La Truffa dei Logan: il ritorno al cinema di Steven Soderbergh

Article by · 2 Giugno 2018 ·

La truffa dei Logan segna il ritorno di Steven Soderbergh come regista cinematografico dopo una breve pausa. I fratelli Logan organizzano un articolato piano di rapina ad una gara automobilistica della NASCAR per sistemare le loro vite disastrate.

Ocean’s again?

Soderbergh riappare dietro la macchina da presa, e lo fa richiamando le atmosfere di uno dei suoi film più amati e conosciuti dal pubblico. Stiamo parlando ovviamente di Ocean’s Eleven, uno dei film di culto degli anni duemila, di cui è prossimo all’uscita una sorta di reboot al femminile. La truffa dei Logan, in originale Logan Lucky, non ha tuttavia come protagonista un Danny Ocean bensì un personaggio molto più rude. Jimmy Logan (Channing Tatum) è un padre sfortunato che con il suo lavoro non riesce a mantenersi e a dare il meglio a sua figlia. Con il fratello Clyde (Adam Driver) e la sorella Mellie (Riley Keough) architetta una rapina da mettere in atto durante la corsa automobilistica Coca Cola 600 alla Charlotte Motor Speedway. Aiutati da Joe Bang (Daniel Craig), esperto di esplosivi, mettono a punto una complessa operazione che non sarà priva di colpi di scena.

Ci sono tutte le caratteristiche dell’heist movie, ovviamente. Dalla presentazione e tipizzazione dei personaggi all’organizzazione del piano; elementi classici che, però, il regista intelligentemente rimescola e dispone con una maestria degna del suo nome. Insomma, se la saga di Ocean è il punto di partenza (tanto che c’è un’esplicita citazione nel film), Logan Lucky è un risultato di modernizzazione del genere di riferimento molto più che soddisfacente.

La maledizione dei Logan

Jimmy e Clyde sono due personaggi spezzati, un altro modo per non dire disabili. Il primo esibisce un’evidente zoppicatura, l’altro è un reduce di guerra senza un avambraccio. Entrambi sono vittima di quella che i loro concittadini non esitano a definire “la maledizione dei Logan”, una sorta di sventura che si aggira intorno a chi porta quel cognome, dalla quale solo la bella Mellie sembra essere immune.
L’essere ai margini della microsocietà a cui appartengono è uno degli stimoli che porta i fratelli a tentare il tutto per tutto con questo colpo. Ed è proprio qui che si trova uno dei punti vincenti del film. La relazione stretta che lega i familiari Logan non è mai urlata, ma sempre costruita attraverso scene che la suggeriscono sottilmente. Dalla surreale rissa al bar alle fasi più avanzate del piano, di cui non si vuole spoilerare nulla.

Divertimento assicurato

La bravura degli interpreti (sì dai, anche Tatum non sfigura) si somma ad una somma calcolata di diversi registri. L’action è imprescindibile, così come il velato dramma da cui si origina la scelta di varcare il confine della legalità. Ma, come nei migliori heist movie, grande spazio l’ottiene anche l’ironia e il divertimento, inteso come intrattenimento ai massimi livelli.
Come non ridere di fronte alla rivolta dei detenuti che tra le richieste al direttore hanno quella di leggere gli ultimi libri di George Martin? Oltretutto totalmente ignari del fatto che non siano ancora stati pubblicati e che la serie li abbia ormai superati. È solo uno dei tanti momenti fuori dalle righe che il film offre e che si integrano perfettamente nella trama.

Soderbergh ritorna, dunque, a fare dell’ottimo cinema. Un soggetto decisamente non originale, si potrebbe dire abusato, ma che riesce ad adattare in modo egregio alle esigenze contemporanee. Ritmo serrato, pochissime spiegazioni, tanta azione e, a volte, parecchia graditissima esagerazione.

Se La truffa dei Logan doveva essere un test, si può confermare come ampiamente superato. Tra pochissimo nei cinema italiani uscirà Unsane, nuovo film del regista, stavolta alle prese con l’horror/thriller; le aspettative per una pellicola girata interamente con un iphone, a questo punto, non possono che essere altissime.


    Leave a comment