Tale padre: la recensione della commedia di Netflix

Article by · 4 agosto 2018 ·

Netflix ha sempre qualche novità e qualche film per i suoi fan. A volte però, come con Tale Padre, si può apprezzare il pensiero, ma fare a meno del prodotti.

Tale Padre parte male

Rachel è una donna decisa con una carriera importante. Per fare apparire la cosa negativa viene mostrata come una che passa la sua vita appiccicata al suo telefono. Ne è talmente ossessionata che il giorno del suo matrimonio, poco prima di dire il grande sì, lancia uno sguardo allo smartphone. E, oh no! Il suo futuro marito, distrutto da questo suo gesto, la lascia all’altare (che pare essere uno dei tre peggiori avvenimenti nella vita di una donna). Essere lasciata, avere un brutto rapporto con il padre e non avere figli dopo una certa età, sono i tre cliché preferiti per mostrare i fallimenti di una donna e come non stia vivendo la vita al meglio. In Tale Padre, Rachel ne ha due su tre. Ma non è l’unico personaggio a vivere in Stereotipoland,  qui.

Ora, è vero che è una commedia, ma lo stereotipo del/la workalchoolic troppo impegnato per vedere cosa c’è di davvero importante nella vita è stato sviscerato in ogni modo. Qui, una volta finito il film, sembra di aver visto una lunghiiiiissima pubblicità per una crociera. E il film è stato quasi tutto girato su una nave da crociera che esiste davvero…

Dopo che Rachel viene lasciata ha solo voglia di tornare alla sua vita: al lavoro. Così il giorno dopo è in ufficio e, pur essendo moralmente distrutta, riesce a portare verso la chiusura un grosso accordo. Ma, quando arriva a casa ci trova suo padre, Harry.

Chiariamo: è stata abbandonata dal padre quando era bambina, sua madre è morta (mai visto prima, eh) e malgrado ciò a 31 anni ha una carriera splendente, un suo appartamento e al lavoro è apprezzata e amata. Niente male, no?
Sbagliato! È male perché, poverella, non ha una famiglia e, oh cielo, non ha un rapporto con suo padre ed è la ragione per cui non sa tenersi un uomo. E come può una giovane, abile, finanziariamente stabile e bella donna in carriera vivere allora? Eh, come? Davvero davvero terribile, davvero una situazione da riparare!

E continua peggio

Quando Harry arriva, lei, invece di mandarlo a stendere, va a bere con lui. Perché lui è preoccupato e vuole solo il suo bene. Forse sarebbe dovuto restarle vicino per gli ultimi 26 anni, ma questo pare non essere un gran problema. Così vanno a bere, si ubriacano e partono per la crociera della luna di miele.

L’idea di fare un film dove padre e figlia recuperano un rapporto non è nuova, ma impostarlo sullo stile della commedia romantica sarebbe potuta essere un’idea simpatica. Ma è difficile sopportare tutti i problemi di questo film. Prende gli stereotipi delle commedie romantiche, li abbina a quelli dei film sui rapporti di famiglia e li imprigiona in una gigantesca nave da crociera con altri personaggi stereotipati.

Tipo la guida giamaicana che si fa le canne o la coppia gay effemminatissima. Che poi, la maggioranza delle persone che incontrano sono coppie in luna di miele, si può sapere perché invece di godersela decidono di star dietro ai drammi di due sconosciuti? Come se bastasse una settimana di crociera per ricucire più di 25 anni di vuoto! Ah no, basta per il magico potere della famiglia e di una storyline debole? Ah beh, allora perfetto.

Non il massimo come relazione padre/figlia

La spiegazione del perché Harry ha lasciato la famiglia è una delle cose più raccapriccianti, banali e superficiali che si potessero creare. E di certo non è una ragione sufficiente per venire perdonato. Così come è tremendo il motivo per cui lui è tornato (spoiler, gli è morto il migliore amico e si sentiva solo) e che questo motivo provochi empatia verso di lui da parte di tutti, e non l’odio che si meriterebbe.

Ma il peggio è forse una battuta intorno alla metà del film. Harry dice che pensava che Rachel fosse così legata al lavoro per stare lontano da lui durante la vacanza, ma in realtà è così e basta:  “forse è proprio una stronza”. No Harry, non lo è. Ha 31 anni, sei comparso dal nulla e pretendi di farle da padre, in crociera non ci voleva andare ed è ad un passo dalla promozione. Fossi una persona normale le staresti vicino, aiutandola a proseguire per la sua strada. E invece l’unica cosa che ti importi è farne la tua bambina, quando ora è una donna.

Tale Padre vorrebbe far credere che basti una crociera a sistemare la vita di tutti, ma riesce solo a mettere assieme un’accozzaglia di seccanti banalità.

Rachel non aveva bisogno di suo padre, ma di conoscersi e capire che la felicità ha forme diverse per ogni persona. E lei la sua l’avrebbe potuta trovare senza bisogno di farsi una famiglia, ma vivendo la sua vita al meglio, tra lavoro e passione. E invece questa cosa le è stata infilata giù per la gola, giusto perché per qualche ragione una carriera splendente e una grande abilità per gli affari sembrano non essere la strada giusta verso la soddisfazione. Gente, a 31 anni si ha tutto il tempo del mondo per fare tutto, non c’è bisogno di andare a rincorrere il genitore egocentrico e arrogante convinto di avere i segreti dell’universo sulle dita.

Visto che Mr Z e io apprezziamo entrambi la frase Sapere è potere ho il compito di gestire le news, nel tempo libero scrivo anche qualche articolo.