Perché Game of Thrones ci ha delusi? [spoiler!]

Article by · 6 Giugno 2019 ·

Prima di iniziare, ricordiamo che in questo articolo faremo riferimento solo ed esclusivamente alla serie e NON ai libri.

Tuttavia, una domanda è lecita: com’è possibile che un team di sceneggiatori professionisti (non solo D&D, ma tutta la writing room) non sia stato in grado di creare una storia decente da quando sono finiti i libri, scritti da un solo uomo?

Quando sono iniziati i problemi

Il momento in cui ha vinto il fanservice e si sono sdoganate le regole della serie si è verificato all’inizio della sesta stagione, quando Jon Snow viene riportato in vita. In quell’istante, il cambio di rotta della serie è stato chiaro: esistono personaggi meno mortali di altri. È da allora, infatti, che le morti dei personaggi importanti sono drasticamente calate. Ovviamente il problema non è solo “se li uccidono la serie è bella,  se non lo fanno è brutta, ma fa parte di un ragionamento più complesso.

Uccidere i personaggi mette in chiaro che nessuno è al sicuro, nemmeno il protagonista della prima stagione (che, infatti, viene brutalmente decapitato): questo modo di procedere aveva provocato un cambiamento nella mente dello spettatore, creando un senso di realismo che difficilmente si era trovato in altre serie. Qui non ci sono dii ex machina improbabili che salveranno i personaggi: se devono morire, muoiono.

Bei tempi, quelli delle Nozze Rosse

Un altro aspetto fondamentale stava nel non dare agli spettatori ciò che volevano, ma solo ciò che era meglio per la serie e i personaggi. Prendiamo come esempio le Nozze Rosse, uno dei momenti più strazianti della serie (tant’è che il web è pieno di reaction di gente che urla per la morte dei propri beniamini). Se potessimo in qualche modo salvare Robb e compagnia bella probabilmente lo faremmo, ma sarebbe davvero un bene per lo show? Se dovessimo ripensare ai cinque momenti più emozionanti dell’intera serie, di sicuro le Nozze Rosse sarebbero presenti e probabilmente sarebbero al primo posto. Insomma, sono uno degli eventi, se non L’Evento più significativo degli ultimi 10 anni di serie tv. Non è qualcosa che avremmo voluto vedere, ma è stato di un’intensità quasi inarrivabile. È la prova che dare qualità, a discapito di ciò che i fan pensano di volere, è la scelta migliore.

La resurrezione di Jon è stato il momento che ha scandito la fine (già annunciata) di questa spietatezza verso i personaggi, preferendole una narrazione più sicura – accontentando un po’ tutti e, di fatto, nessuno.

Ma i morti dell’ottava stagione?

Uccidere i personaggi nelle ultime puntate dell’ultima stagione è decisamente più facile che farlo alla fine della prima stagione, no? Ci sono state delle vittime nella battaglia contro gli Estranei (e meno male!), ma sembra che siano stati uccisi più per sfoltire le fila che per una vera necessità di trama. Liberandosi di alcuni personaggi, hanno solamente semplificato le cose. Accaniamoci ancora una volta contro Jon Snow e chiediamoci: come è possibile che non sia morto contro il drago? Va bene, Arya l’ha salvato, ma considerando la distanza tra i due e che il drago era stato in grado di SCIOGLIERE LA BARRIERA con le sue fiamme, gli è andata parecchio di lusso. Jon si ripara dietro a quattro mura a neanche 5 metri dal drago e (letteralmente) due puntate dopo fanno vedere la potenza distruttiva delle fiamme sulle costruzioni della Fortezza Rossa? Dai.

A proposito dei morti di Approdo del Re, prendiamo i gemelli Lannister. C’è da riconoscere una certa poesia nel vederli morire abbracciati, così come sono nati e vissuti, ma il percorso che fatto da Jaime durante queste stagioni sembra essersi sgretolato nell’arco di una notte. Si può capire che, dopo aver “tradito” la donna che amava andando a letto con un’altra, torni su i suoi passi. Il problema è che non ha avuto un minimo di ripensamento (e di rispetto per Brianne). È stato tutto troppo frettoloso. Dov’è il dilemma?  O il dolore per aver preso una dura decisione?

Per quanto riguarda Cersei, potremmo dire che è andata un po’ meglio: è interessante il fatto che sia stata uccisa (più o meno) dallo stesso castello che tanto ha bramato e poi ottenuto, ma il resto della battaglia poteva e doveva gestirla meglio.

