Ma come ti vestivi? Ep.2: A Long Time Ago…

Article by · 30 gennaio 2018 ·

Accettiamo di buon grado il fatto che molte serie e film ambientati nel passato perdano volontariamente un po’ di veridicità, in modo da essere più fruibili dallo spettatore e accontentare i gusti odierni. I nostri eroi non possono quindi avere denti marci, essere troppo maschilisti o fondamentalisti religiosi e via dicendo.

Anche gli abiti non vengono risparmiati e subiscono diversi cambiamenti, che in certi casi sono comprensibili. Prenderemmo molto poco sul serio il nostro protagonista medievale se questi andasse in giro indossando una calzamaglia completa di piedi di due colori diversi, uno per gamba. O avesse un taglio di capelli degno di Lord Farquaad. Per non parlare dei “pacchi” prominenti in molti calzoni e armature.

Sebbene molte modifiche siano perdonabili, altre invece sono sintomo di un tentativo estremo di modernizzare l’opera o di palese ignoranza e disinteresse da parte del reparto costumi. Ecco quindi una lista di alcuni dei più evidenti MA COME TI HANNO VESTITO?, edizione historical fiction. Lo scorso episodio era dedicato alle donzelle, le principali vittime di questi peccati di stile, ma ora è il turno dei messeri. Gli uomini patiscono meno gli abusi del reparto guardaroba, e la costante è l’abbondare di abiti in pelle e camice scollate indipendentemente dall’epoca. Andremo quindi a cercare un po’ di più il pelo nell’uovo.


MERLIN

Sì, lo sappiamo, Merlin è una serie fantasy, quindi può pur prendersi qualche licenza, no? La nostra risposta è sì e no. Sappiamo che Merlin non spicca di eleganza e, sebbene il suo fandom sia immenso, la storyline è talvolta goffa e gli effetti speciali ridicoli. Inoltre l’essere ambientata in un Medioevo non ben definito le permette di giocare come vuole con stile, architettura e il mito. Ma tutte queste valgono come scuse o colpe? Da una parte, Merlin è un prodotto godibile e piacevole, dall’altra a volte fa cascare le braccia per quanto sia poco rifinito. Anche nel settore guardaroba.

Senza parlare delle inesattezze storiche, spesso sembra che agli attori vengano fatti indossare abiti che troveremmo al mercato, senza alcun tentativo di dargli un sapore medievale. A momenti sembra di vedere Hunger Games, con personaggi della nostra epoca che vagano per i boschi. Se Artù indossa quasi sempre l’armatura, a Merlin è stato appioppato lo stesso outfit in due tinte diverse, con tanto di foulard al collo e giacca a là H&M. Da notare inoltre Sir Percival, che lascia uscire il suo spirito un po’ burino rifiutandosi di indossare alcuna maglia provvista di maniche, incluso quando si tratta dell’armatura. Quando nessuno lo vede si bacia anche i bicipiti?

Consiglio alternativo super banale: c’è serie fantasy medievale i cui costumi sono anche super curati, devo anche dirvi quale?


VIKINGS

Sembra duro trovare dei difetti a Vikings, la serie ideata da Micheal Hirst che ora è alle quinta stagione. Lo stile dei nostri amati vichinghi non è lasciato al caso, in quanto i costumisti hanno detto di essersi ispirati alle cronache e ai dipinti dell’epoca e alle descrizioni di chi ha incontrato i terribili norreni. Così sono nati alcuni dei look più epici di sempre, come le elaborate capigliature sia maschili che femminili (su Youtube potete trovare tantissimi tutorial su come acconciare i vostri capelli da vera shieldmaiden) e il pesante uso di eyeliner. Floki e il suo trucco sono diventati quasi di moda.

Si sa che però nessuno è perfetto, e la cosa che ha irritato di più gli esperti del settore sono le armature. Anzi, la totale assenza di armature, che porta i vichinghi a combattere molto poco protetti, a volte perfino a torso nudo.

