Tidelands, Netflix e le sirene d’Australia

Article by · 19 Dicembre 2018 ·

Tidelands, la nuova serie australiana prodotta da Netflix, è arrivata da qualche giorno. Si tratta della prima serie tv australiana firmata Netflix, quindi dovrà essere qualcosa di grandioso, in teoria. No?

Tidelands e Ophelia Bay

Di serie anglofone è pieno il mondo, ma solitamente si tratta di prodotti statunientesi o inglesi. L’Australia, in tutto questo, è rimasta quasi esclusa, dando attori ad Hollywood e venendo poco seguita nel mondo della serialità. Forse è anche per questo che il mondo australiano pare, allo stesso tempo, un po’ già conosciuto e un po’ alieno in questa serie. Non abbiamo mai avuto molte occasioni per vedere l’Australia raccontata dagli australiani e, meno ancora, attraverso prodotti mainstream.

La protagonista è Cal, una giovane di circa ventiquattro anni appena uscita di prigione che finalmente torna a casa, a Ophelia Bay, un luogo abitato solo da persone che di lei farebbero volentieri a meno. Questo comprende anche la madre (che si è presa la fetta di eredità della ragazza alla morte del padre), la polizia, il fratello, i vecchi amici di famiglia e gli abitanti di una comunità separata dal resto del mondo: i Tidelands.

Ophelia Bay è un paesucolo in mezzo al nulla, in Australia, un’isola in mezzo all’oceano. Ai suoi abitanti piace così, in modo che nessuno si immischi nei loro affari. Ed è per questo che i Tidelands hanno stabilito lì la loro comunità separata dal resto mondo. Così come è per questo che il commercio di droga del fratello di Cal prospera senza problemi e con l’appoggio della polizia. Tutto va avanti senza ostacoli in un piccolo villaggio sul mare quindi, almeno fino all’arrivo della protagonista e di qualche altro ospite non voluto.

Qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio

E qualcosa di blu. Per fare la parte del blu c’è il mare, cosa di questa serie è piena. Di vecchio c’è il solito spaccio di droga e gli oscuri segreti di famiglia, che sono un classico che, se fatto bene, non stanca mai. Il nuovo? Non tantissimo in realtà, ma la presenza della comunità un po’ hippy, inserita in un contesto fatto di omicidi e spaccio, ha un che di strano.

C’è da dire Tidelands non vuole necessariamente innovare. Prende una leggenda come quella della sirene e la unisce ad un elemento moderno come lo spaccio di droga e la guerra di zone. Conclude con una spolverata di soprannaturale, lotta di potere, e una discreta quantità di fanservice, oltre a un bel po’ di tensione sessuale. Ma, d’altro canto, i Tidelands sono i figli di uomini e di sirene. Questo basta per giustificare la facilità con cui alcuni personaggi finiscono per far sesso con altri o il rapporto conflittuale che hanno verso reggiseni e vestiti.

Per spezzare una lancia, poi, a favore del fanservice all’interno di questa serie, c’è da tenere conto del fatto che non sia mai così gratuito. Una volta è Cal che fa il bagno nella sua vasca, quella dopo è qualcuna che nuota in mezzo all’oceano. Non ci sono gridolini di imbarazzo quando vengono viste nude o improbabili corse verso un asciugamano che, per qualche ragione, si trova dall’altra parte della casa.

Quello che è normale solo in una serie

A volte viene difficile accettare la realtà che è stata creata all’interno di una serie TV. Nel caso di Tidelands ci sono molti particolari che, nel momento in cui ci si ferma a pensare, possono dar noia. Per esempio, tutti a Ophelia Bay sanno dei poteri degli abitanti della comune e della loro non completa umanità. Così come sanno della produzione di droga, senza che la cosa dia fastidio a nessuno degli abitanti. Allo stesso modo può far storcere un po’ il naso il fatto che lì muoia un sacco di gente e la cosa non importi a nessuno. Neanche alla polizia. Senza contare poi la grandiosa quantità di relazioni sentimentali che, casualmente, vanno tutte a creare conflitti di vario tipo.

Detto ciò, sicuramente Tidelands non si propone come una serie che vuole cambiare il mondo, ma è capace di intrattenere. Si lascia guardare e prova a mettere una goccia di magia senza bisogno di essere per forza di cose del tutto concentrata sul mondo soprannaturale. È divertente, ma sicuramente non adatta a chi non è in grado di non prendersi sempre sul serio. Non è Sons of Anarchy, Game of Thrones, o Breaking Bad, ma ne è consapevole e va bene così.


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