La morte di Daenerys

Quella che però è la morte più deludente di tutte è quella di Daenerys, la cui dipartita è stata strumentalizzata per mostrare quanto Jon fosse simile a Ned e fargli ottenere quello che desiderava. Perché ha, sì, preso una scelta difficile, ma era l’unica possibile. Poi, come se non bastasse, è andato oltre la barriera a cazzeggiare con i bruti senza doversi prendere nessuna responsabilità. La morte di Oberyn Martell, personaggio che è durato solamente sette episodi, è stata molto più epica di quella della madre dei draghi

In che senso “morte epica”? Difficilmente dimenticheremo la lotta tra l’affascinante Martell e la Montagna: scena carica di tensione, Oberyn non solo difendeva Tyrion da un processo ingiusto, ma avrebbe potuto anche vendicare la morte della sorella e dei nipoti. E mentre stava lì a saltellare a destra e sinistra, non aspettavamo altro che sferrasse il colpo fatale. Eravamo tutti con lui e vederlo perdere quando ormai sembrava fatta è stato un vero colpo al cuore. In quel momento, tutte le speranze sembravano perdute.

 Si può parlare anche dell’uccisione di Tywin. È letteralmente morto sul vaso da notte, eppure è stato un bel momento per noi spettatori. Sicuramente ha aiutato il fatto che tutti volevamo che morisse, ma la sua morte è stata simbolica. È morto privo di ogni ricchezza in un momento di massima debolezza. In più a ucciderlo è Tyrion, che lo desiderava da sempre.

Ogni morte (quasi) è più appagante di quella di Daenerys.

La dipartita di Daenerys, per quanto diversa, è successa in mezzo a mille altre cose: compiuta sì dall’uomo che amava (e la amava), non è stata in grado di lasciare sensazioni di disperazione o dispiacere. Era da tempo, ormai, che gli autori stavano facendo di tutto per rendere il pubblico sempre meno empatico nei confronti di Daenerys. Di conseguenza, quando si assiste alla morte di un personaggio che si segue più per abitudine che per affetto, nessuno si dispererà, anzi, l’indifferenza regna sovrana.
È vero,
si è trasformata nei suoi antenati e nei nemici che ha sempre disprezzato, ma prendete un cattivo per eccellenza, Walter White: era diventato il peggiore eppure tutti (gli spettatori) tifavano sempre per lui. I motivi di Daenerys non erano più condivisibili e dare fuoco a bambini e innocenti non l’ha aiutata.

L’importanza di un buon “cattivo”

La fine dei personaggi: Bran

La fine ultima, ciò che tutti volevamo sapere fin dall’inizio: chi finirà sul trono alla fine dei giochi? Bran, di cui nessuno pare essere contento, ma poteva essere la scelta giusta? Nì.

L’essere così distaccato e privo di empatia è un bene perché non sarà corruttibile, quindi farà solo ciò che è veramente meglio per il popolo. Ma come fa a sapere cos’è il bene per il popolo se è dispatico e, di conseguenza, incapace di distinguere il bene dal male?

Certo, non serve l’empatia per sapere che una carestia è male e la prosperità sia un bene, ma, per citare Thanos, anche sterminare metà della popolazione è un buon metodo per risolvere le carestia. Meno bocche da sfamare, più cibo per i sopravvissuti. Bran sarà sicuramente un buon re sul lungo periodo, ma quelli che vivranno sotto il suo regno avranno davvero una bella vita? Con l’affermazione rivolta a Tyrion (perché credi che sia qui?), Bran ha fatto capire di poter vedere il futuro. Bene. Se vedeva il futuro, perché non ha fatto nulla per fermare il massacro di Daenerys? Magari perché sapeva che, se lo avesse fermato, sarebbero morte molte più persone un anno dopo. Benissimo, ma allora parliamo di uno che crede nella filosofia di Ozymandias di Watchmen di ucciderne 100 per salvarne 1.000, sulla carta funziona… ma meno bene per quei 100.

Può anche essere che Bran non veda davvero il futuro e conosca solo ciò che accadrà a lui, quindi che non sapesse di quel massacro. In realtà, così fosse, potrebbe essere anche peggio perché sarebbe uno che non fa niente se non lasciarsi trasportare dal tempo che deve fare il suo corso.

Sansa

Come Regina del Nord Indipendente si può dire che sia felice, ma perché non è stata presa in considerazione per il Trono di Spade? Poi magari rifiutava, ma, a confronto con il fratello, lei aveva un curriculum migliore. Tralasciando ciò, a lei le cose sono andate abbastanza bene, ma (ovviamente c’è un ma) il problema sta in qualche puntata prima, nella scena che la vede parlare al Mastino delle violenze che ha subìto. La filosofia del ciò che non mi uccide mi rende fortifica è fantastica e va benissimo, ma davvero se potesse tornare indietro sceglierebbe di nuovo di essere stuprata e torturata mentalmente invece di scappare? Sembra una scelta un po’ discutibile.

Arya

Perché Arya ha questa voglia di esplorare? Da dove nasce? Ci può stare che decida di andarsene, che voglia abbandonare il mondo conosciuto perché schifata dalla lotta al potere, convinta che non esistano fazioni giuste, ma solo guerra. Però non è stata intesa in questo modo, si vede solo la sua curiosità nei confronti delle terre inesplorate. Arya non sceglie di abbandonare quel mondo, ma decide di cercarne uno nuovo. Perché? Da quando vuole farlo? E la sua lista che fine ha fatto? Ha deciso di abbandonarla? Benissimo, ma dato che sarebbe stato un momento abbastanza importante (visto che l’ha portata avanti per la maggior parte dello show), fatecelo vedere.

