Scrubs: imparare a crescere in 8 stagioni

Article by · 31 Maggio 2018 ·

Scrubs è una sit-com andata in onda tra il 2001 e il 2009, creata da Bill Lwrnece e con Zach Braff nei panni del protagonista.

Così assurdo eppure così reale

Partiamo dal presupposto che tutti, più o meno, vorremmo vivere nel mondo di Scrubs. Un posto in cui anche il più stronzo dei medici fa morir dal ridere e il tuo migliore amico ti completa più di quanto non farebbe tua moglie. Ovviamente, direte voi, questo è il mondo tipico delle sit-com in cui tutto va sempre più o meno allo stesso modo (vedi Malcolm, per capire come la vita invece sia ingiusta), eppure Scrubs è molto più reale di altre serie comiche.

Il motivo è semplice: Scrubs non fa solo ridere, ma anche piangere, tanto e spesso. Il Sacro Cuore è il limbo ideale tra il comico e il tragico ed è proprio questa tragicità a rendere la serie così vera. È vero che i pazienti muoiono spesso, è vero che le coppie devono lottare per la loro felicità (e questo vale per tutte quelle presenti nella serie) ed è vero che i problemi si risolvono solo con il duro lavoro, non dopo 20 minuti di puntata.

Sono questi gli elementi che la rendono vera, eppure il tono e i personaggi sono assurdi. Basti pensare a Todd e l’Inserviente, il primo stereotipato al massimo e il secondo pazzo come un cavallo, una specie di jolly che qualunque cosa dica va bene, ma anche allo stesso JD, a tutte le volte che cade per terra e si fa male o le mille fantasie che fa.

Quindi, in sintesi, è l’abbinamento dell’assurdità e della realtà a renderlo così unico. Estremizzando le situazioni e i personaggi, gli autori li hanno resi paradossalmente più autentici. Proprio perché loro sono sopra le righe e le situazioni sono reali, gli spettatori riescono più facilmente a comprendere ciò che provano.

Crescere

Il tema principale di Scrubs è la crescita. Ogni personaggio compie un percorso dalla prima all’ultima stagione che lo trasforma completamente, rendendolo quasi irriconoscibile. Prendete Elliot come esempio. All’inizio era un concentrato di nervosismo e tic, alla fine diventa una dottoressa esperta che non si fa mettere i piedi in testa nemmeno da Cox.

Questo percorso però è presente in quasi tutte le storie, cos’ha Scrubs di diverso? Il fatto che qui la crescita sia centrale. In ogni puntata JD e gli altri sono messi di fronte a scelte difficili (che siano personali o lavorative) che devono risolvere. Ma, e qui sta la vera differenza, è il come il punto fondamentale. Spesso quando JD è arrabbiato con Turk e va da lui per sgridarlo, prima di farlo si accorge che Turk non è uno stronzo che ha fatto ciò che ha fatto solo per infastidirlo, ma che aveva le sue ragioni, delle buone ragioni. In sostanza ti dice: guarda anche il punto di vista dell’altro per comprendere ogni situazione.

Questo vale per tutti i personaggi. Ricordate la puntata con Kevin Casey, il medico-chirurgo ossessivo compulsivo interpretato da Michael J Fox? Alla fine dell’episodiom, JD, Turk e Cox vanno da lui perché hanno deciso che il motivo della loro rabbia è proprio Casey, ma quando lo vedono intento a lavarsi le mani da ore e non aver intenzione di smettere a causa del suo disordine capiscono di non essere arrabbiati con lui, ma con loro stessi.

Questo è crescere, questo è smettere di guardare solo ciò piace a noi e cominciare a vedere anche quello che vedono e provano gli altri. La crescita, inoltre, si ricollega al fatto su quanto Scrubs sia reale proprio perché tratta un tema contro cui tutti noi dobbiamo scontrarci.

JD adulto, adolescente e bambino

JD è un adulto (soprattutto a fine serie, dato che nelle prime aveva solo 25 anni), ma non sempre si comporta come tale, anzi, spesso sembra un bambino, o peggio, un adolescente.

Adulto. Facendo il medico è costretto a imparare a nuotare per non affogare: questo vuol dire sapere prendere decisioni veloci, in fretta, e poi saperle difendere. Come decidere di trattare un paziente che sta morendo non è facile, ma ancora più difficile è convincere sé stesso e gli altri che ha fatto la cosa giusta quando questo muore. Questi sono i momenti di crescita che rendono il nostro protagonista un uomo. Così come lo sono i momenti in cui ha il coraggio do contraddire Cox e lottare per le sue idee o posizioni.

Adolescente. Qui si parla principalmente dei suoi rapporti personali. Per quanto sul lavoro sia (più o meno) professionale, con le donne è un mezzo disastro, ma anche con gli amici e amiche. JD tende a dire agli altri cosa devono fare e perché, anche se non lo dice, si crede migliore di tutti. Questo atteggiamento, per fortuna, lo perde pian piano, ma all’inizio si comporta da vero stronzo e fa di tutto per ottenere ciò che vuole, o non vuole. Vi ricordate le ultime puntate della terza stagione? JD fa lasciare Elliot e Sean perché lui le dice di amarla più di ogni altra cosa e poi quando lei si mette con lui… non la vuole più.

Sicuramente  se Elliot ha lasciato così facilmente Sean vuol dire che il loro rapporto non era perfetto come credevano loro, ma JD fa una scelta estremamente egoistica senza aver nemmeno riflettuto davvero su ciò che prova.

Bambino. Semplicemente le sue visioni, ma anche il disperato bisogno dell’approvazione di Cox (anche se questo è un misto tra il comportarsi da bambino e da adolescente) e tutti i suoi modi di fare stupidi che lo accumunano a Turk.

Tra Scrubs e I Griffin

Concludiamo con questa piccola rivelazione: cos’hanno in comune Scrubs e I Griffin? Ok, la risposta è semplicissima, lo abbiamo appena detto: le visioni. Le visioni sono un elemento iconico per Scrubs e sono uno dei motivi principali per cui oggi è una serie di culto. Sono come un jolly in cui gli autori possono mettere qualunque cosa gli passi in mente, come una pianta di Turk dal quale cresce un Turk malvagio o il combattimento Cox/Kenobi contro Kelso/Vader ecc… C’è davvero bisogno di descriverli per dire quanto siano divertenti? Assolutamente no.


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