Gunpowder: la recensione del pilota

Article by · 28 Ottobre 2017 ·

Gunpowder  è una miniserie inglese formata da tre episodi, in onda su BBC One. La serie, prodotta da Kudos e Kit Harington, è iniziata lo scorso 21 ottobre e si concluderà il 4 novembre (giorno precedente alla Congiura delle polveri).

Inghilterra 1603: Elisabetta I è morta, il monarca scozzese Giacomo Stuart diventa Giacomo I d’Inghilterra. Il regno protestante è in guerra con la cattolica Spagna da una generazione; i cattolici inglesi vengono perseguitati, celebrare messe è proibito. Il Re è già stato vittima di diversi attentati, ma, fino a quel momento, ne è sempre scampato.

È con questa descrizione che comincia la serie che tratta della Congiura delle polveri. Chi non è totalmente a digiuno di storia si aspetta che il protagonista sia Guy Fawkes (Tom Cullen). Notare che, in realtà, il personaggio principale è Robert Catesby (lo stesso Kit Harington) può far storcere il naso: il nome più noto e ricordato per la congiura è, infatti, proprio quello di Fawkes. Avete presente la maschera di V for Vendetta? Ecco, quella è la sua faccia.

I motivi di questa scelta sono due:

  • uno di carattere storico. Difatti, Fawkes è entrato nel gruppo già esistente di rivoluzionari capeggiati da Catesby.
  • la seconda motivazione è invece di carattere drammaturgico: Catesby viene presentato come un personaggio umano, che soffre ingiustamente (con cui è quindi facile empatizzare); Fawkes, al contrario, – dai pochissimi minuti in cui è apparso – sembra un tipo molto violento e poco “piacevole”.

 

Come in Bastardi Senza Gloria

Il primo episodio comincia in modo molto simile al film di Tarantino: un uomo che rappresenta la legge è a caccia di  … cattolici e dei loro nascondigli. Il punto di vista che gli autori vogliono trasmettere è, così, subito chiaro: i protagonisti sono vittime non colpevoli. La loro unica colpa è la fede e, a causa di questa, vengono perseguitati, torturati e condannati a morte.

Cacciatori di cattolici prima, cacciatori di ebrei dopo.

La lunga sequenza mostra prima di tutto la celebrazione di una Messa clandestina, seguita dall’arrivo dei soldati e dall’abile occultamento di tutti i simboli cristiani da parte dei domestici (che inoltre nascondono i sacerdoti tra le pareti della casa). A questo punto, quando tutto è sistemato, lasciano entrare Sir William Wade (Shaun Dooley), seccato per la lunga attesa e che sa che in quella casa sono nascosti dei cattolici. Ne sente la puzza.

Con questa sequenza (che dura più di un quarto dell’episodio) diventa chiaro chi siano i “buoni” e chi i “cattivi”, messi appositamente tra virgolette perché, storicamente, le fazioni sono invertite.

 

Tortura, violenza e corti sfarzose

Una delle critiche mosse alla serie era a proposito dell’eccessiva crudezza di alcune scene durante le torture dei cattolici. Sicuramente questa è una critica soggettiva: c’è chi trova disgustoso e scorretto mostrare certe cose in TV e chi non vedeva l’ora. Le scene, d’altronde, erano necessarie per mostrare ancor di più quanto quel tipo di violenza fosse esagerata quanto ingiustificata.

Non solo la morte è una pena ingiusta per un ideale, ma viene punita pubblicamente con sbudellamenti e amputazioni. In tutto questo, ovviamente, la folla ne è entusiasta: più è violenta la tortura, più è gratificante. 

D’altro canto, a corte si ride e si scherza e Re Giacomo (Derek Riddell) non è minimamente preoccupato per la persecuzione e la sua stessa incolumità. Non ascolta nessun inglese tranne Philip, un ragazzino che si trova a corte con cui sembra avere “un legame speciale”.
A preoccuparsi per lui è Sir Robert Cecil (Mark Gatiss), che si presenta come vero antagonista della serie, organizzato e deciso a debellare l’Inghilterra dalla piaga cattolica. Sapendo, però, che bisogna farlo con una certa cautela per evitare una guerra contro gli spagnoli.

 

Kit Harington o Jon Snow?

Ed ecco il punto che tutti aspettavamo: come se la cava il buon Kit fuori dai panni da Guardiano della Notte? Risposta: senza infamia e senza lode.

Il suo viso è ancora molto legato al personaggio e continuerà a esserlo finché avrà  lo stesso taglio di barba e capelli. Per tutta la prima metà dell’episodio sembra ancora nei panni di Jon, ma, poi pian piano, se ne distacca. La differenza diventa notevole durante un dialogo in cui solo metà del suo volto è illuminata da una candela: è qui che vediamo espressioni che non appartengono a Jon, bensì a Catesby.

Ad aiutarlo c’è una splendida regia che spesso si sofferma su primi piani molto ravvicinati. Questi, infatti, non inquadrano solo gli occhi, ma anche gli zigomi, riuscendo a sottolineare i dettagli delle espressioni.

Gunpowder è un ottimo prodotto, breve e sicuramente da seguire.
Ma, soprattutto, R
emember remember the 5th of November.


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