The Purge: pronti alla notte del giudizio?

Article by · 7 settembre 2018 ·

The Purge è una serie action/horror prodotta da USA Network e distribuita in Italia da Amazon, tratta dalla fortunata serie di film in Italia conosciuta come “La notte del giudizio”. Lo show è opera dello stesso creatore James DeMonaco, alla scrittura anche di questo pilot.

What is America?

Il titolo del primo episodio è tanto esplicativo quanto difficile da decifrare. Cos’è l’America? O meglio, cos’è diventata l’America, visto che la saga The Purge è ambientata in un futuro distopico in cui la violenza è il mezzo di controllo sociale privilegiato. Secondo i dettami dei Nuovi Padri Fondatori (NFFA) una notte all’anno, per dodici ore, è legalmente consentito l’uso della violenza, compresi i vari crimini contro la persona. Le forze dell’ordine hanno l’obbligo di non intervenire e chiunque può sfogare i suoi istinti primitivi verso chi vuole. Un evento che si ripropone ogni anno, vissuto in modo diverso da personaggi di diversa estrazione sociale (i poveri che non hanno possibilità di difendersi dagli aggressori sono i più vulnerabili) e con obiettivi diversi. C’è chi lo usa a fini politici, chi religiosi e chi ne approfitta per ottenere dei vantaggi. Insomma, con queste premesse potremmo essere di fronte ad un’autentica bomba.

Countdown

Quindi The Purge è bella? Effettivamente è ancora difficile dirlo, considerato che il pilota esaspera l’attesa dello spettatore proponendo una puntata totalmente introduttiva. Come ci si sarebbe aspettati, non ci si trova subito in mezzo all’arena anarchica della notte del giudizio bensì qualche ora prima. Le quattro storyline principali si mostrano e posizionano i protagonisti sulla scacchiera, mentre un conto alla rovescia ci avvicina al momento in cui ogni regola perderà di valore. Soltanto gli ultimi minuti avvengono a sirene già suonate e lasciano intravedere la prima esplosione di violenza. Come se fino a quel momento si fosse visto un lunghissimo trailer.

Cosa aspettarsi?

E questa è LA domanda che sorge alla fine di “What Is America”; cosa ci si può aspettare da The Purge da qui in avanti? Intanto il fan della saga cinematografica si aspetta di ritrovare tutti gli elementi che caratterizzano i film: violenza, azione e quell’horror generato dal clima ansiogeno che si viene a creare. Lo spettatore più vicino alla televisione pretende, invece, che le storie dei diversi personaggi siano appassionanti e interessanti. Finora le più curiose riguardano Rick e Jenna, coppia che intraprende un cammino di scalata sociale ma che deve fare i conti con un triangolo amoroso scomodo, e Jane, che all’inizio della purga assume un sicario. Rimandate la ricerca di Miguel e la setta di Penelope. La questione più interessante, e che si spera riuscirà ad emergere anche dalla scrittura, è la critica politica alla violenza che si esprime attraverso l’epurazione. Lo stato di natura hobbesiano che si crea in assenza di autorità è uno spunto filosofico profondo sulla determinazione della natura umana; si può discutere a riguardo dell’esigenza di ogni individuo di prevalere sull’altro (fisicamente e non). La moralità è radicata in ogni individuo, come sosteneva Kant? O è la società che definisce i valori morali della persona?

Ce la farà dunque The Purge a far coincidere le esigenze della serialità televisiva contemporanea e allo stesso tempo mantenere le sue caratteristiche di fondo al fine di non perdere la sua identità?
Per ora si limita a preparare il terreno con un episodio quasi totalmente introduttivo che sottolinea le grandi potenzialità, ma anche gli enormi rischi del prodotto.

Qualunque cosa abbia una storia la divoro: film, serie TV, fumetti, libri, videogiochi. Mr. Z dice di stare attento alla linea, ma io rispondo che di cultura pop non è mai morto nessuno. Finora.