Soldado: Sollima prende in mano il lavoro di Villeneuve

Article by · 21 ottobre 2018 ·

Soldado è il sequel di Sicario, passato di mano da Denis Villeneuve a Stefano Sollima (ma sempre con Sheridan alla sceneggiatura).

L’avvocato torna a colpire

Kansas City, Arizona. Un gruppo di terroristi si fa esplodere in un supermercato, uccidendo quindici persone, dopo aver attraversato la frontiera messicana per entrare negli Stati Uniti.

Il governo americano decide di ributtare nel caos e nella guerra la frontiera scatenando una guerra tra i cartelli che gestiscono il traffico di esseri umani. Questo nuovo incarico rimette il soldato americano Matt (Josh Brolin) e il sicario/avvocato messicano Alejandro (Benicio Del Toro) nella stessa squadra.

Il loro progetto: scatenare una guerra contro il boss Del Rey, incolpando il cartello Matamoros del rapimento della sua giovane figlia, Isabél. La missione sarà piena di ombre e colpi di scena, senza risparmiare niente a nessuno.

Un sequel degno?

Soldado riprende il personaggio di Alejandro e lo ributta nel mondo delle guerre segrete di frontiera, tra coperture politiche e intrighi tra polizia e narcotrafficanti, ribaltando la situazione del primo film: se, in Sicario, l’obiettivo era quello di riportare l’ordine nel narcotraffico in modo da poterlo gestire, in Soldado la missione è quella di gettare il Messico nel caos per proteggersi dalle minacce terroristiche.

Il ribaltamento caos e ordine non si vede solo nel motore della storia, ma anche nello svolgimento del film; Soldado è molto più intenso e ricco di azione rispetto al suo predecessore, spostando l’accento dal thriller al western. Non che sia necessariamente un miglioramento.

La mano di Sollima c’è, e si sente

Il cambio registico diventa abbastanza evidente da subito, dimostrando come il lavoro del regista possa cambiare in modo notevole quello dello sceneggiatore. Se la mano di Sheridan è ancora presente, quella di Sollima si sente ancora di più, dando tutto un altro sapore a Soldado.

Soldado è un film duro, spietato; non ha paura di mostrare morte e crudeltà –  che fanno parte del mondo delle mafie messicane – ma gli manca quella tensione e quel ritmo che Villeneuve diede al primo film, lento ma sempre sul filo del rasoio, pronto a tagliare i silenzi con improvvise esplosioni di violenza.

Ma non ci sono solo malus: la storia di Soldado riesce anche a raccontare momenti di inaspettata tenerezza, dove personaggi malvagi e feroci come Alejandro e Matt dimostrano di avere un aspetto umano capace di mitigare la loro malvagità e spingerli a rischiare la vita per gli altri.

Un sequel capace di distinguersi dal suo predecessore

La regia di Stefano Sollima ha diviso molto il pubblico, tra i fan nostalgici di Villeneuve e quelli invece entusiasti per la sua presenza. Soldado è un film che si distingue molto da Sicario, portando una trama più complessa rispetto al precedente e uno stile registico simile, ma inevitabilmente diverso rispetto a quello di Villeneuve.

Tuttavia, i punti essenziali ci sono tutti: una storia geopolitica sugli aspetti più neri della guerra tra Stati Uniti e i cartelli, personaggi oscuri e incapaci di redimere la loro corruzione, uno sguardo sulla frontiera privo di pietà e speranza.

E, pur non avendo l’ispirazione e l’alchimia che Sheridan e Villeneuve hanno dato a Sicario, Soldado riesce a mantenere una sua dignità artistica.

La mia vita è fatta di serie TV e film a livello da tossicodipendenza. Dicono che ho un problema, ma Mr. Z dice che finché faccio le recensioni va tutto benissimo, quindi…