Hellboy: cosa funziona e cosa no [recensione]

Article by · 12 Aprile 2019 ·

Hellboy è un film del 2019 diretto da Neil Marshall ed è l’adattamento cinematografico dei fumetti creati da Mike Mignola.

Il film è divertente, leggero e giustamente splatter, ma è anche facilmente dimenticabile. Quindi abbiamo raccolto per punti cosa ci piace e cosa non ci piace, un po’ come fare m’ama non m’ama con una margherita per vedere cosa ne viene fuori.

Ci piace

La violenza e la crudezza del film: si vede sangue a palate, gente squartata, occhi che penzolano e tutte quelle cose splatter che non possono mancare quando in campo scende il “ragazzo inferno”.

Non ci piace

C’è veramente un eccessivo utilizzo delle parolacce. Non perché siamo bacchettoni o propensi alla censura, anzi, ma venivano utilizzate solo perché parole “proibite”. Ne dicono un casino perché fa figo dirle, perché dimostra quanto testosterone hanno i personaggi e alla fine anziché sembrare una cosa giovane da un po’ la sensazione che a inserire tutte quelle parolacce in sceneggiatura sia stato mr. Burns con il cappello viola e la maglietta con il teschio di Secco.

Ci piace

Tutta la mitologia del film, che passa da quella cristiana (Inferno, acqua santa, ecc..) a Re Artù, più le fate e tutto quello che ci sta in mezzo. Se un difetto di Bright era che la mitologia fantasy fosse buttata lì a casaccio, qui si sente quanto il mondo sia complesso nonostante non venga esplorato.

Non ci piace

La caratterizzazione dei personaggi è piatta, moscia. Hellboy sappiamo che beve, fuma e scherza sempre e infatti lo fa. Il punto è che lo fa perché un personaggio che già è stato scritto (nei fumetti e in due film) lo faceva, qui manca una vera caratterizzazione. Fa delle cose, ma vengono mostrate come se fosse una lista, non come se fosse la sua vita. Questo vale anche per gli altri, da suo padre, a Nimue, Trevor, Alice, e gli altri.

Ci piace

La colonna sonora perché è tutta hard rock, si parte con una versione in spagnolo di Rock you like a hurricane degli Scorpions, passando da Muse e Royal Blood per finire con i Mötley Crüe.

Non ci piace

La sua voce in italiano. A doppiare il personaggio è stato Adriano Giannini (il quale aveva dato un’interpretazione a dir poco magistrale con il Joker di Ledger), ma qui parla come se stesse costantemente facendo il verso a qualcuno. Ok che è mezzo demone, ma non ha una voce temibile. Anzi, è ridicola.

Ci piace

L’origine di Hellboy. Non facciamo spoiler, ma la storia delle sue origini è veramente figa. In realtà è un classico, ma ha delle piccole modifiche che la rendono unica.

Non ci piace

Il finale anticlimax. Anche qui evitiamo spoiler, ma il finale è veramente sgonfio, privo di quei brividi che uno scontro finale dovrebbe regalare.

Ci piace

I combattimenti tra Hellboy e le varie creature, sono divertenti. Lui se le prende di santa ragione, picchia più forte e alla fine ha sempre un sacco di fortuna. Sarà anche venuto dall’inferno, ma di cazzotti ne prende sempre e comunque.

Non ci piace

Il fatto che Hellboy non prende mai vere decisioni. In tutto il film non sceglie cosa fare, ma fa quello che gli dicono di fare: questo si ricollega al punto di poco prima, in cui dicevamo che non è carismatico.

Ci piace

Che ci sia la domanda: chi sono i veri cattivi? Hellboy lo dice, i mostri cercano di uccidere gli umani perché gli umani cercano di uccidere i mostri, quindi non sarebbe meglio dialogare? In effetti sì, peccato che sia un’idea buttata lì e mai approfondita.

Non ci piace

La divisione tra bianco e nero, che toglie i dubbi su chi sia il buono e chi il cattivo. Se Hellboy ci aveva messo il dubbio, gli sceneggiatori ce l’hanno tolto facendo comportare gli antagonisti da cattivi classici e non da persone con conflitti d’interesse.


Dovendo tirare le somme questo film meriterebbe un 6, uno di quelle che le prof danno giusto perché vedono l’impegno e il potenziale, ma che in fondo in fondo non è così meritato.


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