BBC+Shakespeare= The Hollow Crown: A Long Time Ago…

Article by · 4 Aprile 2017 ·

Se dici BBC dici qualità

Se dici Shakepeare dici genio.

E se dici BBC+Shakespeare?

Dici The Hollow Crown.

Dimentichiamo però Romeo e Giulietta, MacBeth, Otello o AmletoThe Hollow Crown attinge da ben altre opere del bardo, quelle storiche. Meno famose, meno rappresentate, queste opere sono comunque dei capolavori che, talvolta, come nel caso di Riccardo III, hanno plasmato l’opinione pubblica su determinati personaggi.

Composta da due cicli, The Hollow Crown racconta le storie dei re inglesi da Riccardo II a Riccardo III, coprendo anche tutta la Guerra delle due Rose.

Il primo ciclo, composto da quattro film-episodi Riccardo II, Enrico IV parte 1, Enrico IV parte 2 ed Enrico V, è uscito nel 2012. Il secondo ciclo invece è andato in onda nel 2016 e consta dell’ Enrico VI parte 1, Enrico VI parte 2 e il Riccardo III.

Dimentichiamo però le rielaborazioni fantasiose che spesso si vedono a teatro. Questo Shakespeare non è ambientato in un futuro robotizzato, né i personaggi indossano costumi provenienti da mille epoche diverse: siamo in pieno Medioevo, nell’ambientazione la più reale possibile.

The Hollow Crown vuole provare a essere sia film storico che opera teatrale. Spesso al cinema vediamo film tratti da pièce teatrali, ma è molto raro vedere le opere vere e proprie portate sullo schermo, con tutti i cambiamenti che questo mezzo comporta. Un azzardo che però può riuscire con successo, portando un pubblico poco avvezzo al teatro a conoscere questi capolavori e allo stesso tempo dando loro una spolverata, un cambio d’abito. Ricordate Romeo+Juliet?

The Hollow Crown è però alquanto distante dal capolavoro di Baz Lurhman, e questa soluzione a prima vista può risultare noiosa, abituati come siamo a effetti speciali ed esagerazioni. La forza di The Hollow Crown, però, sta proprio nel riuscire a tirare fuori un capolavoro partendo da un materiale a prima vista ormai stantio.

Le parole del bardo di sicuro aiutano – perché quelle non invecchiano mai – ma un sapiente gioco di regia, cast, costumi e interpretazione dà a questo lavoro una chiave moderna e una qualità altissima.

Le battute sono quelle originali, non è avvenuta nessuna riscrittura (se non qualche taglio), e le parole sono messe in bocca a un cast eccezionale.

I protagonisti del primo ciclo sono infatti rispettivamente Ben Wishaw, Jeremy Irons e Tom Hiddelston; mentre il secondo ciclo è interpretato da Tom Sturridge e Benedict Cumberbatch. Per non parlare dei personaggi secondari tra i quali spiccano Simon Russel Beal, Julie Walters, Hugh Bonneville e Andrew Scott.

Un’occasione dunque per vedere attori ormai amati dal grande pubblico e famosi per i block busters navigare nel loro ambiente naturale, in grado di mostrare qui il loro vero talento, dovendo affrontare testi complessi e profondità umane che raramente vediamo sul grande schermo.

Le loro interpretazioni sono ovviamente magistrali, in grado di dare ai personaggi umanità e spessore, sfruttando a pieno le possibilità del mezzo cinematografico. Così i monologhi guardando direttamente in macchina di Cumberbatch ci fanno precipitare dell’oscurità di Riccardo III e Hiddleston si destreggia tra le locations come un giocoliere sbruffone tra compagni di bevute e doveri regali.

Tra tutti però spicca Ben Wishaw, in grado di far rivivere un Riccardo II fragile e appesantito dalla sua hollow crown, che apre in bellezza i due cicli.

La forza di Shakespeare permane in ogni momento. Le tragedie dei personaggi, la maledizione che la corona rappresenta per loro e la lotta per la sopravvivenza sono raccontati con un’impeccabile efficacia.

La BBC poi mette del suo, offrendo una produzione elegante, pulita e curata. Sembra che quasi niente sia girato in studio: i castelli, le brughiere e le osterie la fanno da padrone. I costumi, dal più lussuoso alla semplice tunica bianca, raccontano i personaggi e ne sono un mezzo espressivo.

The Hollow Crown è un piacere per gli occhi e la mente sia per tutti gli appassionati del genere, ma anche per coloro che poco ne sanno di teatro o di storia inglese. La freschezza di questa versione non tradisce la teatralità di Shakespeare e unisce le due cose in un cockatil esplosivo, in cui non sembra nemmeno strano che due personaggi si parlino in linguaggio aulico mentre bevono birra e sono circondati da prostitute e ubriaconi.

Ovviamente guardare Shakespeare mediato da uno schermo non è la stessa cosa dall’assistere a una rappresentazione direttamente a teatro, dove non ci sono filtri tra chi guarda e chi recita, dove tutto avviene sul momento. Allo stesso tempo però The Hollow Crown è l’occasione giusta per vedere quei personaggi immersi a pieno nel loro ambiente storico e naturale, finalmente pensarli come persone realmente esistite e poter ammirare tutte le capacità attoriali da molto vicino, con l’aiuto della telecamera.

La BBC dunque come al solito sforna prodotti di qualità: con The Hollow Crown ha voluto fare un passo avanti dando una veste ancora più nuova al bardo. La speranza è che questo esperimento venga portato avanti.

 


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