Avengers Endgame: l’apice dell’epicità [recensione]

Article by · 25 Aprile 2019 ·

Avengers: Endgame è un film del 2019 diretto da Anthony e Joe Russo. La pellicola (di 3 ore e 2 minuti) è il sequel di Avengers Infinity War in cui tutti gli eroi Marvel finora comparsi si uniscono per combattere contro Thanos.

All’interno dell’articolo sono presenti spoiler su Infinity War. Inoltre, nella seconda metà dell’articolo, con le dovute segnalazioni, ci sono anche spoiler su Endgame.

Dove eravamo rimasti?

Endgame comincia due giorni dopo l’oramai noto schiocco di dita di Thanos. Gli Avengers sono spezzati e dimezzati e cercano Thanos nell’universo per rimediare a ciò che ha fatto. Ad aiutarli, ora, c’è anche Captain Marvel, che non era apparsa in Infinity War poiché era alla prese con i problemi di altri pianeti.

Tutti i personaggi si sentono più o meno colpevoli per ciò che è successo e chi soffre di più è Thor – ha avuto una chance per uccidere il titano, ma ha fallito. Non solo si è ritirato, ma non vuole nemmeno sentir nominare il nome di Thanos. La sconfitta è pesante e apparentemente immutabile; il Dio del Tuono è solo un esempio della devastazione che quel momento ha lasciato. Tutti vogliono tornare indietro per ripristinare quel 50% della popolazione universale, tutti tranne uno/a che non vuole perdere ciò che ha.

11 anni e portarli benissimo

In queste tre ore di film non mancano le autocitazioni dell’MCU: la Marvel sa quello che ha fatto, sa cosa ha costruito e sa cosa vogliono i fan. Non ci sono momenti in cui sembrano leziosi e si guardano allo specchio, c’è una giusta consapevolezza di ciò che è stato fatto e ora è il momento di raccoglierne i frutti. I protagonisti di questa pellicola sono di nuovo gli Avengers originali, cambiati nel corso degli anni e distrutti da quella battaglia. Se in Infinity War c’era la scoperta di quanto sia grande l’universo, qui c’è la consapevolezza che lo sia, è arrivato il momento di esplorarlo e capire che non combattono solo per loro, non più. Salvare New York era solo un’esercitazione, in confronto a questo.

La dimostrazione del fatto che la Marvel ha dato vita a qualcosa di unico, unendo la serialità al cinema e creando qualcosa di nuovo, ci è stata data anche dal fatto che la sala in cui abbiamo visto Endgame applaudiva più o meno ogni 30 minuti. La gente era emozionata, esaltata, tutti volevamo vedere questo film: siamo cresciuti con la Marvel e continueremo a farlo. L’universo espanso non è solo una sequenza di film, ma è la creazione di un vero universo parallelo, reale e tangibile. Il motivo per cui la sala era emozionata è perché tutti i film hanno portato a questo momento. Non è solo un crossover, è il finale di una serie durata 11 anni.

Lo scontro finale è l’apoteosi di ciò che è stato costruito. Se la battaglia di Infinity War in Wakanda è stata epica, questa va oltre quel livello, è una scena che mette i brividi, che si prende i suoi momenti per emozionare, tra giuste decisioni a livello di sceneggiatura e di regia. Durante lo scontro siamo tutti lì, un esercito alleato contro Thanos in una battaglia letteralmente senza esclusioni di colpi. È qualcosa che potremmo descrivere per filo e per segno, ma va assolutamente vista. Quello è il momento a cui tutto l’MCU voleva arrivare dal 2008, quando ha mostrato al mondo il primo Iron Man.

Questo film è la fine di un’era, ma l’inizio di una seconda ancora più grande (e gloriosa). Ciò che ci aspetta il futuro sarà inimmaginabile e immenso, ricco di personaggi che dovranno porsi uno di fronte all’altro contro nemici sempre più invincibili.

11 anni non solo per noi

Per concludere, tutti i personaggi sono cambiati, cresciuti con noi e nessuno di loro, se si guardasse indietro, si riconoscerebbe. Se pensate a Capitan America come a colui che ha combattuto il Teschio Rosso, vi troverete davanti un personaggio completamente diverso. Lo stesso vale per gli altri. Clint ha cambiato il suo look, ma anche il modo di combattere. L’universo è in continua evoluzione e anche i personaggi non sono da meno.


Da qui in avanti saranno presenti SPOILER, quindi è sconsigliata la lettura a chi non ha visto il film


Se proprio dobbiamo fare una critica a questo film è su Capitan Marvel, che, per quanto sia stata fondamentale durante la battaglia, non ha fatto tutto ciò che poteva. Insomma, il timore è che ora abbiano messo in campo il personaggio (o uno dei personaggi) più forte che hanno e quindi le minacce d’ora in poi dovranno essere di altissimo livello perché altrimenti lei con un pugno fa finire tutto. Non è che è troppo forte e non sanno come gestirla? Speriamo di no, per quanto abbiamo visto finora Kevin Feige e il suo team sanno esattamente quello che fanno e come farlo e noi non vediamo l’ora di vederlo.

Per tornare alla battaglia finale, l’inizio è la parte più epica, quando Sam chiama Cap e poi si sente l’urlo di T’Challa. Un momento da brividi che non pensavamo potesse essere eguagliato, visto che pochi minuti prima Steve Rogers aveva impugnato il martello di Thor. Sono tornati tutti compreso Spider-Man, che per prima cosa abbraccia Tony Stark. Lo schiocco di dita è stato annullato e ora sono lì in quella battaglia, uniti come non lo sono mai stati.

Parlando del viaggio nel tempo, invece, non possiamo non ritenerci soddisfatti: andare indietro non è stato il modo con cui hanno sconfitto Thanos, non hanno annullato tutto. Sono tornati indietro solo per prendere le gemme. Il timore che cancellassero ciò che era successo era forte e invece ora i personaggi dovranno convivere con quei cinque anni passati o da morti o senza il 50% della popolazione. È stata un’ottima scelta, gestita divinamente.

Per finire: la morte di Tony è la fine perfetta di un’era. Era stato lui ad aver dato il via a tutto questo e lui gli ha posto fine. Se è vero che la terza fase finisce con Spider-Man 2, è innegabile che questo film chiude un cerchio più grande, cominciato, come detto prima, 11 anni fa.

Grazie Tony, sei stato il miglior protagonista che l’MCU potesse avere.


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