Big Mouth 2: il ritorno del Mostro degli Ormoni

Article by · 11 Ottobre 2018 ·

Big Mouth torna su Netflix con la stagione due: il Mostro degli Ormoni si sarà dato una calmata?

A che punto è la pubertà?

D’accordo, come avevamo lasciato i nostri pubescenti preferiti? La coppia di amici Andrew e Nick ha superato alcuni problemi, principalmente legati alla sfrenata sessualità del primo e a quella inesistente del secondo, che però –sorpresa! – riceve finalmente gli agognati peli pubici (due) e un Mostro degli Ormoni tutto suo: il decrepito Rick, già mentore di Coach Steve. Vai così, Nick!

Andrew riceve una dura lezione sul contenere le sue pulsioni dopo che queste lo hanno quasi fatto arrestare per una questione di scene del crimine e ingenti quantità di DNA spruzzate in giro. Ma quel che è peggio, la sua relazione con Missy sembra essere definitivamente compromessa, mentre quella con lo scomodo Maurice è più stretta che mai, purtroppo per Andrew.

Invece, Jessi si tuffa in una romantica fuga d’amore dal sapore molto white trash insieme allo strambissimo Jay. Sul serio Jessi, ma che hai in testa? Comunque, la scampagnata viene subito messa in crisi quando Jay ha un inaspettato incontro con la sua ex/cuscino/scopamica/confidente… okay, Jay è difficile da inquadrare.

Nel dubbio, poppe!

Con la seconda stagione, Big Mouth sembra essere cresciuto insieme ai suoi personaggi. Nonostante un inizio un po’ fiacco, di quelli che alla fine non fanno altro che trovare pretesti vari per smontare i pesantissimi cliffhanger della stagione precedente, la serie si riprende in fretta con un argomento che non fallisce mai: le tette.

E con un paio di tette, la trama riprende il via lanciandosi in un nuovo capitolo narrativo che fa subito dimenticare lo scialbo primo episodio. Le tette in questione sono quelle di Gina, una ragazza fino a quel momento ignorata, ma che con la sua *a-hem* crescita riesce a mettere del tutto in crisi la società della scuola. A partire da quella delle ragazze, che, prese da un’improvvisa invidia, devono imparare cosa voglia dire andare d’accordo con il proprio corpo. Non che i ragazzi rendano facile il compito.

Cresci tu, crescono i tuoi mostri

Con il procedere della stagione, il cast di bizzarri personaggi fantasiosi che rende l’adolescenza un inferno in terra si rinfoltisce sempre di più. Primo fra tutti l’inesperto Tyler, il nuovo inadeguatissimo Mostro degli Ormoni di Nick. Ma lui fa abbastanza pena.

Molto meglio invece lo Spirito della Vergogna, l’elemento di maggiore sfida per i ragazzi lungo tutto l’arco della stagione: è lui a infilarsi in tutte le vicende che vivono, sempre pronto a farli sentire colpevoli per le loro pulsioni, ossessioni, perversioni, eccetera…
Dal senso di colpa di Andrew per essersi masturbato sul costume della sorella di Nick, a quello di Jessi per aver causato una rottura apparentemente insanabile tra i suoi genitori, questo elemento negativo trascina giù i ragazzi e li getta nell’imbarazzo, portandoli in un inaspettato cammino di crescita.

Big Mouth 2 si spinge ancora più a fondo

Quello che certamente migliora in questa seconda stagione è che finalmente le cose cominciano a scuotersi veramente. Non si tratta più di semplici ragazzini arrapati che si ficcano nei guai, ma di individui che affrontano drastici cambiamenti e iniziano a definirsi come adulti. Ma rimangono comunque arrapati.

Tra i personaggi che più si riprendono dal piattume in cui sguazzavano nella prima stagione c’è Missy, che da macchietta cringe e interesse amoroso di Andrew, sviluppa una sua personalità e un insieme di demoni interiori da sconfiggere che la rendono forse uno dei personaggi più interessanti della stagione.

E nemmeno Jessi è da trascurare: la sua evoluzione da ragazzetta colta e femminista a giovane donna in lotta con le sue contraddizioni raggiunge livelli di emotività altissimi, accompagnati da un carattere sempre più volubile e in lotta con se stesso, in bilico tra l’esplosione e lo spegnimento.

Netflix e i suoi ormoni fanno il botto

Nella sua seconda manche, Big Mouth riesce a mantenere il senso dell’umorismo che ha reso popolare la prima stagione e lo unisce con successo a un approfondimento delle sue tematiche, rendendolo un prodotto con un umorismo sconcio (ma che raramente sembra volgare) capace di parlare della sessualità in un modo disinibito, provocatorio e intelligente.


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