Le Terrificanti Avventure di Sabrina, Netflix, e i remake belli

Article by · 29 ottobre 2018 ·

Le Terrificanti Avventure di Sabrina, o Chilling Adventures of Sabrina, è il remake della vecchia serie degli anni ’90 e si concentra sulla storia della giovane Spellman. E anche se, inizialmente, verrebbe da dire: basta remake!, questo merita tutto il nostro rispetto.

Sabrina è una sedicenne

In questa frase c’è la metà di quello che si deve sapere riguardo questa serie. La protagonista è una sedicenne. Ciò significa che è per loro (ovvero le ragazze sedicenni) che è fatto questo show, almeno principalmente. Poi, essendo di Netflix, essendo un ottimo prodotto e puntando un po’ sull’effetto nostalgia, ovviamente tende ad abbracciare anche spettatori molto più grandi e di sesso diverso. Ma non si può fare a meno di pensare che, se si fosse assistito a qualcosa del genere 10–15 anni fa, quando si era nel pieno di quella crisi esistenziale che è l’adolescenza, si sarebbe potuto guadagnare tantissimo da questa storia.

La giovane Spellman vive con le zie, Hilda e Zelda, e il cugino Ambrose, nella casa di famiglia/impresa di pompe funebri circondata dal cimitero e la foresta. Tutto inizia alla vigilia del sedicesimo compleanno della ragazza. Lei, che ha sempre vissuto una vita da umana, in una città umana, con amici umani e un ragazzo umano, dovrà fare una scelta. Entrare a far parte del mondo delle streghe, come la sua famiglia, o rimanere in quello delle persone comuni, dei suoi amici. Questo perché lei è strega solo per metà, da parte di padre, mentre sua madre era umana. E, anche se ha sempre considerato il fatto di diventare strega il completamento del suo destino, ora sta mettendo in dubbio tutto. Davvero non ha altra possibilità?

La terza via, il diritto di scegliere, gli uomini, le donne…

Questo è ciò che cerca Sabrina, quando mette in dubbio la necessità di portare a termine il suo battesimo oscuro, rituale che serve per farla diventare una strega completa. Davvero le uniche due opzioni sono A e B?

Inizialmente questa scelta pare ovvia, soprattutto agli occhi di chi sedici anni non li ha più. Va bene, dovrai abbandonare la vita che ti sei costruita qui, lasciare il tuo ragazzo e le tue amiche, ma sarai una potente strega dalla vita lunghissima. Che ti frega, a conti fatti?

A lei frega, frega eccome, perché non si tratta tanto di lasciarsi alle spalle 16 anni di vita, ma il fatto di abbandonare la sua libertà. Partecipando al rituale dovrà inserire il suo nome all’interno del Libro della Bestia e, una volta fatto, pur avendo il potere sarà costretta a sottostare all’autorità di Satana e del suo Sommo Sacerdote. Perdendo, di fatto, il suo libero arbitrio. Lei vuole entrambi giustamente; vuole la libertà e il potere. Cosa impossibile perché, come le dice un’altra giovane strega, “il Signore Oscuro non permetterebbe mai a una delle sue figlie di avere entrambe le cose, lo spaventa troppo l’idea. Perché è pur sempre un maschio.”

… e Satana

Questa volta non è alleato delle donne alla ricerca di libertà, ma solo un’entità superiore che ha sfruttato il loro bisogno d’aiuto. Se, in un passato lontano, si trattava del male minore per le streghe affidarsi a lui, ora la situazione sembra essere diversa agli occhi di Sabrina. Glielo dice in poche parole sua zia Hilda, che ai suoi tempi non c’erano tante altre opzioni.

Non sono solo le parole della zia. I gesti di Zelda e il suo fervore religioso sono quantomeno inquietanti, ma comuni nel mondo delle streghe. Ed è curioso come la moglie del Sommo Sacerdote di Satana abbia come massima preoccupazione quella di avere un figlio maschio. Se, infatti, le streghe vengono sempre in qualche modo fatte apparire sottomesse alle tradizioni e la volontà di Satana, in lotta tra loro per apparire prime davanti ai suoi occhi, gli stregoni ne sono più che altro testimoni. Studiosi di magia, sicuri nella loro situazione di potere senza effetti collaterali. Questo non significa che non corrano dei rischi, solo che si tratta comunque di una situazione di grande disparità. Non vengono neanche mostrati tutti come cattivi, anzi. Spesso Ambrose è alleato di Sabrina e Harvey è il suo sostegno migliore.

La questione del diverso trattamento che le donne e le ragazze hanno nel mondo, non solo in quello magico, viene portato spesso alla luce, in modi diversi. A volte nascosto in un sottotesto non troppo sottile, ma volutamente chiaro, altre è gridato a gran voce. Fa parte della vita di tutti i giorni di Sabrina e del mondo che circonda lei e gli altri personaggi.

Lo guerra dei mondi

Non è solo lo scontro tra mondo delle streghe e quello degli umani, o tra libertà e potere, maschi e femmine, dovere e desiderio, giovinezza ed età adulta. Si tratta della ricerca di una terza via, come dice Sabrina, di una soluzione capace di unire i lati positivi delle due parti. In mezzo a tutto questo, dove una divinità chiede l’assoluta ubbidienza in cambio di protezione, la giovane Spellman fa un po’ la parte di Eva, alla ricerca di verità e conoscenza.

Perché, alla fine, che male c’è a voler modificare le cose? Se un tempo si faceva in un determinato modo non significa che debba essere ancora così. O che quel modo fosse quello migliore. Sabrina è divisa tra due mondi, in un conflitto più grande di lei, e se la cava meravigliosamente. Certo, non è una serie alla ricerca dell’origine del senso della vita e Salem non parla (ma Ambrose fa la sua parte per non farcelo mancare), ma è una storia divertente, horror, sanguinosa e con risvolti più impegnati di quanto non si possa voler credere. Insomma, è bellissima e Netflix ha fatto bene a osare.

 

Visto che Mr Z e io apprezziamo entrambi la frase Sapere è potere ho il compito di gestire le news, nel tempo libero scrivo anche qualche articolo.