Widows: Eredità Criminale

Article by · 22 Nov 2018 ·

Widows: Eredità criminale è il nuovo film di Steve McQueen uscito nelle sale questa settimana e basato sull’omonima serie tv degli anni ’80.

Le vedove del crimine

Chicago, giorni nostri. Un colpo mal riuscito costringe tre donne a darsi alla malavita per rimediare a un debito che i loro mariti avevano contratto.

Veronica Rawlings (Viola Davis) è a capo di queste vedove, ex insegnante sposata con Harry (Liam Neeson), morto durante l’ultimo colpo effettuato ai danni di Jamal Manning (Brian Tyree Henry), un afroamericano candidato alla presidenza per lo stato dell’Illinois. Le altre donne, Linda Perelli (Michelle Rodriguez) e Alice Gunner (Elizabeth Debicki), entrano nella banda di Veronica, assicurando alla donna la loro fedeltà alla causa.

Risulta un po’ confuso e fumoso questo nuovo film di Steve McQueen, scritto in collaborazione con Gillian Flynn, autrice del romanzo e poi divenuto film Gone Girl – L’amore bugiardo. Confuso perché la presentazione dei personaggi non è chiara e risulta essere un po’ approssimativa, specie tra un punto e un altro della trama. Anche i vari flashback sono di questa risma, specie quelli che riguardano la vita di Veronica e Harry. Le altre donne del cast poi vengono introdotte in modo frettoloso, quasi incurante nel far capire allo spettatore cosa sta davvero accadendo in scena.

Tra il dire e il fare…

Il piano di Veronica risulta tanto semplice quanto raffazzonato. Sembra che, durante le due ore di film, le donne tentino disperatamente di convincere il pubblico di essere in grado di fare ciò che fanno, non credendoci neanche loro però. La loro preparazione criminale dura pochissime scene, così come il loro imparare a sparare e a incendiare le auto che dovranno distrarre la polizia dal loro reale obiettivo.

Il film è lento e veloce al tempo stesso: è lento per quanto riguarda i rapporti tra i personaggi e ciò che loro svolgono in scena, ma è velocissimo quando si tratta di venire al sodo dell’operazione, risultando anche troppo veloce sotto un certo punto di vista. Non basta digitare tre codici in croce per aprire una cassaforte, come non basta sparare una volta a un bersaglio per diventare un cecchino. Certo, non potevamo pretendere di vedere in due ore un allenamento vero, ma neanche che dall’oggi al domani comprino una pistola e imparino a usarla in due scene in tutto.

Anche i personaggi, dal canto loro, risultano credibili fino a un certo punto. Ad esempio, Alice ci rivela un’adolescenza burrascosa mai approfondita durante il film, tolto che finisce a fare la squillo per un tizio che la paga profumatamente.

Anche il negozio di Linda, chiaramente un negozio per le Quinceañera ispaniche viene presentato così, a caso, senza approfondire minimamente la cosa, tolto che è piena di debiti e che rischia di perderlo per sempre.

Nonostante questo però, il film regge fino alla fine sia a livello di ritmo sia a livello di trama. La trama di per sé non ha buchi, i buchi veri li hanno in parte i suoi personaggi che vengono rappresentati ora in modo lento, ora in modo veloce.

…E alla fine…

L’obiettivo del film si può dire raggiunto, i due (McQueen e la Flynn) hanno ridato voce a una serie televisiva anni ’80 in un modo tutto sommato buono, anche se non si può non tener conto delle critiche che qui gli abbiamo mosso. Il film è quindi promosso con una leggera riserva.

Ho poca pazienza e leggo troppi libri; sono fedele solo a Mr. Z.
La mia rubrica “I Dis-adattati!” è nata per guidare tutti coloro che vogliono vedere serie tv tratte dai libri senza brutte sorprese.