La fine di The Big Bang Theory: qual è e com’è – Spoiler!

Article by · 21 Maggio 2019 ·

Il 16 maggio 2019, dopo 12 anni, si è conclusa la sitcom The Big Bang Theory, creata da Chuck Lorre e Bill Prady.

L’ultima scena

Cominciamo dalla fine, proprio dall’ultima scena: la telecamera che si allontana dai sette protagonisti seduti nel salotto di Leonard che mangiano, mentre una versione più lenta della sigla ci accompagna durante l’ultimo saluto. Nonostante la serie fosse in calo ormai da anni (ne abbiamo parlato qui), quest’ultima stagione ha riservato le ultime risate, (anche di questo ne parlavamo qui) con un finale non del tutto scontato.

Non neghiamo che ci aspettavamo una fine in stile Friends, con i protagonisti che lasciavano l’appartamento e si separavano, perché ormai erano grandi e non avevano più bisogno di stare assieme. I nostri “nerd”, invece, sono sì, adulti completamente diversi da quelli che erano all’inizio, ma decidono comunque di stare assieme. Noi smettiamo di seguirli perché hanno risolto i loro conflitti.

Perché è questo ciò che decreta la fine di una storia (che sia una serie o un film): il cambiamento dei personaggi e la risoluzione dei loro conflitti con il mondo circostante, con gli altri personaggi e con loro stessi. Ciò di cui ci eravamo lamentati qualche anno fa era che la maggior parte dei conflitti erano stati risolti stagioni fa e che quindi non aveva più senso andare avanti; in questa dodicesima stagione, però, c’è un stata un’ulteriore crescita di quasi tutti i personaggi.

Sheldon

Cominciamo da Sheldon. Com’era non c’è bisogno di ricordarlo, è uno dei motivi principali del successo dello show e ha regalato diversi premi a Jim Parsons. La sua linea professionale si risolve con la vittoria del premio Nobel per la fisica, al quale ambiva fin da bambino, grazie alla Super Asimmetria, teorizzata con sua moglie Amy (anche lei vincitrice del Nobel). Nel vincerlo si trova ancora una volta in conflitto con il mondo, visto che ha paura dei cambiamenti. A fargliela superare una volta per tutte è Penny, che lo aiuta ad accettare che l’unica costante sicura è il continuo cambiamento, che lui era già cambiato e continuerà a farlo. Il conflitto con se stesso, invece, lo abbatte durante il discorso per il Nobel, in cui dà il merito delle sue scoperte a chi lo ha aiutato. Smette di essere del tutto egocentrico e riconosce i meriti degli altri, che lo hanno sostenuto per arrivare su quel palco. Così facendo risolve (a effetto domino) anche i conflitti con gli altri personaggi e capisce che essere perfido/stronzo/meschino involontariamente non può più essere una scusa, anzi, è l’unico motivo per cui lo sopportavano. Deve essere cosciente delle proprie azioni e scelte; e così sarà.

Leonard

Leonard risolve il suo conflitto più grande: quello con la madre. La perdona e la accetta per essere stata sempre insensibile con lui, incapace di provare empatia. Così facendo vediamo per la prima volta sua madre abbracciarlo con affetto e amore. Inoltre, si accorge di essere sempre accondiscendente e decide, quindi, di prendere posizione e fare ciò che desidera. Questo gli consente di avere una sua squadra di ricerca all’università e ottenere qualcosa per sé. Questo passaggio è fondamentale per la risoluzione del suo personaggio, che aveva come chiave comica proprio l’essere una marionetta di Sheldon e gli altri. Anche Leonard compie un ulteriore cambiamento in questa stagione, che porta alla risoluzione del suo personaggio.

Penny

Penny, di cui non scopriamo e non scopriremo mai il cognome, è incinta. È una buona evoluzione del suo personaggio? Nì. Da una parte è buona, perché lei è sempre stata infantile e priva di responsabilità e questo è ciò che più dovrebbe responsabilizzare una persona. D’altro canto no perché: 1) lei non voleva figli ed era una scelta più che rispettabile, non è che tutte le donne devono per forza avere figli; 2) perché è l’evoluzione più classica e stereotipata per i personaggi femminili, che si devono sempre completare diventando madri. In più è un compromesso un po’ del cazzo per fare felici tutti: Leonard voleva un figlio, ma accettava il volere della moglie, adesso che ha imparato a essere più deciso e seguire meno ciecamente il volere altrui. Penny non lo voleva, ma concepisce mentre era ubriaca (con Leonard eh, non fatevi strane idee) e poi si accorge magicamente che avere un bambino è qualcosa che le piace.