E quando le armature invece ci sono? Sbagliate anche quelle. I Sassoni appaiono in pieno assetto da guerra, ma pare che gli elmi, gli scudi e le cotte che sono stati scelti arrivino da epoche e luoghi completamente diversi dall’Inghilterra del IX secolo. Sì, anche all’epoca i mercanti trasmettevano la cultura in luoghi lontani, ma è difficile credere che elmi italiani di due secoli dopo fossero nei campi di battaglia contro Ragnar e compagni.

Lo scontro Sassoni vs Vichinghi ti ha lasciato la voglia per un altro scontro tra civiltà? Marco Polo fa per te. Cina, Mongolia, Asia e Europa si scontrano portando anche lo spettatore alla scoperta di culture sconosciute.


THE MUSKETEERS

Passata un po’ in sordina, The Musketeers è una serie BBC trasmessa dal 2014 al 2016. Tra i suoi interpreti vediamo Luke Pasqualino e Tom Burke.
Volendo raccontare la storia de I Tre Moschettieri, The Musketeers è un prodotto interessante e piacevole, ma non abbastanza per spiccare tra la folla di serie tv storiche.

E riguardo ai vestiti? Sebbene non faccia strafalcioni solenni, naviga sempre col trash in vista. Esempio è Milady, che essendo la femme fatale della situazione deve sempre indossare abiti sgargianti e vistosi. Ma il vero peccato è nel reparto maschile, in quanto sembra che tutti i personaggi, compreso il Cardinale Richelieu, interpretato da Peter Capaldi, il nostro amato dodicesimo dottore, siano affetti da un’insana passione per la pelle. E non parliamo di stivali di pelle e magari una giacca da abbinarci, per il piccolo biker del 17esimo secolo.

La situazione è più grave. I nostri eroi, difensori del Re e della nazione, camminano per le strade di Parigi coperti di cuoio da capo a piedi. Non si salvano nemmeno i cappelli. Inutile dire quanto tutto ciò sia privo di senso, a partire dalla scomodità che questo tipo di abbigliamento urla solo a vedersi. Dove sono le allegre vesti blu con tanto di croce bianca a cui pensiamo quando diciamo Moschettiere? Capiamo che siete degli eroi duri e puri e pieni di drammi, ma se magari spendeste un po’ meno in lucido per cuoio sareste un po’ più felici.

Voglia di Francia, re che si chiamano Luigi e decandenza in ogni angolo? Le due stagioni di Versailles sono ora su Netflix.


DA VINCI’S DEMONS

Chiudiamo in bellezza col capolista, quando si parla di serie trash. Abbiamo già analizzato i peccati di stile che hanno subito le donne di Da Vinci’s Demons, ma gli uomini non sono da meno.
Quando le donzelle venivano coperte di piume scarlatte o avvolte in abiti da settimana della moda parigina, Leonardo, Zoroastro e Nico davano il meglio di sé mostrando a tutta Firenze cosa c’era sotto le loro camicie. Perché sì, costante di questa serie sono i petti maschili in bella vista, quasi i nostri eroi abitassero in un mondo parallelo in cui non ci prende mai il raffreddore. Giacche moderne e scollature da capogiro quindi, alla faccia di quelli che dicevano che all’epoca gli uomini indossavano poco virili calzamaglie.

Il re di questa sfida al ribasso è però il cattivo della serie, Riario. Interpretato da Blake Ritson, Riario non sale sul carro dei bellocci ti mostro quasi l’ombelico, ma opta per uno stile emo da testa a piedi. Essendo cattivo, deve vestirsi di nero, no? Vittima anche lui della passione per la pelle, il tocco di stile finale sono però i suoi famosi occhiali da sole sfoggiati in più episodi. I suoi inseparabili amici però devono aver viaggiato nel tempo, perché appartengono a Ritson stesso, appassionato di storia, che ha ammesso che si tratta di veri occhiali da sole storici, ma dell’ottocento.

Firenze non ci basta mai? Per restare nel Rinascimento in maniera un po’ meno trash (ma solo un po’), rispolverate la prima stagione dei I Medici, in attesa dei nuovi episodi.

 

 

 

Quando non sto inseguendo Mr. Z per farmi ridare la mia bacchetta magica, scrivo di serie tv e film storici perché sono nata troppo tardi per fare la piratessa.