Tutte le volte che ho scritto ti amo: What Do They Know? Do They Know Things?? Let’s Find Out!

Article by · 4 settembre 2018 ·

ATTENZIONE: è fortemente consigliata la visione del film prima della lettura del seguente articolo, poiché potrebbero essere presenti spoiler. Inoltre, all’interno dell’articolo ci sono gag comprensibili solo a chi ha visto la suddetta opera.

Lara Jean Song Covey

L.Vedere il film è stato uno strazio e, se avete letto  la nostra recensione, lo sapete. Recensirlo è stato faticoso e cos’altro potevo farmi mancare se non una bella intervista con i protagonisti? Diamo il benvenuto a Lara.

LJ. Sono Lara Jean.

L. Sì, lo sanno, non devi presentarti.

LJ: Ma io dicevo a te, mi chiamo Lara Jean.

L. Eh… lo so, lo so bene, ti chiamavano tutti con il tuo nome completo lì.

LJ. E perché tu non lo fai?

L. Se no cosa fai, ti arrabbi per quaranta secondi per poi tornare super mega ultra BFF?

LJ. Ah che bello, siamo amici? Allora domani andiamo al parco.

L. No, no aspetta ero ironico.

LJ. Cosa?

L. Dai su, c’era l’ironia in quel film, no? Cioè era banale e scritto male, ma un minimo di decenza ce l’aveva…

LJ. Non ho capito quindi se vieni o meno al parco.

L. Passiamo alle domande, va. Cominciamo dalle lettere. Che ci puoi dire a riguardo?

LJ. In realtà le lettere sono solo un espediente narrativo molto paraculo che sicuramente funziona, però rende tutto molto facile, anzi, scontato. Prendi anche solo il fatto che ci fosse l’indirizzo… cioè, per quel motivo avrei dovuto mettere l’indirizzo? Perché in fondo volevo che venissero spedite e lette? Sì, cioè può essere, però… perché non usare il pc, ma farlo a mano? O un diario come tutte le ragazzine del cazzo di questi filmetti da domenica pomeriggio prima di tornare a scuola?

L. … … … Chi sei tu…?

LJ. O cavolo, sono uscita dalla parte… volevo dire… quelle lettere mi servivano a superare la mia cotta perché solo l’inchiostro sulla carta avrebbe potuto aiutarmi ad andare avanti. E anche se non volevo ammetterlo speravo venissero spedite.

L. Faccio un po’ fatica a crederti ora…

LJ. Perché dovrei mentirti? Non mi piace dire bugie, soprattutto al mio super mega ultra BFF.

L. No, ma guarda che io scherzavo… va be’, seconda domanda. Ma è possibile che non ti sia mai venuto in mente di “indagare” sulla persona che ha spedito quelle lettere?

LJ. Perché avrei dovuto, ero convinta le avessero date in beneficenza.

L. E secondo te dando una scatola in beneficenza, o buttandola, qualcuno la apre e spedisce le lettere così tanto per?

LJ. Ti stupiresti se provassi a dare fiducia al prossimo.

L. Ok, così sei anche un po’ troppo sdolcinata persino per i tuoi standard.

LJ. Dici? È che non capisco mai quanto devo essere rincoglionita…

L. Cosa?!

LJ. Chiunque avrebbe potuto spedire quelle lettere.

L. No, no ripeti quello che hai detto prima.

LJ. Chiunque avrebbe…

L. No, no quello prima (dio, quanto sei un cliché vivente).

LJ. Non ricordo sinceramente di cosa stessimo parlando.

L. Mi sa che da qua non ne usciamo… altra domanda: non ti è venuto in mente per nemmeno un secondo che fingendo di stare con uno ti saresti innamorata di lui?

LJ. Ma come avrei potuto innamorarmi di lui? Era così popolare, mentre io…

L. Ok, spiegami un po’ come funziona la popolarità lì nelle vostre scuole americane.

LJ. Se sei uno sportivo sei popolare, se sei una cheerleader sei popolare.

L. E se sei nel club audio/video sei sfigato?

LJ. Esatto.

L. Wow, bentornato ventesimo secolo.

LJ. Grazie.

L. Com-, cos-? Non voglio sapere… comunque anche se era così popolare non mi sembrava così snob, anzi molto disponibile.

LJ. Sì, ma lui voleva solo riprendersi Gen.

L. Sì, ma se dopo quattro mesi il piano non funziona… o fate schifo voi, oppure il piano è passato in secondo piano, scusa il gioco di parole.

LJ. E infatti alla fine ci siamo messi assieme.

L. Sì, lo so, ma quello che volevo dire è che ci avete messo un po’ a capirlo.

LJ. Be’ meglio tardi che mai, no?

L. Oddio…. sì, ma siete statti fidanzati per finta per quattro mesi in cui passavate un sacco di tempo assieme, parlavate di cose intime e praticamente eravate una coppia solo senza il sesso.

LJ. Non ci baciavamo neanche.

L. Ma mi prendi per il culo? Il concetto è quello.

LJ. Scusa, non ti arrabbiare.

L. È che sembri un’idiota a volte.

LJ. Non è colpa mia, mi disegnano così.

L. Carina questa. Comunque per una volta ho un sacco di domande e infatti spero di avere tempo poi per gli altri ospiti. Parliamo un po’ del tuo elastico per capelli, ci hai messo una vita ad accorgerti che non ce l’avevi più, non avevi detto che era importante per te?

LJ. Sì, lo era.

L. E non hai mai chiesto a Peter di ridartelo o che fine avesse fatto?

LJ. No.

L. Secondo me tu diventerai una panchina, di questo passo.

LJ. Non credo, faccio molti esercizi per rimanere in forma.

L. Magari mi riferissi alla pancia… comunque perché non hai chiesto niente se ci tenevi a quell’elastico?

LJ. Eh boh era andato, perduto per sempre.

L. Non mi sembra che tu sia una che si fa molte domande vero?

LJ. Quali domande?

L. Appunto. Com’è possibile che tutto quello che ti accade non ti incuriosisca nemmeno un po’? Non sai chi ha spedito le lettere, non ti chiedi dove sia finito il tuo elastico, non ti preoccupi del fatto che la tua finta relazione sia più un rapporto inespresso che altro…

LJ. Oh cazzo ti devo dire? Che poi lo dice quello che fa le interviste solo per smersare gli altri.

L. Posso parlare finalmente con la LJ furba anzichè la bambolina?

LJ. Dimmi, hai quattro secondi.

L. Oddio, pensi di essere pronto, ma poi quando succede non sai mai cosa dire e…

LJ. Tempo scaduto.

L. Noooooooooooo. Allora direi che per oggi abbiamo finito, addio Lara Jean.

LJ. Ci vediamo dopo al parco super mega ultra BFF.

Sono il direttore del sito e mi occupo anche del profilo Facebook di WSS?. Quando Mr. Z me lo concede posso uscire dalla mia stanzetta, ma è molto raro.