Tyrion

Su Tyrion si potrebbe fare un articolo intero, ma ora ci limitiamo a dire che da quando è scappato da Approdo del Re e ha iniziato a servire Daenerys il suo ruolo è stato sempre più marginale. È vero che era destinato a fare il Primo Cavaliere e sicuramente era il più qualificato, rimane nuovamente un dubbio: perché è stato lui a scegliere il Re?

Era in catene ed a un passo dalla morte, eppure ha tirato fuori un discorso (neanche dei suoi migliori, ricordate quando confessa i suoi crimini nella quarta stagione?) in cui convince tutti che Bran sia la scelta migliore. A parte questo, continua a passare dall’imprigionato all’avere ruoli di potere, fa un continuo avanti e indietro che lo tiene fermo da quando ha ucciso suo padre. Con “fermo” si intende come non subisca una crescita o un cambiamento; è vero che cambia idea, ma il suo modo di pensare e di porsi nei confronti del mondo circostante rimane lo stesso. Inoltre, non risolve neppure altri problemi personali che, dalla morte del padre, sembrano spariti, rendendo il personaggio meno completo e più una spalla che diverte il pubblico.

E gli Estranei…

Questo è forse il punto più basso della serie, perché mostra una stupidità e una grossolana frettolosità. Partiamo dall’intelligenza del Night King: dato che sa di essere, sì, il punto di forza, ma principalmente il punto debole del tuo esercito, poteva starsene un po’ per i fatti suoi anziché combattere e farsi ammazzare come l’ultimo degli idioti. Alcuni modestissimi suggerimenti per lui per un migliore approccio alla battaglia:

  1. Non combattere personalmente e rimani indietro, lasci che tutti uccidano chiunque. Ti fai portare Bran, (tanto non è che sappia combattere) e non ti esponi in tal modo.
  2. Devi esporti perché ti piace il rischio? Non sei il più furbo del villaggio, ma almeno indossa una bella armatura, dato che basta che l’acciaio di Valyria ti tocchi per farti esplodere e distruggere l’intero esercito.
  3. Non vuoi mettere l’armatura e non vuoi stare indietro? Bene (più o meno), almeno stai attento quando combatti perché è vero che Arya ha fatto la mega mossa però svegliati cazzo.

Mostrano anche che è ignifugo, facendoci credere che non possa essere ucciso e dopo dieci minuti muore come un cretino? E gli altri del suo consiglio che fanno? Stanno lì a guardare. Ma poi perché ce l’ha tutto lui il “potere”? Non poteva dividerlo con gli altri e creare dei simil Horcrux?

…a cosa sono serviti?

In questo mare di stupidità, c’è un altro punto davvero fastidioso. Com’è possibile che la prima scena della serie – la primissima scena della serie – mostrasse che gli Estranei e l’inverno stavano arrivando, come sono terrificanti e tutto il resto per poi resistere una notte, una sola notte al di là della barriera?
È vero che il tema e il fulcro della serie ruotano intorno alla guerra per il potere tra fazioni e non alla lotta tra bene e male, ma, già che questi zombie ci sono, almeno fate fare loro qualcosa. In questa stagione ci sono 2 puntate (su 6) di preparazione a una guerra che poi si conclude in una battaglia unica, che, va bene sarà anche durata tutto l’episodio, ma è una sola battaglia. Vero è che ci sono stati altri scontri in precedenza, ma appena arrivano a Grande Inverno vengono spazzati via immediatamente. Le guerre durano anni, è difficile che si risolvano in una notte, anzi, è altamente improbabile.

A cosa sono serviti gli Estranei, a far mettere assieme Jon e Daenerys? E questo a cosa è servito? Insomma, se togliessimo gli Estranei da tutta la storia, cambierebbe davvero qualcosa? Certo erano fighi, ma cosa hanno aggiunto? Anzi, in questa stagione hanno contribuito a peggiorare la narrazione mostrando un mondo diviso in due, tra bene e male, allontanandosi dal fulcro della serie che invece dice il contrario.

ATTENZIONE, non vogliamo dire che sarebbe stato meglio togliere gli Estranei, ma che la loro fine doveva essere gestita diversamente (e meglio).

Tutto da buttare, quindi?

Assolutamente no, fino alla quarta stagione è difficile trovare difetti alla serie. Come abbiamo detto, c’è un punto ben visibile in cui diventano chiare quelle che saranno le intenzioni dello show. Non stiamo dicendo che è tutta colpa della resurrezione di Jon, ma che da quel momento viene esplicitato ciò che c’era da un po’ nell’aria.

Grazie, Game of Thrones, per tutto quello che hai fatto. Hai sicuramente cambiato il modo di scrivere e fare serie tv, ma sarebbe potuta finire meglio (molto meglio) per te e per noi.


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