Sons Of Anarchy for dummies #OldButGold

Article by · 30 ottobre 2018 ·

Sons of Anarchy è una serie televisiva statunitense ideata da Kurt Sutter e trasmessa per sette stagioni dal 2008 al 2014 da FX.

L’inizio non è l’inizio

Se avete un amico che ha visto questa serie, sicuramente vi avrà fatto una testa così per spingervi a guardarla. Magari vi ha convinto, avete cominciato, ma vi ha stufato dopo due puntate. Nessun problema, con ordine cercheremo di mostrarvi come SOA sia effettivamente una delle migliori serie degli ultimi anni.

Cominciamo dal principio. Il creatore della serie è, come già scritto, Kurt Sutter, uno dei produttori esecutivi di The Shield (non l’ultimo dei cretini insomma) che ha studiato da cima a fondo le gerarchie di un MC. Cos’è un MC? Prima lezione di Sons: non farti domande, perché non ti verrà data risposta, ma ti verrà mostrato tutto con calma.

Per questa volta però faremo un eccezione: MC sta per Motorcycle Club, club di motociclisti.

Più volte qui su Why So Serial abbiamo criticato i dialoghi didascalici, ovvero quelle conversazioni in cui i protagonisti spiegano allo spettatore ciò sta accadendo. Danno così vita a una conversazione surreale, perché se entrambi i personaggi sanno una cosa, perché ripeterla? Bene, SOA è l’estremo opposto del didascalico e non spiega nulla. È per questo che, inizialmente, respinge. Siamo catapultati da subito in un mondo in cui i personaggi si conoscono da anni e sanno quello che stanno facendo e tu, da spettatore, non puoi effettivamente capirci molto.

Quello che per noi è l’inizio della serie, per i personaggi è un cambiamento in una giornata qualunque. È come se domani vi succedesse qualcosa di interessante e qualcuno cominciasse a raccontare la vostra storia. Quell’avvenimento non cancellerebbe tutto ciò che avete vissuto prima o con chi. Sappiamo che questa decisione può risultare estrema perché è effettivamente respingente, ma mostra un livello di scrittura, di conoscenza dei personaggi e del mondo totale. Se siete degli scrittori o degli amanti delle storie più complesse questo sarà per voi una vera e propria gioia. E non preoccupatevi, col tempo capirete, entrerete nelle dinamiche del club e vi sentirete parte della famiglia.

Un mondo molto diverso

Un altro “problema” di SOA è che è un mondo molto diverso dal nostro. In Italia esistono gli MC, ma non sono radicati nella cultura come negli USA. I temi principali però sono gli stessi: la famiglia, il conflitto tra bene e male, giusto e sbagliato… Uno dei temi e argomenti trainanti della serie è proprio quello della famiglia, anzi delle due famiglie.

Il protagonista è il principe Jax, figlio del fondatore (deceduto) del club e Vice Presidente dei SOA. Da una parte ha la sua famiglia di sangue, composta dalla madre e dal figlio appena nato, dall’altra ha, ovviamente, il club che l’ha cresciuto. Eh no, non è il classico conflitto basato sulla sua scelta tra i due. Perché nulla, nulla è banale in SOA. Jax sarà in un perenne conflitto tra le scelte che deve compiere per il bene di una o dell’altra famiglia; con il passare delle stagioni crescerà in lui la consapevolezza che questi due mondi non è che non possano coesistere, ma è lui a non volerli fare convivere. Che fare, quindi?

Jax è il conflitto fatto a persona, per certi versi ricorda Dexter. Lui segue un suo codice morale, ma sa di sbagliare. Vorrebbe diventare migliore, “buono”, ma per ogni passo avanti che fa… Non fraintendete, Jax non è perfetto, non è il migliore nel suo lavoro né “superiore”. Si arrabbia, sanguina e sbaglia. E allora, vi starete chiedendo, perché dovrei seguirlo? È anche un criminale che uccide le persone e picchia chiunque tocchi la sua moto.

Perché ci prova a cambiare, ma continua ad inseguire l’ideale dell’anarchia, quello più puro – che non è il caos, bensì la vera libertà dell’individuo. Jax è umano, è vero ed è cresciuto in un contesto in cui la violenza è all’ordine del giorno per risolvere le questioni. Sa che questo non è ciò vuole, ma è ciò che è. Lui non lo dice spesso (perché, come abbiamo detto, in questa serie le cose non vengono dette, ma mostrate), ma si rende conto di quel che è. Un po’ come Walter White quando ammette che lo faceva per sé, dopo cinque stagioni in cui diceva che lo faceva per la famiglia.