Parlando invece della carriera lavorativa, abbandona del tutto il sogno di recitare (anche questo già da qualche anno) e si concentra nel suo lavoro come venditrice di farmaci nel quale può fare veramente carriera. Insomma, se prima rappresentava l’infantilità ora è sicuramente una donna matura, ma questo non per forza era il miglior modo per diventarlo.

Raj

Raj è uno di quei personaggi che un po’ sorprendono, perché tempo fa dicevamo che aveva risolto i suoi conflitti (parlare con le donne e relazionarsi) e invece gli autori ci mostrano un ulteriore crescita, legata all’acquisizione di sicurezza in se stesso. Nella penultima puntata, infatti, era deciso a trasferirsi a Londra per seguire una donna, ma non perché era sicuro di amarla, solo perché era una relazione sicura. (Questo avvenimento è stato, tra l’altro, trattato malissimo. Innanzitutto, Raj sarebbe partito senza avvisare gli amici e se, fino a qualche puntata prima, sembrava che il suo rapporto con Anu fosse importante, ora lo vediamo cambiare idea senza troppe difficoltà per poi dimenticarsi di tutto quanto o quasi.) Raj impara a stare con se stesso e a non avere più l’ossessione di trovare una donna: ha la maturità per accettare che, chiunque sarà la sua anima gemella, con il tempo la troverà.

Il suo conflitto con il mondo, sempre legato all’insicurezza, l’aveva già risolto accentando il lavoro al planetario e cambiando pettinatura, sposando così la sua professione e la sua anima teatrale.

Amy

Amy purtroppo non compie grossi cambiamenti: è  sempre quella strana, –ma mai quanto Sheldon: all’inizio era la sua versione femminile, ma dopo poco si è trasformata solo nella ragazza che non aveva mai avuto una vera adolescenza e che ora voleva provare ciò che si era persa. Ovviamente ha anche lei la vittoria del Nobel, ma non è mai importante quanto per Sheldon. È chiaro che con la vittoria del premio e il cambio del look, Amy prende più coscienza di sé stessa e più sicurezza (sia lavorativamente che esteticamente), ma non sembra un vero e proprio cambiamento, probabilmente è più l’affermazione di ciò che già era da tempo. Probabilmente lei soffre di essere nata veramente come la Sheldon femminile e, per quanto poi si sia diversificata, è sempre rimasta un po’ nell’ombra del marito.

Howard e Bernadette

I due “piccoletti” della serie li mettiamo assieme perché i loro conflitti e il loro cambiamento ormai era già avvenuto da un pezzo. La prova di tutto ciò è il fatto che Howard è ricordato sempre per essere un astronauta e questo vuol dire che il suo apice l’ha raggiunto tempo fa. Ovviamente, cosa poteva fare di più? Niente, ma non è questo il punto: ha una splendida famiglia, è stato nello Spazio e ormai tutto ciò che aveva da dare l’ha dato. Stessa cosa per Bernadette, che ormai faceva ridere perché era simpatica, ma non poteva che essere una spalla comica.

Dodici anni insieme

Quindi se dovessimo tirare le somme che diremmo? Sul fatto che l’abbiano tirata per le lunghe siamo tutti d’accordo. Il finale tutto sommato è bello, il discorso di Sheldon durante la premiazione è un monologo fantastico che chiude alla perfezione il suo personaggio. L’essere così lunga avrà sicuramente fatto bene agli ascolti della CBS (anche tra alti e bassi), ma le prime stagioni della serie sono già datate e non sono invecchiate benissimo. Tutte le sitcom sono estremamente legate ai loro anni e spesso, invecchiando, perdono molto del loro fascino. The Big Bang Theory ha dalla sua l’aver aiutato a far diventare di massa la cultura nerd, entrando prepotentemente nella cultura pop. Quindi il suo invecchiare è sì un male per il futuro, ma mostra quanto fosse radicata in quegli anni e aiuta a capire perché è diventata la sit-com più seguita del decennio.

Alla fine, nonostante tutto, i nostri nerd ci mancheranno, perché siamo davvero cresciuti con quei personaggi… non possiamo far altro che ringraziarli, perché è stato davvero un bel viaggio.

P.S.: sì, alla fine riparano l’ascensore.


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