta meno tormentato di quello rappresentato dalla serie e meno legato a Patrizia (Anna Mouglalis), la donna del Dandi che manipola i due allo sfinimento e per tutte e tre le ore del film. Nel libro, la figura di Patrizia è un personaggio chiave per capire come e dove stanno andando le indagini e come lei manipola tutti coloro che sono nella banda a suo piacimento.

Tirando le somme

Il film lascia un affresco romano ben delineato, senza fronzoli e senza scuse. La rappresentazione della banda così com’era, cruda e spietata, è resa benissimo dal cast che, senza sforzo, dona vita ai personaggi che sono rimasti impressi nel pubblico anche ora, dopo anni e anni dalla messa in onda del film. La graduale uscita di scena dei personaggi, tutti morti ammazzati, rende il finale ancora più memorabile agli occhi del pubblico, che ancora oggi, dopo anni, ricorda bene quest’ultimo e le dinamiche che hanno condotto a esso. I personaggi sono stati delineati con cura, in modo ben preciso, e la resa è quella che tutti noi conosciamo, con la vincita di grandi premi a livello italiano e nel mondo (come per esempio ai David di Donatello dell’anno in cui il film è uscito, cioè il 2005-2006).

Se non avete ancora visto questo film, il recupero è fondamentale e necessario, anche se una lettura al libro (che non è piccolo, son 560 pagine) andrebbe data, anche per vedere come il tutto è stato generato dal romanzo di base per poi finire sul grande schermo.

Ho poca pazienza e leggo troppi libri; sono fedele solo a Mr. Z.
La mia rubrica “I Dis-adattati!” è nata per guidare tutti coloro che vogliono vedere serie tv tratte dai libri senza brutte sorprese.