Jax è un Principe, che ha praticamente tutto quel che vuole. Ma cosa succede se ti accorgi che quello che pensavi di volere non è ciò che desideri? Sia chiaro, non vuole e non vorrà mai lasciare il club per fare il poliziotto; vuole semplicemente essere migliore ed essere libero, ma è intrappolato dentro se stesso.

Amleto in California

Picasso diceva: “Ogni buon pittore normale copia disegni dipinti e sculture di classici per ispirarsi e avere delle idee. Io personalmente non copio mai, specie se mi trovo davanti a un capolavoro. Io lo rubo. Rubo il disegno, il dipinto, i personaggi e anche il paesaggio se c’è. Rubo tutto, anche la cornice se è bella e preziosa.”

E anche Sutter, come Picasso, ha rubato al più grande drammaturgo di sempre: Shakespeare. Perché se proprio volessimo sintetizzare SOA in una frase potremmo dire che è Amleto con le Harley.

C’è il Principe a cui hanno ucciso il padre. L’assassino del re si è preso il trono (e la regina) e grazie al fantasma del padre il principe cercherà di riprendersi ciò che è suo. Non ci sono spoiler, tutto è (più o meno) detto nel primo episodio. L’omicidio del padre non viene detto bensì accennato, (qui non esistono discorsi didascalici) il fantasma del padre appare sotto forma di diario e attraverso quello Jax comincia a mettere in discussione la leadership dell’attuale presidente del club.

Vi piace la storia di Amleto? Avete anche quello qui, solo più moderno e sicuramente più splatter. Avevamo parlato di un mondo e una cultura diversa nel paragrafo precedente, eppure i temi affrontati derivano da una storia assolutamente europea e classica.

Infine, parliamo del regno: Charming. Questa è una piccola città, cresciuta assieme al club che ne fa da padrone. La polizia è corrotta da loro, i SOA garantiscono una certa “sicurezza” alla città (certo, un po’ come il pizzo) ma comunque hanno degli scopi più o meno condivisibili. Ciò che mantiene saldo il patto con la polizia è il loro impegno nel tenere la droga lontano da Charming. D’altro canto, la obbligano a restare una città arretrata poiché dominata da loro. Un perfetto sogno americano vecchio di qualche decina d’anni. 

Ovviamente, a portare avanti la malavita non ci sono solo loro, se no con chi si azzufferebbero ogni due per tre? Ci sono i nazisti, i cinesi e i Mayans (un MC messicano) e questa piccola città americana, come tante altre, è al centro di lotte di potere prive di uno vero scopo. Una città fatta di persone diverse, con ideali differenti e obiettivi mai in comune. In tutta la serie, però, sentiamo quanto i SOA siano di casa: vediamo come sono in confidenza con le strade, le persone che conoscono da sempre, i negozi, le feste e le cose non dette che però tutti sanno. Charming è casa: pensate a casa vostra o il vostro quartiere; lo sentite che siete legati in qualche modo, che avete le vostre abitudini, le vostre strade. Questa sensazione di familiarità è trasmessa di puntata in puntata attraverso i movimenti del club.

Quindi?

Ovviamente anche SOA ha dei difetti, chi non li ha?

Per certi versi, può sembrare troppo tamarra e quindi dare un’impressione sbagliata sulla profondità dei personaggi e dei temi trattati. La prima stagione ha una trama molto verticale, con i casi di puntata che si concludono al termine di ogni episodio (anche se portano avanti una trama orizzontale che poi dominerà la serie dalla seconda stagione). 

Detto questo, non abbiamo nessun timore di ribadire quanto questa sia una delle migliori serie di sempre, pari o superiori a pilastri come Breaking Bad, Mad Men o Game Of Thrones. Sono sicuramente diverse, con una regia più sporca, così come lo è quel mondo: estremo e senza alcun filtro.

Sono il direttore del sito e mi occupo anche del profilo Facebook di WSS?. Quando Mr. Z me lo concede posso uscire dalla mia stanzetta, ma è molto raro.