Titans: un pilota migliore dei trailer

Article by · 15 ottobre 2018 ·

Siamo tutti partiti prevenuti davanti a Titans, la nuova serie DC comics e distribuita nel mondo da Netflix. Il pilota però si presenta migliore di qualsiasi previsione.

Un pilota che inizia bene

Tra trailer poco convincenti e foto rubate dal set che non sembravano promettere nulla di buono, questa serie non è partita con la benedizione dei suoi fan. Ma, contro ogni aspettativa, il pilota sembra dare rinnovate speranze. A dominare la storia sono il detective Dick Grayson (Robin) e Rachel (Raven). Lui è adulto, ha lasciato Gotham e lavora a Detroit. Nella notte sbuca dal nulla per combattere il male come non può fare durante il giorno nella polizia, ovviamente con violenza e sangue.

Rachel invece è una ragazzina del liceo, è tormentata dagli incubi e vive con la madre religiosissima che spera di poter curare la sofferenza della figlia con preghiere e crocifissi. In un’altra occasione sembrerebbe un comportamento senza senso, ma che dentro la ragazza ci sia un che di demoniaco è chiaro fin da subito. Così com’è chiaro che la donna sappia più di quanto non voglia dire alla figlia. Malgrado questo, la vita di Rachel non sembra così male.

E poi tutto va in rovina. La madre della ragazza viene uccisa davanti ai suoi occhi e Rachel fugge dalla sua città natale a Detroit, inseguita da chi le ha assassinato la madre, fino a incontrare Dick. Loro due riescono a incontrarsi fin dal pilota, mentre la storia di Starfire si muove in Europa, dalle parti di Vienna. Lì la donna, perché in questa versione l’aliena è una donna adulta, come Dick Grayson non si fa problemi a usare le sue capacità per combattere, sporcandosi le mani di sangue. Se, malgrado la distanza, dalla linea di Starfire si intuisce come lei arriverà in contatto con gli altri Titans, per quel che riguarda Beast Boy invece si vede appena il personaggio a fine puntata.

Non è per forza un male, anzi. Il pilota di Titans si prende il tempo di introdurre la trama della serie e la situazione di tutti i personaggi, senza insistere e aggiungere screen time a chi, per ora, non ha bisogno di averne. Se per Beast Boy bastano due brevi scene per presentare il personaggio, bene così.

Titans e non Teen Titans

Rachel/Raven e Beast Boy sono teenager, ma Dick e Starfire no, e questo viene chiarito senza problemi. Ma a gridare a gran voce che questa serie non sia “teen”, in senso stretto, è anche la gran quantità di violenza e, soprattutto, sangue. Quando Robin picchia un gruppo di spacciatori, Raven assiste all’omicidio della madre o Starfire combatte, non solo viene mostrato tutto, ma viene anche mostrata la moralità grigia dei protagonisti. Insomma, siamo davanti a una serie meno patinata di altre del suo genere, più violenta delle sue colleghe dell’Arrowerse e ben distante da sue simili come Runaways.

Il mondo è cattivo. La violenza esiste, i protagonisti lo sanno bene, e, a volte, bisogna entrare a far parte di questa realtà per poter riuscire nei propri scopi. Alla fine del pilota due personaggi su quattro hanno già ucciso qualcuno, in tre si sono trovati a combattere, a volte andando a cercare la lotta, e tutti e quattro hanno infranto delle leggi. Sono state dette parolacce, si è parlato di sacrifici umani, si è anche accennato alla pedofilia e sono state fatte minacce di morte. E di fronte a tutto questo, unito a effetti speciali rispettabili per una serie, si passa tranquillamente sopra ai batarang a R di Robin e la parrucca di Starfire.

Alla ricerca dell’identità

Quindici o vent’anni fa, questo tema sarebbe stato centrale solo in una serie per teenager. Ora invece si adatta bene anche a chi è più grande. Ogni personaggio di Titans ha delle ragioni per cercare qualcosa di più riguardo a loro stessi. Si tratta di qualcosa di palese con Rachel/Raven, inconsapevole dei suoi poteri e delle sue origini, ma anche con Robin è evidente.

Lui, adulto e con una carriera, ha sempre vissuto nell’ombra di Batman. Si trova ora, per quella che potrebbe essere la prima volta, libero dalla presenza del pipistrello. Anche se il suo maestro non è lì, Robin si trova comunque schiacciato dal suo peso. Questo viene messo bene in chiaro nel combattimento che si vede anche nel trailer. Quello del “Fuck Batman”. Questa frase, senza contesto nel pilota, prende un significato più importante, dove in due parole vengono messi in luce tutti i problemi tra Batman e Robin. E chissà che andando avanti Dick non diventi Nightwing. Visto che lui, per ora, è l’unico dei Titans a “fare il Titan”, per così dire. Senza essere però in pace con la sua identità, come i suoi compagni.

L’importante però è che questa serie mantenga il livello del pilota, prendendo velocità e, magari, togliendo un po’ di filtro ingrigente. Perché potrebbe davvero essere qualcosa in grado di stupire, in positivo. 

Visto che Mr Z e io apprezziamo entrambi la frase Sapere è potere ho il compito di gestire le news, nel tempo libero scrivo anche qualche articolo.